Due donne, un sogno: ecco come è nato Le Erbe di Brillor

Paola, naturopata, per sostenere e sviluppare i suoi progetti si trasferisce dal centro di Torino ad Alice Superiore, dove acquista una cascina diroccata sulle sponde del lago. Durante i lavori di recupero del territorio terrazzato, abbandonato e invaso da rovi e sterpaglie, incontra Isabella, laureata in Scienze Forestali e Ambientali, che l’aiuta nella difficile opera di abitare e coltivare un territorio splendido, in un sito considerato di importanza comunitaria. Così, un’amicizia nata e sperimentata sul campo diventa lavoro in società: dal 2012, con Le Erbe di Brillor srl, Cascina Meira diventa laboratorio di produzione di detersivi naturali per la casa.

Vi raccontiamo questa storia perché ha tutto, dentro: l’amicizia, la passione, la giusta intuizione. Una storia tutta al femminile, le cui protagoniste sono Paola Polce e e Isabella Ballauri del Conte.

Paola, naturopata, per sostenere e sviluppare i suoi progetti si trasferisce dal centro di Torino ad Alice Superiore, dove acquista una cascina diroccata sulle sponde del lago. Durante i lavori di recupero del territorio terrazzato, abbandonato e invaso da rovi e sterpaglie, incontra Isabella, laureata in Scienze Forestali e Ambientali, che l’aiuta nella difficile opera di abitare e coltivare un territorio splendido, in un sito considerato di importanza comunitaria. Così, un’amicizia nata e sperimentata sul campo diventa lavoro in società: dal 2012, con Le Erbe di Brillor srl, Cascina Meira diventa laboratorio di produzione di detersivi naturali per la casa.

Abbiamo studiato i detersivi chimici tradizionali, individuato le varie componenti e le relative funzioni e con il tempo abbiamo sostituito le sostanze chimiche pericolose con estratti naturali, in seguito con estratti vegetali e infine con vegetali il più possibile autoctoni e da noi coltivabili. La nostra idea è piaciuta e abbiamo vinto parecchi premi di ambito nazionale per la ricerca e l’innovazione. Insomma, abbiamo colpito nel segno.

Le Erbe di Brillor è stato nostro espositore a Fa’ la cosa giusta! e anche occasioni come la fiera aiutano a farsi scoprire e continuare ad ampliare il cerchio d’onda – cosa essenziale, per realtà di così grande valore eppure così legate alla dimensione locale. Irene, blogger di Biopensiero, durante la sua visita in Fiera ha scelto di intervistare proprio Paola e Isabella, sottolineando che il loro settore di attività, orientato ai prodotti per la detersione domestica, è tutt’altro che secondario, per chi vuole fare scelte sane e sostenibili:

Se pensiamo a salute e benessere normalmente pensiamo ad una corretta e sana alimentazione, unita ad un’attività fisica quotidiana. Seppur questa riflessione sia corretta spesso ci dimentichiamo che esistono molti altri fattori, che fanno parte del nostro stile di vita e che vanno a incidere sulla nostra salute e sul nostro benessere. Scopriamo quali… Uno di questi fattori è il luogo in cui viviamo. Nella nostra casa sono presenti oggetti che tocchiamo o usiamo ad esempio per alimentarci e indumenti e tessuti che indossiamo o che ci avvolgono durante il nostro riposo. La nostra pelle viene a contatto con tutto ciò e, essendo un organo di difesa importantissimo per il nostro organismo, respira quanto presente nel nostro ambienteSe abbiamo cura del nostro ambiente e facciamo scelte corrette per una pulizia efficace ma naturale, potremo evitare spiacevoli dermatiti, rossori, infiammazioni, eczemi, pruriti.

Vuoi approfondire con una lettura? C’è il manuale di Rita Dalla Rosa “Casa tossica. Come difendersi dai veleni domestici” (Terre di mezzo Editore).

Desideri sostenere l’impresa di Paola e Isabella? Scopri i prodotti “Le erbe di Brillor”.

Soc. Agr. Le Erbe di Brillor Srl

 

Il giorno del “sì” ha un’impronta leggera, con Nozzetiche

Scegliere una cerimonia “a impatto zero”, si può. In Lombardia, ad esempio, diverse aziende si sono messe in rete, per offrire un servizio green dalle bomboniere al viaggio alla fotografia. Scopri la proposta di Nozzetiche.

Tradizione vuole che, per una coppia, sia il giorno più bello della vita, quello del proprio matrimonio. Di certo può rivelarsi quello più dispendioso, e non solo in termini monetari: l’impronta ecologica di una cerimonia di nozze può rivelarsi molto pesante. E il lascito solidale, un aspetto irrilevante. Eppure, un’altra scelta è possibile e anche conveniente: ce lo raccontano alcune aziende che operano nei vari aspetti organizzativi, dalla fotografia al catering alle bomboniere. Le ospitiamo ogni anno a marzo in fiera, a Fa’ la cosa giusta!, e se ne continua a parlare anche sui media; è importante sapere che c’è un’opzione anche in questo campo, e far conoscere chi la propone. Ecco una breve presentazione di alcune delle realtà coinvolte. E, vi invitiamo: se lo desiderate condividete le foto del vostro giorno più bello (e più “leggero”) con l’hashtag #nozzetiche #ecowedding #flcg

Il Maestro e Margherita
Il primo progetto di fotografia ecologica e solidale. Dallo scatto alla stampa, la parola d’ordine è minimo impatto ambientale, politiche di tutela dell’ambiente e delle persone, supporto di progetti no-profit e attività di volontariato fotografico.

Il Cantilabo – La Grande Casa 
Una bottega-laboratorio in cui si realizzano a mano oggetti unici (comprese bomboniere e biglietti) a sostegno dei progetti della Cooperativa Sociale La Grande Casa, che da più di trent’anni accompagna bambini, donne, famiglie, cittadini in situazioni fragili.

Viaggi Solidali
Storico tour operator di turismo responsabile organizza dal 1999 viaggi per tutti secondo i principi di Aitr in Italia e nel mondo. Sezioni speciali: scuole, a piedi, viaggi nozze. Silver Award 2016 WTM Responsible Tourism con Migrantour, passeggiate urbane interculturali accompagnate da migranti.

Madeleine
Matrimoni, cerimonie ed eventi privati. Catering etico e sostenibile: un progetto tutto al femminile che si oppone agli sprechi e promuove un’idea di catering innovativo basato su cibi salutari. Menù anche vegani e senza glutine.

Banca Etica
Trasparenza, operatività digitale, finanziamenti per progetti ad alto impatto sociale e ambientale, partecipazione alla community. Pubblica sul sito tutti i finanziamenti erogati.

Il Tarlo
Realizza trottole in legno. Ha come scopo la diffusione della cultura del fare: inventare con la mente, creare con le mani, sperimentare, condividere e crescere insieme attraverso il gioco.

Disabilità, la magia del Coro Manos Blancas di Milano

È formato da bambini e ragazzi con gravi disabilità, affiancati da coetanei che li aiutano a cantare con le mani indossando guanti bianchi. “Non sarebbero in grado di cantare con la voce, ma possono farlo con il corpo”. È nato grazie all’intuizione di due musicisti venezuelani: “La musica è espressione dell’anima… e l’anima non conosce disabilità”

Con i loro guanti bianchi cantano “La vita è bella” oppure “Nel blu dipinto di blu”: sono i bambini e i ragazzi del Coro Manos Blancas di Milano, nato all’interno della scuola speciale dell’Istituto comprensivo Paolo e Larissa Pini (zona Gorla), l’unica del capoluogo lombardo rivolta a giovani con gravi e plurime disabilità. Ogni corista è affiancato da un coetaneo della scuola media vicina, un “compagno di viaggio” che lo aiuta a cantare con le mani. Il coro poi è completato da un gruppo di ragazzi di altre scuole che intonano con la voce i canti. “In questo modo anche ragazzini disabili, che non sono in grado di cantare con la voce, possono farlo con il loro corpo. Sono inseriti in un contesto di musica e con le mani possono seguirla e viverla”, spiegano gli operatori. Martedì 15 maggio ci sarà il saggio di fine anno. “Il nostro obiettivo è l’integrazione -aggiungono-. Perché ne traggono beneficio non solo gli alunni con disabilità, ma anche gli altri compagni che imparano a vivere a fianco della diversità”. Il coro è diretto da Sonia Spirito, Chiara Lucchini e Pilar Bravo, insegnanti specializzati.
Il progetto del Coro Manos Blancas di Milano è promosso da Song onlus ed uno dei cori nati nel mondo grazie all’intuizione di Naybeth Garcia e Johnny Gomez, docenti e assistenti nella scuola di musica venezuelana del Maestro Josè Antonio Abreu: “La musica è espressione dell’anima… e l’anima non conosce disabilità”. Hanno così ideato un metodo di fare musica insieme che riesce a coinvolgere ogni ragazzo. Anche quelli con abilità speciali: indossati guanti bianchi, guidati da maestri che ricevono una specifica formazione, hanno la possibilità di vivere con il loro corpo la musica. Insieme ad altri coetanei.
Per sostenere il Coro Manos Blancas di Milano è stata lanciata la campagna di crowdfunding “Song senza barriere”, sulla piattaforma di Produzioni dal basso. Il progetto è tra i cinque selezionati da Bper Banca, su oltre 150 presentati a livello nazionale, nell’ambito del concorso “Teen! Il futuro a portata di mano”. Le donazioni raccolte saranno raddoppiate da Bper Banca. C’è tempo fino al 30 giugno per donare. I fondi raccolti serviranno per garantire il proseguimento delle attività in modo gratuito per le famiglie, per estendere l’area corale arrivando a coinvolgere fino a 100 ragazzi e per portare l’esperienza delle “Manos Blancas” fuori dalla Scuola.

Redazione: Dario Paladini, Redattore Sociale

 

“Sfebbramamma”, volontari in aiuto dei genitori

L’iniziativa, nel quartiere Corvetto di Milano, è dell’associazione “One x all”. I volontari rispondono al telefono dalle 5.30 del mattino e i bambini vengono accolti dalle 6.30. A prezzi popolari: 10 euro per mezza giornata. “I genitori single sono sempre di più e servizi come questi sono molto utili per risolvere situazioni di emergenza”

“Ho cresciuto da sola due figlie e ricordo bene il panico del mattino quando scopri che il figlio piccolo ha la febbre. Ti chiedi subito: e ora a chi lo lascio?”. Carmen Lorenzo è la presidente dell’associazione “One x all” e da pochi mesi ha avviato un servizio particolare, lo “sfebbramamma”: i genitori presi dal panico possono chiamare l’associazione e portare lì il pargolo con la febbre. “Rispondiamo al telefono a partire dalle 5.30 del mattino e accogliamo i bambini dalle 6.30”, spiega. Ovviamente l’iniziativa ha riscosso subito successo.

“Ogni giorno ci arrivano dagli otto ai 20 bambini”. La sede di “One x all” è in via Bessarione 19, al quartiere Corvetto, ma i bimbi arrivano un po’ da tutta Milano. “Ce li portano anche medici o infermieri che non possono cambiare il turno all’ultimo momento o alcuni avvocati -sottolinea-. Il bisogno di trovare con urgenza qualcuno che badi al bambino è trasversale”. I prezzi sono comunque popolari: 10 euro per mezza giornata e 20 per la giornata intera. “Ciò è possibile grazie ai nostri volontari che si danno il turno -aggiunge-. È anche chiaro che non accettiamo bambini con malattie infettive. Il nostro servizio è per quei casi in cui il bambino ha qualche linea di febbre perché ha il raffreddore o ha preso freddo o ha qualche mal di pancia passeggero”.

“One x all” offre anche altri servizi per i genitori. Come il cinema del venerdì sera. “Possono lasciarci qui i loro figli -racconta-. Abbiamo creato una stanza per il cinema con delle sedie che sembrano delle macchinine. Pop corn e succo di frutta sono garantiti. Tutto nasce dalla consapevolezza che sono sempre di più le mamme o i papà single, magari senza nonni o zii vicini. E due servizi come questi diventano molto utili, sia per risolvere situazioni di emergenza sia per riuscire magari a ritagliarsi una serata libera, a prezzi modici”.

Redazione: Dario Paladini 23.04.018
Foto: Ansa

A Brescia l’orto sociale coltivato dai rifugiati alimenta il pacco Caritas per i poveri

Il progetto “Terra Buona” ora si ingrandisce e verrà creato un nuovo orto con un frutteto di 100 alberi. “In questo modo migranti e residenti si conoscono e collaborano insieme. Abbiamo visto crescere il numero dei volontari”, spiega Andrea Franchini, presidente del circolo Acli.

Pomodori, insalata, carote fresche di stagione: questo e altro trovano nel pacco alimentare le famiglie seguite dalla Caritas parrocchiale di Sant’Eufemia, un quartiere periferico di Brescia. Frutta e verdura provengono da due piccoli fazzoletti di terra curati da un gruppo di volontari, insieme ai richiedenti asilo ospitati in un albergo della zona. Il progetto, “Terra buona”, è nato due anni fa grazie all’impegno di un rete di associazioni del quartiere: il circolo Acli, il Consiglio di Quartiere, il Museo Mille Miglia, la Parrocchia e l’Azione Cattolica. E in queste settimane volontari e richiedenti asilo hanno iniziato a zappare, sistemare e seminare il giardino del Museo Mille Miglia: è un terreno molto più grande tanto che verranno piantumati circa 100 alberi da frutto e alcune siepi di frutti di bosco. “L’orto sociale fa parte di un progetto più ampio di accoglienza dei richiedenti asilo -spiega Andrea Franchini, presidente del Circolo Acli-. In un albergo del quartiere sono infatti ospitati una sessantina di migranti. È un privato che ha fatto la convenzione con la prefettura. Noi ci siamo chiesti come avremmo potuto aiutare questi giovani a integrarsi nella nostra piccola realtà e abbiamo avviato anche laboratori di teatro, giornate di lavori socialmente utili come la pulizia di alcune strade e visite alla città”.

Con gli orti sociali i richiedenti asilo contribuiscono ad aiutare le famiglie in difficoltà del quartiere. “Questo è il valore aggiunto del progetto Terra Buona -aggiunge Andrea Franchini-. Permette ai migranti e ai residenti di conoscersi e di collaborare insieme. In questi due anni abbiamo visto crescere anche il numero dei volontari. Si è creato insomma un circolo virtuoso”. Il nuovo grande orto con il frutteto diventerà anche un luogo di passeggio o ritrovo, c’è spazio infatti anche per mettere qualche panchina.

Redazione: Dario Paladini, 20.04.018

Tumore al seno, 50 scatti per raccontare il dolore e la rinascita

Per raccontare il dolore, la sofferenza e la rinascita ci vogliono eleganza, sensibilità e capacità di entrare in sintonia con le altre persone. Qualità che ha Silvia Amodio, fotografa e giornalista. Lo si desume guardando, in anteprima sul sito del progetto una preview di “Io ero, sono e sarò”, la mostra che ha realizzato con 50 fotografie di grande formato, in cui ritrae donne con solo un velo sul corpo.…

Per raccontare il dolore, la sofferenza e la rinascita ci vogliono eleganza, sensibilità e capacità di entrare in sintonia con le altre persone. Qualità che ha Silvia Amodio, fotografa e giornalista. Lo si desume guardando, in anteprima sul sito del progetto una preview di “Io ero, sono e sarò”, la mostra che ha realizzato con 50 fotografie di grande formato, in cui ritrae donne con solo un velo sul corpo. Sono donne che si sono misurate con il dolore della scoperta di un tumore al seno, con la fatica delle cure, con la sfida di prendersi cura di sé e trovare il coraggio di realizzare un sogno. Secondo gli ultimi dati dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum), nel 2017 si sono ammalati di tumore alla mammella 50 mila donne e 500 uomini. Con una tendenza che è in lieve aumento, quasi l’1% l’anno. Una donna su otto viene colpita da tumore al seno nel corso della vita. E se un tempo la fascia di età più a rischio era compresa tra i 40 e i 60 anni, oggi la forbice si è allargata fino a raggiungere ragazze di 18 e signore oltre gli 80. Si tratta sempre più di una questione sociale e culturale, oltre che sanitaria.

“Il progetto si intitola Io ero, sono, sarò perché, parlando con queste donne, ho capito che la loro vita era divisa in tre parti: prima, durante e dopo la malattia -spiega Silvia Amodio-. Il tempo scandisce tutto dall’inizio, una dimensione con la quale ci si misura in continuazione e che condiziona ogni scelta”. Sul sito www.ioerosonosaro.it è possibile vedere il documentario realizzato in occasione della prima presentazione della mostra, a Ibiza. Silvia Amodio ci è andata insieme a questo gruppo di donne, che si sono viste per la prima volta ritratte. Una di loro dice: “mi sono sentita bella”. Non è affatto scontato, per chi durante le cure ha perso i capelli, magari è ingrassata o ha subito interventi invasivi. L’idea di Silvia di trasformare la propria casa in studio fotografico per accogliere le donne in un ambiente familiare e confortevole ha contribuito a creare un clima di fiducia reciproca e di intimità, mentre la presenza di un truccatore professionista ha rimesso al centro la bellezza. L’utilizzo del velo, con la sua leggerezza e trasparenza, ha consentito di “giocare” sul set e di (s)velare non solo le parti del corpo colpite dal male ma anche le cicatrici profonde e non sempre visibili. Il velo, vezzo tipicamente femminile, è il fil rouge di tutti gli scatti.

La mostra arriverà a Milano il 19 maggio, nella prestigiosa Sala Panoramica del Castello Sforzesco, grazie a Coop Lombardia, che ha promosso tutto il progetto. La mostra sarà accompagnata da un catalogo (a cura di Terre di mezzo Editore) che conterrà tutti gli scatti realizzati corredati dalle rispettive storie e da una serie di interventi scientifici e istituzionali. Tra loro anche quello di un uomo che a 41 anni ha scoperto un nodulo al seno e iniziato la sua sfida verso la guarigione.

Redazione: Dario Paladini, 6.04.018

Cosa non può mancare, nella dispensa? Olio e aceto!

Gli oleifici e una acetaia: cercali nella sezione Mangia come parli! i prodotti, scoprirai per ciascuno una storia, di terra, e d’amore.

Agriturismo Sangiovannello – YC3

Gestito da Carla la Placa che si occupa della produzione primaria di legumi e cereali autoctoni siciliani, olive da olio , mandorle e zafferano. L’azienda si avvale di laboratori di trasformazione esterni per completare le fasi di filiera atte a ottenere prodotti destinati alla vendita diretta alle famiglie, ai gruppi di acquisto e a piccoli commercianti e ristoratori che scelgono prodotti di qualità e certificati da agricoltura biologica.


Agrobiologica Cirrincione di Faraci Antonella – VD17

La nostra azienda produce olio extravergine di oliva da agricoltura biologica, di qualità superiore, controllato e certificato ed a “Garanzia AIAB”


Az. Agr. Dottor Simone – Olio Evo Bio Pugliese – YB2

Azienda di famiglia da 5 generazioni, con coltivazione e produzione di olio extravergine di oliva bio: una sola cultivar la “coratina” ricchissima di polifenoli e con alte proprietà organolettiche. Bassissima acidità, estratto a freddo: qualità e gusto impareggiabile; chiari sentori di pomodoro, carciofo e mandorla amara.
Disponiamo di un fruttato medio e di un fruttato intenso, strepitosi anche i nostri oli aromatizzati.


Az. Agr. Ilio – XC7

In un luogo tranquillo nel cuore della Val Parma alleviamo a livello familiare lumache ed api e coltiviamo lavanda ed altre erbe officinali per ottenere deliziosi piatti pronti ma genuini e cosmetici naturali.


Az. Agr. Salamone – YC18

L’azienda agricola biologica Salamone di E. Gino è ad Aragona non lontano da Agrigento. Negli anni ha ottenuto numerosi riconoscimenti per l’elevata qualità dei suoi oli bio monovarietali. Olio Slow 2015, 2016 e 2017. Fra le novità il Carbonìa Biancolilla IGP . Sostiene nella propria città le iniziative di inclusione sociale. Da diversi anni aderisce ad Addiopizzo.

 


Az. Agr. Stefania Lanzarin – Olio EVO bio toscano – XB24

Azienda agricola a conduzione familiare produttrice di olio EVO biologico toscano. Luogo di produzione Casale Marittimo (Pi). Nei nostri terreni collinari, esposti a meridione, coltiviamo 5 diverse varietà di olivo. Frantoio, leccano, moraiolo, lazzaro e leccio del corno sono spremuti a freddo presso un frantoio artigianale.


Az. Agr. Tricarico – HB18

Passione e qualità: è il binomio su cui poggia la collaborazione all’interno della nostra azienda. Da generazioni la nostra famiglia coltiva i suoi oliveti e mandorleti in terra di Bari ricavandone il prezioso olio e le dolci mandorle autoctone “Filippo Cea”. Lo fa con dedizione e sacrificio. Con gli anni è cresciuta la sensibilità verso il mondo “bio”: crediamo che la terra possa darci il suo miglior frutto solo se coltivata “secondo natura”, rispettando i ritmi che essa impone.


Az. Olivicola Scimeca – YC20

L’azienda nella sua configurazione attuale nasce nel 1990 allorchè è stata abbandonata la coltivazione dei cereali, non più redditizi, per passare a quella dell’ulivo. Dal 1999 l’Azienda è vocata alla coltura del bio producendo oggi un olio extra vergine di altissima qualità e mandorle bio.


Casabalsarena – Pramarzoni Morena Az. Agr. Bio – XC7

Azienda agricola completamente bio, situata a sud di Modena, vicino alle colline nella “culla” di produzione dell’aceto balsamico di Modena; dispone di un ottimo terreno di oltre 15 ettari piantato con 45.000 viti a spalliera di uve trebbiano e lambrusco. L’esperienza, la passione e la cura del nostro vigneto creano ottime produzioni qualitative bio.


Di Vito Food – XB25

Azienda di produzione nel settore agroalimentare, dal 1926, con sede in Abruzzo. Pionieri nel biologico, il nostro prodotto rappresentativo è l’olio extra vergine d’oliva 100% italiano, a cui si aggiunge un prodotto nuovo e molto apprezzato: le olive denocciolate in olio extra vergine d’oliva biologico 100% italiano.


Frantoio Antonacci – VD9

La nostra azienda produce e commercializza olio extravergine di oliva biologico da oltre 70 anni.
La nostra produzione si articola in diverse varietà di olio monocultivar, che vanno da un fruttato leggero ad un fruttato intenso. Produciamo inoltre patè di olive verdi e patè di olive nere.


Masseria Mita – VA21

La storia della Masseria Mita, gestita dalla famiglia Imperatrice, è un continuo rilancio tra tradizione ed innovazione, modernizzare una realtà tradizionale per antonomasia come l’agricoltura, coltivando circa 1000 piante di ulivi ultrasecolari e circa 10 Ha di terreno con un moderno impianto di vite da vino a spalliera.


Oleificio Lu Trappitu – YB26

Azienda a conduzione familiare che fa della passione per gli ulivi e la produzione di eccellenti extravergini il punto cardine della propria attività.  L’azienda, che si trova a Campobello di Licata, piccolo comune nel cuore della Sicilia, ha lo scopo di migliorare e valorizzare l’EVO siciliano.

 


Oleificio Roccia – UB6

Oleificio Roccia è un azienda agricola nata dalla passione del titolare Michele Roccia. La molitura avviene in un moderno impianto che permette di ottenere un olio extravergine di oliva per Estrazione a Freddo. Un processo lungo e affascinante ci permette di ottenere l’olio “Terra dei Grifoni”

 


Terradiva – azienda agricola biologica – XC5

Azienda della famiglia Lobascio, ci dedichiamo all’agricoltura già dai primi anni del 1900 nel territorio di Minervino Murge in Puglia. Pratichiamo agricoltura biologica da 20 anni e produciamo olio extravergine d’oliva e mandorle sgusciate. Coltiviamo i nostri campi direttamente e seguiamo tutte le fasi della filiera con attenzione.

 


Tordoni Roberto Olio E Tartufi Umbria – XE18

In Umbria scelgo le migliori qualità di olio extra vergine di oliva e nel mio laboratorio viene confezionato. Con i miei quattro amici cagnolini bianchi andiamo insieme negli stupendi boschi umbri e raccogliamo tartufi in ogni stagione, sempre freschi e di ottima qualità!


Valdibella Coop. Agr. – XC19

Progetto sostenibile all’interno del quale tutte le risorse, sia umane che naturali, trovano la propria realizzazione.


(Credits foto: Az. Agr. Marino)

Slow Medicine, per una sanità più sobria, rispettosa e giusta

Prima degli interessi di chi concepisce la sanità come un’industria, viene la salute dei cittadini. La salute è un diritto, non un business. È per ribaltare l’ordine delle cose che è nato Slow Medicine, movimento di medici, infermieri, pazienti e cittadini che si battono per un modello di salute condiviso, basato su sobrietà, rispetto e giustizia. “Slow Medicine in Italia ha mosso i primi passi nel 2013 -spiega Franca Braga…

Prima degli interessi di chi concepisce la sanità come un’industria, viene la salute dei cittadini. La salute è un diritto, non un business. È per ribaltare l’ordine delle cose che è nato Slow Medicine, movimento di medici, infermieri, pazienti e cittadini che si battono per un modello di salute condiviso, basato su sobrietà, rispetto e giustizia. “Slow Medicine in Italia ha mosso i primi passi nel 2013 -spiega Franca Braga di Altroconsumo e membro del direttivo del movimento-. È nato con l’idea di opporsi alla medicalizzazione a tutti costi della salute dei cittadini. È un movimento culturale, che invita a recuperare il rapporto tra medico e paziente, a un uso più sobrio di medicine, esami e check up. Si fanno troppi sprechi, in un epoca in cui non possiamo assolutamente più permetterceli”. Sul sito slowmedicine.it è possibile trovare le schede delle pratiche mediche più a rischio di spreco, come gli antibiotici, gli aerosol al cortisone, gli antiinfiammatori, i sonniferi o le radiografie. Le benzodiazepine, usate per indurre il sonno e calmare l’ansia, per esempio, “tendono a perdere di efficacia col tempo: chi li assume può assuefarsi, cosa che spinge ad aumentare il dosaggio e a diventare così maggiormente dipendenti”, si legge in una delle schede. “Spesso sono gli stessi pazienti a chiedere al medico più medicine -aggiunge Franca Braga-. È venuta l’ora di cambiare approccio, soprattutto nell’interesse dei pazienti stessi”.

Di un approccio più sobrio, rispetto e giusto alla salute si parlerà a Fa’ la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, organizzata da Terre di mezzo a Fieramilanocity, dal 23 al 25 marzo. Sabato 24 marzo si terrà l’incontro “Troppa medicina! Scopriamo l’approccio slow”, dalle ore 12 alle 13 (piazza Pace e Partecipazione). Interverranno Silvio Garattini, scienziato, direttore Ist.Mario Negri, Luca Iaboli, medico, membro di Nograzie, Daniele Caldara, coordinatore area salute Altroconsumo, Roberto Satolli, medico e giornalista Zadig e modera Marco Bobbio, Slow Medicine. Domenica 25, dalle ore 17 alle 18, si parlerà di “Cibo e salute. Slow food incontra slow medicine” con Cinzia Scaffidi, vicepresidente Slow Food, Antonio Bonaldi, presidente Slow Medicine e Franca Braga.

Redazione: Dario Paladini, 18.03.2018

La Fiera sostenibile: spazi e servizi per i visitatori

Spazi e servizi a Fa’ la cosa giusta! sono pensati perché l’esperienza in Fiera sia piacevole per i visitatori, da zero a 99 anni. E perché, in ogni aspetto, il nostro evento lasci un’impronta lieve, a impatto zero. Vieni in Fiera con la bici sarà a disposizione dei ciclisti un’area adibita a bike parking, a cura della Ciclofficina CICLO L’HUB che sarà a disposizione per piccole riparazioni, dispenserà “dritte” sui…

Spazi e servizi a Fa’ la cosa giusta! sono pensati perché l’esperienza in Fiera sia piacevole per i visitatori, da zero a 99 anni. E perché, in ogni aspetto, il nostro evento lasci un’impronta lieve, a impatto zero.

Vieni in Fiera con la bici

  • sarà a disposizione dei ciclisti un’area adibita a bike parking, a cura della Ciclofficina CICLO L’HUB che sarà a disposizione per piccole riparazioni, dispenserà “dritte” sui metodi anti-furto migliori, proporrà la vendita di sorprendenti bici ricondizionate
  • L’ormai tradizionale “biciclettata collettiva” con arrivo in Fiera, organizzata da Wonder Way, è in programma per sabato 24 marzo alle 11  con partenza dalla stazione di Cadorna per pedalare tutti insieme in un itinerario creato per riscoprire la città con sguardo curioso e aperto alla meraviglia. Per iscriversi o avere maggiori informazioni, scrivete a wonderride.milano@gmail.com

Mobility partner elettrici

  • Share’ngo, il car sharing elettrico: offerta dedicata: iscrizione ridotta a 1 euro con 15 minuti bonus per l’iscrizione individuale e tariffa flat scontata del 15% (24 centesimi al minuto). Registrati qui.
  • MiMoto, servizio scooter elettrici di Milano: Iscrizione a €0,99 con 10 minuti inclusi (invece di €9,90): inserisci il codice promo flcg2018 al momento della registrazione,

La Fiera a prova di bimbo (e di teenager)

  • due nursery (pad. 3 a cura di Koinè, pad. 4 a cura di Scuola del Portare), con il servizio fasce, quanto serve per il cambio e la poppata, una zona relax per gattonare e giocare in libertà e la consulenza esperta degli operatori;
  • proposte educative per genitori e bimbi insieme, a cura di Trillino Selvaggio: dal “Giardino di città”, un orto profumato dove immergere le mani nella terra, alla “Strada” per sperimentare l’invasione artistica e colorata di circo e teatro, fino a naturART, un murales dove creare un orto artistico verticale;
  • e ancora: gli spazi lettura della Grande Fabbrica delle Parole, L’acchiappastorie di associazione Città Incantata, la falegnameria dei piccoli di Gino Chabod, Il Tarlo con le sue trottole, Officina Balena che ci insegnerà mille modi per riutilizzare la carta, la Bottega di Mattia e il suo percorso nel bosco, Survival International per mettersi nei panni (e nei volti!) dei popoli indigeni… E, per i più grandicelli, il cinema di animazione di Animàni (mai pensato di usare i post-it per creare un film?), gli scacchi di Giocando con i re e il campo sportivo del Centro Sportivo Italiano, dove sperimentare sport accessibili e per tutti!

Postazione social  (accanto all’area bimbi, ingresso fiera, pad. 4) #FLCG2018

  • è il “check in” ufficiale per voi, nostri visitatori “social”: potrete lasciare il vostro indirizzo mail per iscrivervi subito alla Gnews (newsletter periodica di Terre di mezzo Eventi) e… portare via una gustosa mela trentina, per cominciare col giusto sprint la visita ai padiglioni. Inoltre, nei tre giorni della fiera, sulla pagina FB di Fa’ la cosa giusta! apparirà la rubrica “Una mela al giorno”: racconteremo con Michael di Biosüdtirol la varietà del giorno, e riceveremo una ricetta ideata per l’occasione da Martina, blogger di “Una fiaba in cucina”.
  • Reading per Alessandro Leogrande. Un amico, giornalista e scrittore, morto pochi mesi fa a soli quarant’anni. Leogrande ha scritto di mafia, lavoro, migranti. Uno dei suoi libri sarà a disposizione dei visitatori: l’invito è quello di sfogliarlo e, per chi vuole, leggerne un brano ad alta voce. Conoscere, partecipare, reagire. E’ una iniziativa congiunta di #insieMI (Fa’ la cosa giusta!, Festival dei Diritti Umani, Festival del Cinema Africano, Bookpride).

Cibo, la passione che ci unisce

  • Prodotti biologici o a km0, prodotti tipici del territorio o provenienti dal commercio equo, e una vasta scelta di piatti vegani, vegetariani, per celiaci; cibo etnico, street food e mastri birrai. Non solo punti ristoro: veri e propri spazi di convivialità. Scoprili qui e pregusta la tua visita.

Arredo, stoviglie, servizi 

  • gli arredi delle piazze sono realizzati in eco-pallet di Palm, bancali in legno certificato provenienti da filiere corte e i visitatori sono accolti da un sacchetto di carta riciclata realizzato con il contributo di Comieco.
  • Le stoviglie e i sacchetti utilizzati dagli espositori sono in Mater-Bi grazie a Novamont, Ecozema e Sacchetico. I rifiuti sono raccolti e differenziati nelle isole del Riciclo presidiate da volontari, coordinati da Ciessevi e riconoscibili dalle T-shirt Altromercato.
  • Viva il wi-fi per tutti. Le aree sono realizzate con la collaborazione di GreenGeek.
  • I movimenti economici di Fa’ la cosa giusta! transitano su un conto di Banca Etica e l’assicurazione è trasparente e responsabile grazie al Consorzio Caes Italia.

Acqua pubblica per tutti

  • Fieri di offrirvi l’acqua del rubinetto! Sarà distribuita ai visitatori dal Gruppo Cap attraverso una Casa dell’acqua, il water truck e due altri punti acqua dislocati nei padiglioni. E siccome la vostra opinione per noi conta: nei pressi dei punti acqua troverete alcuni volontari che chiederanno a chi lo desidera di lasciare il proprio indirizzo mail per l’invio per del questionario di valutazione fiera. Come ringraziamento, un piccolo omaggio!

 

… e per tutto il resto? Se hai bisogno di assistenza, nei padiglioni della Fiera, cerca gli Info Point: i mitici volontari di Fa’ la cosa giusta! ti daranno le necessarie indicazioni e sapranno sbrogliare la matassa. Con un sorriso.

A Milano, tutti a piedi in ufficio con Zoe

Milano è una città in cui spesso la gente sembra non avere tempo, presa da mille impegni lavorativi o familiari. “Dobbiamo ribaltare il nostro modo di ragionare -spiega Zoe-. Non sono ore perse quelle dedicate al camminare, ma guadagnate. È una questione di scelte:

“I benefici sono soprattutto per la mente. Al mattino il camminare mi dà la carica, alla sera è defaticante: ascolto la musica e faccio scorrere i pensieri”: Zoe Zanini, 31 anni, da poco meno di due mesi percorre a piedi il tragitto casa lavoro e ritorno. Ci mette un’oretta. In tutto macina 11 chilometri al giorno. Non è certo l’unica ad avere questa abitudine, ma lei ha voluto condividerla su Facebook per invitare colleghi e amici a lasciare in box motorini e auto e iniziare a camminare. Il gruppo “In ufficio con Zoe” ora conta 445 persone, che postano quasi quotidianamente foto del loro recarsi a piedi in ufficio. Il loro segno distintivo è un nastro giallo al braccio. E attraverso il gruppo si danno appuntamento per percorrere tratti di strada insieme. Anche Zoe aderisce oggi a “M’illumino di meno”, l’iniziativa del programma di Radio 2 Caterpillar, che quest’anno è dedicata proprio alla bellezza del camminare. “Trovo bello camminare perché mi permette di guardare con calma la città -sottolinea Zoe-. Posso osservare le persone e cerco di immaginare la loro vita. Ho scoperto bar e angoli della città molto carini”.

Camminare può far bene al fisico, alla mente e alla città. “Sono una persona abbastanza paurosa -racconta Zoe- e penso che se le strade fossero piene di gente che va a piedi saremmo tutti più sicuri. La sera quando attraverso un parco mi sento a disagio, ma se ci fossero più persone sarei più tranquilla”. Milano è una città in cui spesso la gente sembra non avere tempo, presa da mille impegni lavorativi o familiari. “Dobbiamo ribaltare il nostro modo di ragionare -spiega-. Non sono ore perse quelle dedicate al camminare, ma guadagnate. È una questione di scelte: se so che ho questi tempi per spostarmi, mi organizzo di conseguenza. Poi, ovviamente, capita anche a me che, per motivi di lavoro, debba arrivare da qualche parte più velocemente e in quei casi prendo il motorino”.

Zoe ha deciso di condividere la sua scelta di camminare, dopo che ha notato che alcuni colleghi usano l’auto o il motorino per un tragitto casa lavoro molto più breve del suo. “C’è chi abita solo un paio di chilometri dal nostro ufficio e usa addirittura l’auto. Non solo. Per evitare di prendere multe, ha affittato un posto auto o un garage vicino all’ufficio. Mi sembra paradossale, visto che potrebbe fare quel tragitto a piedi in meno di mezz’ora”. “In ufficio con Zoe” mira a conquistare anche i pendolari che arrivano in treno a Milano: “Possono camminare dalla stazione al luogo di lavoro. Risparmiano sull’abbonamento ai mezzi e guadagnano in qualità della vita”. 

Redazione: Dario Paladini 23.02.018
Foto dal Gruppo Facebook “In ufficio con Zoe”