“Milano che pedala”… in ventimila foto

La mia città pedala è uno straordinario album fotografico su Flickr, un racconto per immagini di chi siamo e che cosa facciamo quando siamo in bici. Come sono cambiate le nostre bicicletta e come è cambiata Milano attorno a noi. Con il vostro aiuto, diventerà una mostra per Milano Bike City (settembre 2018).

La mia città pedala è uno straordinario album fotografico su Flickr, un racconto per immagini di chi siamo e che cosa facciamo quando siamo in bici. Come sono cambiate le nostre bicicletta e come è cambiata Milano attorno a noi. Ci dice di quanti sorridono e quanti invece hanno il broncio, dei cestini con i fiori, di chi è in giacca-e-cravatta, delle gonne e delle cuffie. Insomma: siamo proprio noi, al naturale.

Visto che tutto è nato per caso e che non c’era nessun progetto dietro questi scatti, si tratta di fotografie difficilmente utilizzabili e meno che meno pubblicabili altrove senza un’esplicita autorizzazione da parte di chi è stato fotografato.

Agli amici di Milano Bike City piacerebbe realizzare una mostra della Milano che pedala e allora ci chiede di sfogliare l’album su Flickr e se vi riconoscete di mandarci un’email con il vostro nome e cognome all’indirizzo milano.pedala@gmail.com specificando l’indirizzo della foto (basta fare copia-e-incolla dalla barra del browser); vi scriveranno  poi noi per dirvi che cosa vorremmo fare con la vostra foto e chiedendovi tutte le opportune autorizzazioni.

Sfogliate l’album, fatelo sfogliare ai vostri amici, chiedete loro di scrivere, se si riconoscono.

Insomma: abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per trasformare questo racconto così spontaneo e intenso in un momento pubblico di riflessione e svago sulla Milano che pedala.

Grazie da parte di #MilanoBikeCity.

Paolo Piacentini racconta La Lunga Marcia nelle Terre Mutate

27 giugno – 8 luglio 2018: a piedi da Fabriano a L’Aquila per percorrere e promuovere il Cammino nelle Terre Mutate, un progetto di turismo lento per stimolare il ritorno nelle zone colpite dal sisma.

Le persone che con coraggio vivono nelle zone terremotate del Centro Italia temono, sopra ogni cosa, di essere dimenticate. Un gruppo di camminatori ha percorso, dal 27 giugno all’8 luglio, oltre 200 chilometri toccando 12 tra i comuni più colpiti di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo: Terre Mutate dal sisma, appunto. Un camminare tra paesaggi bellissimi e tanta distruzione per riaccendere i riflettori e per tracciare il primo percorso naturalistico e solidale. “Abbiamo incontrato persone determinate e che stanno soffrendo ancora molto, soprattutto dal punto di vista psicologico”, racconta Paolo Piacentini, presidente di Federtrek, che insieme a Movimento Tellurico e Ape (Associazione proletari escursionisti) Roma, ha organizzato questa “Lunga marcia nelle terre mutate”. “Ci hanno raccontato, ed è sotto gli occhi di tutti, che la ricostruzione sta andando a rilento, anche per colpa di una burocrazia sfinente”. “Il nostro obiettivo è creare un cammino solidale permanente -sottolinea Piacentini-. Insieme ai comuni e alle persone del luogo stiamo individuando i percorsi e i luoghi di accoglienza. Ci sono aree più devastate e altre meno. Quasi in tutti i comuni ci sono comunque strutture che possono o potrebbero dare ospitalità”.

Servizio del Tg3 sull’arrivo a L’Aquila della Lunga Marcia nelle Terre Mutate, 8 luglio 2018

 

Da Fabriano a L’Aquila, passando per Matelica, Camerino, Fiastra, Ussita, Visso, Campi di Norca, Norcia, Castelluccio di Norcia, Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, Campotosto, Collebrincioni. Si attraversano due parchi nazionali: quello dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso e Monti della Laga. “L’idea è quella di un turismo lento, consapevole e rispettoso”, aggiunge. Quindi niente turismo del dolore, no selfie sulle macerie. Piuttosto il desiderio di conoscere la storia e i progetti di chi ha scelto di non abbandonare queste terre stupende. Come Assunta di Campotosto, giovane appassionata di tessitura, che prima del terremoto ha riportato in vita antichi telai e ora continua con la sua attività.

Oppure Katia ad Accumuli, che non ha lasciato il suo agriturismo Alta Montagna Bio, nonostante i danni subiti, e continua con i suoi quattro figli e il marito nell’allevamento di vitelli e maiali. E poi c’è Gino che ad Arquata ha aperto un ristorante. Lungo i 200 chilometri della Marcia nelle terre mutate è possibile incontrare tanti personaggi come Assunta, Katia o Gino. “Chi vuole può andarci, ma prima si informi beni sui percorsi e le strutture disponibili all’accoglienza”, avverte Piacentini. Il percorso tracciato diventerà una guida di Terre di mezzo. Intanto si può consultare il sito www.movimentotellurico.it oppure contattare direttamente l’associazione. 

Dario Paladini, Redattore Sociale, 11.07.018
Foto: Cristina Menghini, L’Italia nello Zaino

Vuoi approfondire? Paolo Piacentini è autore di “Appennino atto d’amore. La montagna a cui tutti apparteniamo” (Terre di mezzo Editore), prefazione di Paolo Rumiz.

TG TV2000 12 luglio edizione delle 12

#MagliettaRossa oggi, allerta sui diritti sempre

Sabato 7 luglio, indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Facciamo nostro l’appello promosso da Libera.

Sabato 7 luglio, indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Facciamo nostro l’appello promosso da Libera: #fermiamolemorragia di umanità.

Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.

Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.


 

Come è andata l’iniziativa del 7 luglio: “Magliette rosse: un’onda di umanità ha travolto intero paese”

Un paese intero si è colorato di magliette rosse rispondendo all’iniziativa una #magliettarossa per “fermare l’emorragia di umanità”. Magliette rosse nelle piazze, sui monti, in barca, sulle spiagge. Su Facebook e via Twitter. Indosso a scrittori, gente di spettacolo, ma soprattutto a tanti, tanti cittadini. Di ogni età ed etnia. Nuove o stinte, riciclate da manifestazioni sportive, circoli, scuole. Magliette rosse – come quelle dei piccoli profughi morti in mare – sono spuntate a quota 2000 sul rifugio Gran Paradiso, a Lampedusa, nei campi di formazione sui beni confiscati di Libera, sulla Goletta Verde di Legambiente in Campania. Foto anche dai campi del Sudan alla Tour Eiffel .In tantissimi hanno aderito e risposto all’ all’iniziativa.

L’hashtag della giornata e’ tra i primi della classifica di Twitter. Illuminati di rosso il colonnato di Piazza del Plebiscito ed il Maschio Angioino a Napoli, in rosso anche sul rifugio del Gran Paradiso. Manifestazione anche a Torino, in via Garibaldi. A Palermo magliette rosse alla conferenza stampa di presentazione del 394° Festino di Santa Rosalia, patrona di Palermo. In rosso Fiorella Mannoia, Vasco Rossi, Roberto Saviano, Carlo Lucarelli, Alessandro Bergonzoni, Alessandro Gasmann, Vanessa Incontrada, Rosy Bindi. Ma migliaia le adesioni di tantissimi cittadini, di associazioni, circoli, parrocchie che hanno postando fin dalle prime ore del mattino le loro magliette rosse e un no all’indifferenza. E

“Rosso- ha commento Luigi Ciotti- significa sosta. In questo caso il rosso delle magliette ha significato riflessione, desiderio di guardarci dentro, di porre fine a questa perdita di umanità. Ma anche di progettare e organizzare il dissenso, tradurlo in fatti concreti. Non basta indignarsi, bisogna trasformare l’indignazione in sentimento e il sentimento in impegno e responsabilità. Altrimenti tutto si gioca sul filo incerto delle emozioni. Abbiamo due strade per crescere: le relazioni e la conoscenza”.

Galleria fotografica Fa’ la cosa giusta! 2018

Ecco la galleria fotografica: un piccolo assaggio di quello che è stato, e un invito a scoprire con noi quel che sarà, dall’8 al 10 marzo 2019, Fa’ la cosa giusta! sedicesima edizione.

… ma dove la trovate, un’altra Fiera con tutto questo dentro?!?
700 espositori 32mila, 10 sezioni tematiche, 17 aree speciali, 450 appuntamenti nel programma culturale, 300 volontari, 91mila visitatori.  Tanta, bellissima gente!

Ecco la galleria fotografica: un piccolo assaggio di quello che è stato, e un invito a scoprire con noi quel che sarà, dall’8 al 10 marzo 2019, Fa’ la cosa giusta! sedicesima edizione.
Vuoi diventare nostro espositore? Iscriviti ORA, sconto 20%, solo per luglio.

 

 

 

Musica sull’acqua, nella magica cornice del Lago di Como

Nato nel 2005, su iniziativa della Scuola Sperimentale di Musica “R. Goitre” di Colico, Musica sull’Acqua si è da subito rivolto alle nuove generazioni, per dar loro la possibilità di vivere e sperimentare in prima persona lo straordinario mondo artistico che il festival ricrea.

Ogni anno, il Festival Musica sull’Acqua vede esibirsi alcuni tra i più importanti musicisti italiani e stranieri, solisti emergenti e interpreti affermati, che sì incontrano per un fitto programma di eventi che hanno sede in luoghi pieni di fascino nella zona di Colico, sul Lago di Como. Un’occasione per riscoprire, attraverso l’ascolto, posti meravigliosi tra natura, arte e storia.

Grandi protagonisti: i giovani. Nato nel 2005, per celebrare i venti anni di vita della Scuola Sperimentale di Musica “R. Goitre” di Colico, Musica sull’Acqua si è da subito rivolto alle nuove generazioni, per dar loro la possibilità di vivere e sperimentare in prima persona lo straordinario mondo artistico che il festival ricrea.

Cuore della manifestazione è la splendida Abbazia di Piona di Colico insieme ad altri luoghi affascinanti e ricchi di storia come Villa Monastero di Varenna, il Forte Montecchio nord e il Forte di Fuentes a Colico, la chiesa di Santa Maria del Tiglio, a Gravedona, il Castel Grumello a Sondrio, il Chiostro e la Chiesa di S. Maria del Lavello a Calolziocorte.

Artisti e concerti in programma, dal 30 giugno al 25 luglio 2018: vai al calendario.

Musica sull’acqua è una presenza specialissima che ogni anno ci onoriamo di ospitare a Fa’ la cosa giusta! (foto: Camilla Mastraglio)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono aperte le iscrizioni espositori per Fa’ la cosa giusta! 8-10 marzo 2019: contattaci per approfittare della promo primi iscritti

 

Comunità agricole di cittadini coltivatori, Arvaia promuove il primo raduno nazionale a Bologna

Anche nel nostro paese si sta sperimentando ed estendendo il fenomeno di comunità di cittadini che si organizzano per produrre direttamente, insieme ai contadini, il cibo per la propria tavola. Arvaia, cooperativa agricola di cittadini coltivatori, una delle più numerose CSA in Italia e attiva nell’area di Villa Bernaroli (Bologna) da cinque anni, promuove questo primo incontro, embrione di una possibile rete di confronto e azione comune.

Anche nel nostro paese si sta sperimentando ed estendendo il fenomeno di comunità di cittadini che si organizzano per produrre direttamente, insieme ai contadini, il cibo che metteranno sulla propria tavola. La posta in gioco è molto grossa: la sovranità alimentare, la rigenerazione del territorio attraverso un’agricoltura contadina di piccola scala capace di un equilibrio positivo con l’ambiente, la riduzione di sprechi e rifiuti, un cibo sano che ci aiuti a stare meglio e non metta a rischio la nostra salute a profitto di pochi, il riconoscimento che siamo tutti consumatori (tutti mangiamo) e una nuova alleanza solidale tra chi produce e chi consuma.

Le CSA (Comunità che Supporta l’Agricoltura) italiane sono ormai tante, diverse per storia, organizzazione e metodologia, e sentono il bisogno di confrontarsi su questi e molti altri temi. Arvaia, cooperativa agricola di cittadini coltivatori, una delle più numerose CSA in Italia e attiva nell’area di Villa Bernaroli (Bologna) da cinque anni, promuove questo primo incontro, embrione di una possibile rete di confronto e azione comune.

Non è un caso che questo evento si tenga a Bologna, dove da oltre 15 anni è attiva una delle più interessanti esperienze italiane di rapporto diretto e concreto tra cittadini e contadini: l’associazione Campi Aperti, con i suoi mercati cittadini e il suo lungo rigoroso lavoro su forme di garanzia partecipata delle pratiche di coltivazione e la qualità del cibo che la rete di produttori propone, oltre la mera certificazione del prodotto biologico.

CSA non è una identità rigida, ma un processo che ciascuno adatta al propio territorio, alle proprie relazioni e condizioni di partenza: comuni sono i valori, che ciascuno declina e sperimenta nel modo che ritiene più utile: abbiamo tutti molto da imparare gli uni dagli altri.

La festa incontro delle comunità italiane che supportano l’agricoltura sarà anche occasione per tutti di conoscere che cos’è e come funziona concretamente una CSA visitando i campi di Arvaia, di gustare buon cibo, di conoscere altre realtà solidali attraverso i banchi degli espositori che hanno aderito al programma.

Sabato 23 giugno
14:00 Apertura e presentazioni
14:30 Suddivisione in tavoli tematici
17:00 Apertura banchetti
18:30 Restituzione dei tavoli
19:30 Cena bio con le tante cose buone
21:30 Spettacolo teatrale “Blue Revolution” di Pop Economix

Domenica 24 giugno
09:00 Assemblea plenaria delle CSA
13:00 Pranzo bio con le tante cose buone
16:00 Convegno su decrescita, sovranità alimentare, agroecologia
19:30 Cena bio con le tante cose buone
21:00 Concerto di musica folk del duo Calanca-Lipparini
22:15 Concerto di musica balcanica e dell’Est Europa con i Keleti

Due donne, un sogno: ecco come è nato Le Erbe di Brillor

Paola, naturopata, per sostenere e sviluppare i suoi progetti si trasferisce dal centro di Torino ad Alice Superiore, dove acquista una cascina diroccata sulle sponde del lago. Durante i lavori di recupero del territorio terrazzato, abbandonato e invaso da rovi e sterpaglie, incontra Isabella, laureata in Scienze Forestali e Ambientali, che l’aiuta nella difficile opera di abitare e coltivare un territorio splendido, in un sito considerato di importanza comunitaria. Così, un’amicizia nata e sperimentata sul campo diventa lavoro in società: dal 2012, con Le Erbe di Brillor srl, Cascina Meira diventa laboratorio di produzione di detersivi naturali per la casa.

Vi raccontiamo questa storia perché ha tutto, dentro: l’amicizia, la passione, la giusta intuizione. Una storia tutta al femminile, le cui protagoniste sono Paola Polce e e Isabella Ballauri del Conte.

Paola, naturopata, per sostenere e sviluppare i suoi progetti si trasferisce dal centro di Torino ad Alice Superiore, dove acquista una cascina diroccata sulle sponde del lago. Durante i lavori di recupero del territorio terrazzato, abbandonato e invaso da rovi e sterpaglie, incontra Isabella, laureata in Scienze Forestali e Ambientali, che l’aiuta nella difficile opera di abitare e coltivare un territorio splendido, in un sito considerato di importanza comunitaria. Così, un’amicizia nata e sperimentata sul campo diventa lavoro in società: dal 2012, con Le Erbe di Brillor srl, Cascina Meira diventa laboratorio di produzione di detersivi naturali per la casa.

Abbiamo studiato i detersivi chimici tradizionali, individuato le varie componenti e le relative funzioni e con il tempo abbiamo sostituito le sostanze chimiche pericolose con estratti naturali, in seguito con estratti vegetali e infine con vegetali il più possibile autoctoni e da noi coltivabili. La nostra idea è piaciuta e abbiamo vinto parecchi premi di ambito nazionale per la ricerca e l’innovazione. Insomma, abbiamo colpito nel segno.

Le Erbe di Brillor è stato nostro espositore a Fa’ la cosa giusta! e anche occasioni come la fiera aiutano a farsi scoprire e continuare ad ampliare il cerchio d’onda – cosa essenziale, per realtà di così grande valore eppure così legate alla dimensione locale. Irene, blogger di Biopensiero, durante la sua visita in Fiera ha scelto di intervistare proprio Paola e Isabella, sottolineando che il loro settore di attività, orientato ai prodotti per la detersione domestica, è tutt’altro che secondario, per chi vuole fare scelte sane e sostenibili:

Se pensiamo a salute e benessere normalmente pensiamo ad una corretta e sana alimentazione, unita ad un’attività fisica quotidiana. Seppur questa riflessione sia corretta spesso ci dimentichiamo che esistono molti altri fattori, che fanno parte del nostro stile di vita e che vanno a incidere sulla nostra salute e sul nostro benessere. Scopriamo quali… Uno di questi fattori è il luogo in cui viviamo. Nella nostra casa sono presenti oggetti che tocchiamo o usiamo ad esempio per alimentarci e indumenti e tessuti che indossiamo o che ci avvolgono durante il nostro riposo. La nostra pelle viene a contatto con tutto ciò e, essendo un organo di difesa importantissimo per il nostro organismo, respira quanto presente nel nostro ambienteSe abbiamo cura del nostro ambiente e facciamo scelte corrette per una pulizia efficace ma naturale, potremo evitare spiacevoli dermatiti, rossori, infiammazioni, eczemi, pruriti.

Vuoi approfondire con una lettura? C’è il manuale di Rita Dalla Rosa “Casa tossica. Come difendersi dai veleni domestici” (Terre di mezzo Editore).

Desideri sostenere l’impresa di Paola e Isabella? Scopri i prodotti “Le erbe di Brillor”.

Soc. Agr. Le Erbe di Brillor Srl

 

Il giorno del “sì” ha un’impronta leggera, con Nozzetiche

Scegliere una cerimonia “a impatto zero”, si può. In Lombardia, ad esempio, diverse aziende si sono messe in rete, per offrire un servizio green dalle bomboniere al viaggio alla fotografia. Scopri la proposta di Nozzetiche.

Tradizione vuole che, per una coppia, sia il giorno più bello della vita, quello del proprio matrimonio. Di certo può rivelarsi quello più dispendioso, e non solo in termini monetari: l’impronta ecologica di una cerimonia di nozze può rivelarsi molto pesante. E il lascito solidale, un aspetto irrilevante. Eppure, un’altra scelta è possibile e anche conveniente: ce lo raccontano alcune aziende che operano nei vari aspetti organizzativi, dalla fotografia al catering alle bomboniere. Le ospitiamo ogni anno a marzo in fiera, a Fa’ la cosa giusta!, e se ne continua a parlare anche sui media; è importante sapere che c’è un’opzione anche in questo campo, e far conoscere chi la propone. Ecco una breve presentazione di alcune delle realtà coinvolte. E, vi invitiamo: se lo desiderate condividete le foto del vostro giorno più bello (e più “leggero”) con l’hashtag #nozzetiche #ecowedding #flcg

Il Maestro e Margherita
Il primo progetto di fotografia ecologica e solidale. Dallo scatto alla stampa, la parola d’ordine è minimo impatto ambientale, politiche di tutela dell’ambiente e delle persone, supporto di progetti no-profit e attività di volontariato fotografico.

Il Cantilabo – La Grande Casa 
Una bottega-laboratorio in cui si realizzano a mano oggetti unici (comprese bomboniere e biglietti) a sostegno dei progetti della Cooperativa Sociale La Grande Casa, che da più di trent’anni accompagna bambini, donne, famiglie, cittadini in situazioni fragili.

Viaggi Solidali
Storico tour operator di turismo responsabile organizza dal 1999 viaggi per tutti secondo i principi di Aitr in Italia e nel mondo. Sezioni speciali: scuole, a piedi, viaggi nozze. Silver Award 2016 WTM Responsible Tourism con Migrantour, passeggiate urbane interculturali accompagnate da migranti.

Madeleine
Matrimoni, cerimonie ed eventi privati. Catering etico e sostenibile: un progetto tutto al femminile che si oppone agli sprechi e promuove un’idea di catering innovativo basato su cibi salutari. Menù anche vegani e senza glutine.

Banca Etica
Trasparenza, operatività digitale, finanziamenti per progetti ad alto impatto sociale e ambientale, partecipazione alla community. Pubblica sul sito tutti i finanziamenti erogati.

Il Tarlo
Realizza trottole in legno. Ha come scopo la diffusione della cultura del fare: inventare con la mente, creare con le mani, sperimentare, condividere e crescere insieme attraverso il gioco.

Disabilità, la magia del Coro Manos Blancas di Milano

È formato da bambini e ragazzi con gravi disabilità, affiancati da coetanei che li aiutano a cantare con le mani indossando guanti bianchi. “Non sarebbero in grado di cantare con la voce, ma possono farlo con il corpo”. È nato grazie all’intuizione di due musicisti venezuelani: “La musica è espressione dell’anima… e l’anima non conosce disabilità”

Con i loro guanti bianchi cantano “La vita è bella” oppure “Nel blu dipinto di blu”: sono i bambini e i ragazzi del Coro Manos Blancas di Milano, nato all’interno della scuola speciale dell’Istituto comprensivo Paolo e Larissa Pini (zona Gorla), l’unica del capoluogo lombardo rivolta a giovani con gravi e plurime disabilità. Ogni corista è affiancato da un coetaneo della scuola media vicina, un “compagno di viaggio” che lo aiuta a cantare con le mani. Il coro poi è completato da un gruppo di ragazzi di altre scuole che intonano con la voce i canti. “In questo modo anche ragazzini disabili, che non sono in grado di cantare con la voce, possono farlo con il loro corpo. Sono inseriti in un contesto di musica e con le mani possono seguirla e viverla”, spiegano gli operatori. “Il nostro obiettivo è l’integrazione -aggiungono gli insegnanti-. Perché ne traggono beneficio non solo gli alunni con disabilità, ma anche gli altri compagni che imparano a vivere a fianco della diversità”. Il coro è diretto da Sonia Spirito, Chiara Lucchini e Pilar Bravo, insegnanti specializzati.

Il progetto del Coro Manos Blancas di Milano è promosso da Song onlus ed uno dei cori nati nel mondo grazie all’intuizione di Naybeth Garcia e Johnny Gomez, docenti e assistenti nella scuola di musica venezuelana del Maestro Josè Antonio Abreu: “La musica è espressione dell’anima… e l’anima non conosce disabilità”. Hanno così ideato un metodo di fare musica insieme che riesce a coinvolgere ogni ragazzo. Anche quelli con abilità speciali: indossati guanti bianchi, guidati da maestri che ricevono una specifica formazione, hanno la possibilità di vivere con il loro corpo la musica. Insieme ad altri coetanei.
Per sostenere il Coro Manos Blancas di Milano è stata lanciata la campagna di crowdfunding “Song senza barriere”, sulla piattaforma di Produzioni dal basso. Il progetto è tra i cinque selezionati da Bper Banca, su oltre 150 presentati a livello nazionale, nell’ambito del concorso “Teen! Il futuro a portata di mano”. Le donazioni raccolte saranno raddoppiate da Bper Banca. C’è tempo fino al 30 giugno per donare. I fondi raccolti serviranno per garantire il proseguimento delle attività in modo gratuito per le famiglie, per estendere l’area corale arrivando a coinvolgere fino a 100 ragazzi e per portare l’esperienza delle “Manos Blancas” fuori dalla Scuola.

Redazione: Dario Paladini, Redattore Sociale

 

“Sfebbramamma”, volontari in aiuto dei genitori

L’iniziativa, nel quartiere Corvetto di Milano, è dell’associazione “One x all”. I volontari rispondono al telefono dalle 5.30 del mattino e i bambini vengono accolti dalle 6.30. A prezzi popolari: 10 euro per mezza giornata. “I genitori single sono sempre di più e servizi come questi sono molto utili per risolvere situazioni di emergenza”

“Ho cresciuto da sola due figlie e ricordo bene il panico del mattino quando scopri che il figlio piccolo ha la febbre. Ti chiedi subito: e ora a chi lo lascio?”. Carmen Lorenzo è la presidente dell’associazione “One x all” e da pochi mesi ha avviato un servizio particolare, lo “sfebbramamma”: i genitori presi dal panico possono chiamare l’associazione e portare lì il pargolo con la febbre. “Rispondiamo al telefono a partire dalle 5.30 del mattino e accogliamo i bambini dalle 6.30”, spiega. Ovviamente l’iniziativa ha riscosso subito successo.

“Ogni giorno ci arrivano dagli otto ai 20 bambini”. La sede di “One x all” è in via Bessarione 19, al quartiere Corvetto, ma i bimbi arrivano un po’ da tutta Milano. “Ce li portano anche medici o infermieri che non possono cambiare il turno all’ultimo momento o alcuni avvocati -sottolinea-. Il bisogno di trovare con urgenza qualcuno che badi al bambino è trasversale”. I prezzi sono comunque popolari: 10 euro per mezza giornata e 20 per la giornata intera. “Ciò è possibile grazie ai nostri volontari che si danno il turno -aggiunge-. È anche chiaro che non accettiamo bambini con malattie infettive. Il nostro servizio è per quei casi in cui il bambino ha qualche linea di febbre perché ha il raffreddore o ha preso freddo o ha qualche mal di pancia passeggero”.

“One x all” offre anche altri servizi per i genitori. Come il cinema del venerdì sera. “Possono lasciarci qui i loro figli -racconta-. Abbiamo creato una stanza per il cinema con delle sedie che sembrano delle macchinine. Pop corn e succo di frutta sono garantiti. Tutto nasce dalla consapevolezza che sono sempre di più le mamme o i papà single, magari senza nonni o zii vicini. E due servizi come questi diventano molto utili, sia per risolvere situazioni di emergenza sia per riuscire magari a ritagliarsi una serata libera, a prezzi modici”.

Redazione: Dario Paladini 23.04.018
Foto: Ansa