Nasce la prima collana di libri realizzati dai ragazzi autistici

Il primo volume è già in libreria con Il Papero editore. Scritto, illustrato e tradotto con i simboli della Comunicazione aumentativa alternativa, da quattro giovani dell’associazione “La matita parlante” di Piacenza. Lanciata la campagna di crowdfunding per la pubblicazione di altre quattro libri

Michele, Luca, Alessandro e Stefano leggono molto e sanno inventare storie fantastiche, che scrivono e illustrano con grande maestria. Il loro primo libro, “La scimmia abbracciona”, è già nelle librerie con il Papero Editore. Racconta la storia di una scimmia molto affettuosa che ha il vizio di abbracciare tutti. Il problema è che non a tutti gli animali della foresta piace essere abbracciati, anche perché a volte la scimmia manifesta tutto il suo affetto in momenti poco opportuni, come quando stringe a sé il leone proprio mentre sta per cacciare l’antilope. Non sveliamo il finale della storia, che riserva molte sorprese. Certo è che i quattro ragazzi hanno in mente molte altre storie e in programma di realizzare altri quattro libri. Ogni mattina lavorano per quattro ore nella redazione de Il Papero. “Si tratta di storie che partono dal loro vissuto – spiega Gabriele Dadati, fondatore de Il Papero editore -. Il primo libro prende spunto dalla storia personale di Michele, che ama abbracciare tutti, anche se pian piano ha capito che ci sono persone che non vogliono essere abbracciate”. Michele, Luca, Alessandro e Stefano sono ragazzi autistici e fanno parte dell’associazione “La Matita Parlante”, nata per volontà di alcuni insegnanti ed educatori del dipartimento di Salute mentale dell’Azienda Usl di Piacenza. L’obiettivo è quello di favorire la partecipazione sociale di ragazzi con disabilità, in particolare con disturbo dello spettro autistico, sia per la promozione sia per la fruizione della cultura. “La scimmia abbracciona” è il primo libro di una collana ideata, scritta e disegnata da ragazzi autistici.

Ma non è tutto. Sia “La scimmia abbracciona” sia gli altri quattro libri in cantiere sono In-Book, ossia libri illustrati, con il testo completamente tradotto in simboli, elementi fondamentali della Comunicazione aumentativa alternativa (Caa). Il sistema facilita la comprensione dei testi ai bambini con disturbi della comunicazione. Anche la “traduzione” dei testi con i simboli è stata curata dai quattro giovani autori. Per riuscire a coprire i costi della pubblicazione dei prossimi quattro libri, La Matita parlante e Papero editore hanno lanciato una campagna di crowdfunding, sulla piattaforma produzionidalbasso.com: obiettivo 5 mila euro che serviranno a coprire i costi vivi della loro realizzazione. La Matita parlante ha anche una pagina su Facebook, con tutte le informazioni sulla campagna.

Redazione: Dario Paladini, 21.11.017

Dagli scaffali alla tavola di chi ne ha bisogno: quando l’invenduto va a “Buon fine”

Nel 2016 Coop ha donato 900 tonnellate di ottimo cibo a 80 associazioni: numeri enormi, raggiunti in dieci anni da questa straordinaria esperienza di responsabilità sociale e ambientale. Il progetto è partito nel 2007 con 35 tonnellate di cibo recuperato da due negozi Coop e consegnato ad altrettante onlus e cresciuto negli anni fino a coinvolgere 53 tra supermercati e ipermercati. Lo racconta Zita Dazzi nel libro “A buon fine”, in uscita per Terre di mezzo Editore.

Come si trasformano le eccedenze del supermercato in un volano di solidarietà? Basta recuperare l’invenduto dagli scaffali per farlo arrivare sulle tavole di chi ne ha bisogno. Ed ecco che nasce il progetto “Buon fine”.

Nel 2016 Coop ha donato 900 tonnellate di ottimo cibo a 80 associazioni: numeri enormi, raggiunti in dieci anni da questa straordinaria esperienza di responsabilità sociale e ambientale. Il progetto è partito nel 2007 con 35 tonnellate di cibo recuperato da due negozi Coop e consegnato ad altrettante onlus e cresciuto negli anni fino a coinvolgere 53 tra supermercati e ipermercati. Lo racconta Zita Dazzi nel libro “A buon fine”, in uscita per Terre di mezzo Editore.

Il libro e i risultati di questi primi 10 anni del progetti saranno presentati al pubblico Mercoledì 15 novembre alle 11.00 in Sala Alessi.

Presentazione
A BUON FINE. Meno sprechi, più risorse per la solidarietà
Interverranno:

Zita Dazzi, autrice del libro e giornalista
Claudio Minoia, Direttore Politiche Sociali del Comune di Milano
Chiara Gadda, Deputato Parlamentare, relatrice della legge contro spreco alimentare
Luciano Gualzetti, Direttore Caritas Ambrosiana
Alfredo De Bellis, Vice presidente Coop Lombardia
Modera l’incontro Stefano Lampertico, Direttore Scarp de’ Tenis

Ingresso Libero. Seguirà rinfresco.

La nuova frontiera della lettura: le biblioteche condominiali

A Milano nei giro di pochi anni ne sono nate nove. L’ultima viene inaugurata giovedì 16 novembre, nell’ex portineria delle case popolari di via Giovio. “I libri sono uno strumento per creare relazioni”. Aperte e gestite da volontari o dai custodi sociali, anche in contesti difficili: “Portiamo i libri dove altrimenti non arriverebbero mai”.

MILANO – Un caffé, qualche dolcetto, due chiacchiere in compagnia e la lettura ad alta voce di poesie o brani di libri: sarà così ogni ogni lunedì mattina, nella ex portineria delle case popolari di via Giovio al 24, dove è stata allestita una nuova biblioteca condominiale. A Milano sono ormai nove le biblioteche nate per la passione dei libri di volontari nei condomini. Ognuna con la sua storia particolare e in contesti molti diversi. E quella di via Giovio, l’ultima arrivata, viene inaugurata giovedì 16 novembre, alle ore 15. Nasce in un complesso di case del Comune situato quasi nel centro di Milano, vicino a via Meravigli. E l’idea è venuta ai custodi sociali del quartiere e ad alcuni volontari del Movimento adulti scout cattolici italiani(Masci). “I libri sono uno strumento per avvicinare le persone e per creare relazioni -spiega Francesca Petrillo, una delle custodi sociali-. In queste case abitano molte persone anziane e la biblioteca sarà un’ulteriore occasione per coinvolgerli”.Altre biblioteche condominiali sono nate nelle case popolari di via Russoli 18 (sud della città) e in via Pistonchi 2 (zona San Siro). “Abbiamo quasi 2mila libri – racconta Enrica Galimberti, custode sociale di via Pistonchi -. Ci sono libri anche per bambini. Siamo in un quartiere dove la gente legge veramente poco, ma ci sembra importante che ci siano questi libri. Sono un segno, un invito, un’occasione. Portiamo qualcosa, i libri dove altrimenti non arriverebbero mai”. Nella biblioteca di via Pistonchi vengono organizzate anche appuntamenti di lettura ad voce per bambini. “I più piccoli sono quelli più interessati ai libri -aggiunge-. Vengono ovviamente con i loro genitori e la biblioteca si trasforma così anche in un luogo di socialità”.

Una delle biblioteche condominiali più note è quella di via Rembrandt 12 (in foto), allestita all’interno della ex portineria da uno degli inquilini, che è riuscito a coinvolgere poi i vicini. È stata la prima ad aprire, nel 2013, e giustamente giornali e Tv ne hanno raccontato più volte la storia. Ma successo riscuote anche la biblioteca del caseggiato dell’Umanitaria di via Solari 40, ricavata in un’ex panetteria su cui campeggia ancora la vecchia insegna. Oppure il Book crossing di via Rucellai 12. In piazzale Dateo è nata invece Bibarà, biblioteca condominiale dedicata esclusivamente ai bambini. E poi ci sono la biblioteca La Conca (via Conca del Naviglio 45), aperta a tutti e gestita da giovani e adulti con problemi di salute mentale seguiti dall’ospedale San Paolo, e il Bookstore solidale di via Boccherini, nata nel 2014 dalla collaborazione tra l’associazione Etnos e la cooperativa Compagnia Itinerante che si occupa di persone con disabilità.

In tutte queste biblioteche nei prossimi giorni si terranno letture ad alta voce o presentazioni di libri, nell’ambito delle iniziativa di Bookcity. E fanno parte del Sistema bibliotecario di Milano. Il prestito di solito è riservato a chi abita nel condominio o nelle scale vicine, ma grazie al Sistema bibliotecario ora sono in rete tra loro e possono scambiarsi esperienze, informazioni e formazione. “Hanno in comune il desiderio di sviluppare conoscenza e cultura in contesti molto vicini alle persone, ai loro gusti -sottolinea Enrica Borsari, referente del Sistema bibliotecario per le biblioteche di condominio-. Hanno una loro potenza ed energia, tanto che nel giro di pochi anni ne sono nate almeno nove, anche se sicuramente ce ne sono altre per ora non ancora intercettate da noi”.

Redazione: Dario Paladini, Redattore Sociale

Lotta allo spreco, a Bari il progetto Frigo Solidale

Sette frigoriferi, sette dispense per sei Quartieri di Bari. Questo vuole essere “Frigo Solidale” : condurre la lotta allo spreco coniugando l’inclusione sociale e il dialogo fra le culture.

7 dispense e altrettanti frigoriferi solidali, collocati in spazi chiusi ma aperti al pubblico, disponibili per chiunque intenda lasciare o ritirare cibo ancora commestibile. Il progetto di lotta allo spreco alimentare “Frigo Solidale”, ideato dall’associazione Kenda Onlus, in collaborazione con l’Aps Farina 080 onlus, Link- sindacato studentesco, Zona Franca, The Hub e il Comune di Bari – Assessorato al Welfare – è stato selezionato tra i progetti vincitori del bando “Con il Sud” promosso dalla Fondazione con Il Sud.
Il progetto risponde all’obiettivo di favorire la riduzione dello spreco di cibo e contrastare la povertà attraverso la diffusione della pratica del foodsharing.
All’interno della città di Bari si cercherà di collegare i “luoghi dello spreco” (famiglie e imprese di produzione, trasformazione, distribuzione e ristorazione) con i “luoghi del bisogno” (individui e famiglie in difficoltà economica) attraverso la promozione della cultura del dono delle eccedenze alimentari. L’installazione di un frigorifero all’interno delle diverse realtà cittadine diventa funzionale all’attivazione di iniziative di contrasto allo spreco di cibo (come ad esempio il coinvolgimento degli esercizi commerciali rionali nella condivisione degli esuberi alimentari da collocare nel frigorifero), ma anche per la creazione di momenti di condivisione, convivialità ed integrazione, anche interculturale.
I volontari della varie associazioni partner del progetto saranno i responsabili della pulizia dell’elettrodomestico generando, nel contempo, momenti di attivazione sociale sui territori.

Un vecchio vagone diventa bar sociale e dà lavoro ai ragazzi in difficoltà

Allestito in un vagone degli anni ’20 delle Ferrovie Nord, dà lavoro a ragazzi disabili o in difficoltà. L’iniziativa di Cascina Biblioteca, cooperativa sociale, all’interno del Parco Lambro. Trasportava viaggiatori di terza classe, oggi è luogo di ritrovo, che ospita corsi, feste, laboratori, eventi, aperitivi e concerti

Inaugurato a fine settembre, è già entrato nel cuore di chi l’ha frequentato. Basta andare sulla pagina Facebook e leggere alcune delle recensioni: “Ci sono stata per caso con le mie bimbe – scrive Laura -. Davvero bello per una merenda. Birra alla spina ottima, caffè, taglieri di marmellate e mieli, salumi e formaggi. Tranquillità, bellezza, bontà, genuinità“. È un bar sociale perché il suo obiettivo è quello di dare un’occasione di lavoro a ragazzi in difficoltà o con disabilità. Per ora ci lavorano solo tre persone, ma l’obiettivo è di arrivare a coinvolgerne molte di più. Dentro ha tutto il fascino di un treno d’epoca con il bancone, le sedie e i tavolini in legno. Seduti a gustare un té con i biscotti realizzati dai ragazzi della cooperativa, si vedono dai finestrini i cavalli che pascolano nei recinti di Cascina Biblioteca, in un angolo del Parco Lambro, sul confine tra Milano e Segrate. Costruito negli anni ’20 per trasportare i passeggeri di terza classe, “Il Vagone” è ora un bar sociale parcheggiato effettivamente su un binario.

“Il Vagone è nel nostro cortile dagli anni ’80, donato dalle Ferrovie Nord all’Anffas -racconta Valentina Mari di Cascina Biblioteca, cooperativa sociale che dà lavoro a oltre 100 persone, molte delle quali disabili-. L’abbiamo utilizzato come ufficio, come mensa e infine come magazzino delle selle dei cavalli. Da un po’ di anni era in disuso e stava per andare in rovina. Ma a un certo punto è nata l’idea di ristrutturarlo per farci un bar, visto che qui mancava”. I lavori, realizzati nei ritagli di tempo da Fabio, uno degli operatori di Cascina Biblioteca, insieme ad alcuni volontari, sono durati quattro anni. E ora è luogo di ritrovo, che ospita corsi, feste, laboratori, eventi, aperitivi e concerti. “Il bar rientra nella nostra mission -aggiunge Valentina-. Lavorare insieme a chi è in difficoltà, dare a tutti un’opportunità, valorizzandone le capacità”.  Il Vagone si trova in via Casoria 50, ed è aperto da martedì a venerdì dalle 13.00 alle 16.00 e da venerdì a domenica dalle 18.00 alle 22.00.

Redazione: Dario Paladini 17.10.2017

La Notte dei senza dimora, sabato 14 ottobre a Milano

Una serata di musica, parole e cibo, per “riportare l’attenzione sul problema dell’emarginazione sociale e delle persone che vivono in strada”. È organizzata da 22 associazioni che si occupano dei senza dimora. Dalle ore 16 in piazza Santo Stefano fino a mezzanotte. Poi tutti nel sacco a pelo.

Sabato 14 ottobre torna la Notte dei Senza Dimora che, per il diciottesimo anno consecutivo, invita cittadini e istituzioni in piazza per riportare l’attenzione sul problema dell’emarginazione sociale e delle persone senza dimora e a condividerne, almeno per una nottata, piatto e sacco a pelo. L’evento è organizzato da: Insieme nelle Terre di mezzo onlus, Opera Cardinal Ferrari, Cena dell’amicizia, Papa Giovanni XXIII, Fondazione Fratelli di San Francesco, CAST, Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Milano, Fondazione Progetto Arca Onlus, Ronda Carità e Solidarietà ONLUS, Casa di Gastone, Fondazione Isacchi Samaja Onlus, Associazione MiRaggio, Avvocato di strada ONLUS, Effatà, VOCI, Avvocati per Niente, MIA – Milano in Azione, Fides ONLUS-Casa degli Amici, Caritas Ambrosiana, Casa della Carità, FIOPSD e Associazione Artisti di strada di Milano. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Milano. La serata rappresenta un momento di confronto fra i cittadini e le associazioni che si occupano di assistenza e reinserimento di persone in difficoltà, per informarsi e offrirsi come volontari. Per meglio affrontare il freddo, dalle 16 in Piazza Santo Stefano partirà una sessione di “knitting solidale”, una sessione di lavoro a maglia collettivo, organizzata da Horujo Knit and Crochet. Alle 18 inizierà la musica dal vivo con Claudio Avella e Soltanto. Alle 19 le associazioni che sono ogni giorno a fianco dei “senza dimora”, presenteranno le proprie attività e daranno un quadro dell’attuale situazione in città riguardo povertà ed emarginazione sociale. Persone con e senza dimora saranno fianco a fianco durante la grande cena gratuita (alle ore 20.30) e parteciperanno alla festa in piazza con musica, messaggi e testimonianze. Dalle 21.30 ancora musica con Bar Boon Band , Giù il cappello e Marina Madreperla. La serata in piazza avrà il suo culmine nella dormita all’aperto, sul sagrato della chiesa, a cui si invitano tutti i cittadini a prendere parte per l’intera durata della notte.

LA NOTTE DEI SENZA DIMORA 2018 CHIUDE LA SETTIMANA DI “Sostiene Milano”, una iniziativa del’Assessorato alle politiche sociali del Comune, nata per parlare di povertà e delle situazioni che da essa derivano, mettendo al centro la persona e il suo diritto ad avere una opportunità di riscatto. Una condizione che non riguarda solo i senza dimora, ma anche gli anziani, le famiglie e i bambini che sono sempre più drammaticamente coinvolti dalle condizioni di povertà dei propri genitori. E gli adulti, fragili e disoccupati, che non riescono a ritornare nel mondo del lavoro, perché troppo “vecchi” o senza una formazione adeguata. È a loro che rivolge la sua attenzione “Sostiene Milano “ e a tutti coloro che a Milano compongono l’inesauribile rete di interventi, sostegno, presenza concreta, capacità di creare nuove opportunità, come dovere o vocazione, dalle istituzioni agli enti, al Terzo e Quarto settore, al volontariato. Una rete che comprende anche i privati, le piccole imprese come le grandi aziende, sempre più spesso al fianco del sociale. QUI IL PROGRAMMA DEGLI EVENTI, DAL 7 AL 14 OTTOBRE.

A Milano il primo PUC Festival! Il Parco Urbano delle Culture invita la città

Una vera e propria festa di quartiere in zona Naviglio Martesana, a Milano; un lungo weekend con un programma di eventi, aperto alla città e per tutte le età,  nella zona tra l’Anfiteatro Martesana e il Giardino Nascosto di Cascina Martesana.

Prima edizione del PUC Festival: una vera e propria festa di quartiere in zona Naviglio Martesana, a Milano; un lungo weekend con un programma di eventi, aperto alla città e per tutte le età,  nella zona tra l’Anfiteatro Martesana e al Giardino Nascosto di Cascina Martesana.

Cascina Martesana è uno spazio privato che torna a essere pubblico, aperto ai cittadini: è iniziato a luglio 2013 il recupero del rudere di un’antica casa colonica in via Bertelli 44, immerso nel verde del parco della Martesana e affacciato sul Naviglio Piccolo, a Milano ma lontano dal rumore e dalla frenesia della città. Sopra la più antica piscina all’aperto di Milano, conosciuta come El Bagnin de Gorla, è nato un nuovo luogo di aggregazione per il quartiere e la città intera, con l’idea di riqualificare una zona periferica attraverso un punto d’incontro per i cittadini e per le realtà già attive. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di un Parco Urbano delle Culture, nuovo polo per Milano.

VAI AL PROGRAMMA COMPLETO DELLA FESTA.
Tra le proposte: 
Caccia al tesoro di quartiere (ricchi premi per la squadra vincitrice!); laboratorio di Street art a cura di PAO (venerdì e sabato alle ore 18.30); presentazione del libro di Antonio Manzini “Pulvis et umbra” (Sellerio); laboratori di orticoltura e scambio di semi.

Partecipano:
Ala Onlus
Associazione City Art
Associazione L’Ortica
Associazione Abareka Nandree
Associazione Venti Lucenti
Associazione ATIR Teatro Ringhiera
Casa dell’ArtEducazione
La città del Sole – Amici del Parco Trotter
Cooperativa Sociale B-Cam
Centro Aggregazione Giovanile Tarabella e Cattebrega
Centro Aggregazione Giovanile Tempo per il Barrio
Comunicarearte – Atelier Spazio XPO
Ecomuseo Martesana
GRT Italia – Gruppo per le Relazioni Transculturali
Legambiente Rete Ambiente
Sistema Bibliotecario Milano e Biblioteca Crescenzago
T12 Lab
Teatro degli Incontri
Associazione Ecologia Turismo Cultura
Cooperativa Comin
Cooperativa Tempo per l’Infanzia
Fondazione Cariplo
Cascina Martesana

Premio Pieve, fiere eco e bio, inaugurazione Casa Emergency

Suggerimenti per il weekend di metà settembre, tra premi letterari, fiere della sostenibilità in valle e nuovi spazi sociali in città.

Settembre è il mese in cui si riprendono in mano le agende di lavoro, ma ancora denso di proposte di eventi e gite belle durante il weekend… Vi segnaliamo gli appuntamenti “giusti”.

Un posto da scoprire: Pieve S. Stefano (Arezzo), che ospita l’Archivio Diaristico Nazionale.  La 33ma edizione del premio Saverio Tutino prevede 4 giorni densissimi di incontri ed eventi.

Il 16 e 17 settembre a Villa Guardia (Como) quattordicesima edizione dell’Isola che c’è: in mostra solidarietà, volontariato, diritti, sostenibilità e filiere corte della provincia di Como.

 

“C’è una valle” eco.equo.bio.sociale. Dove? In Valtellina, al polo fieristico di Morbegno, il 17-18 settembre.

E a Milano? Tre giorni di eventi per l’inaugurazione della nuova sede di Emergency.

Apre a Milano Casa Emergency: “sarà uno spazio di pratica di diritti umani”

Gino Strada l’ha definito “uno spazio di pratica di diritti umani e l’occasione poter discutere di temi ridotti a quattro battute nei talk show televisivi”. Per inaugurare la nuova sede, Emergency ha organizzato una tre giorni di eventi, da venerdì 15 a domenica 17 settembre.

Dopo 14 mesi di lavori di ristrutturazione, apre Casa Emergency, la nuova sede dell’associazione fondata da Gino Strada. Nell’ex scuola di via Santa Croce 19, sono stati realizzati non solo uffici, ma anche spazi e servizi per la città, come uno sportello socio sanitario. “Ci troviamo in un posto meraviglioso che si affaccia sulla basilica di Sant’Eustorgio, con un grande
giardino a disposizione di tutte le persone -ha detto Gino Strada, presentando questa mattina a Palazzo Marino il progetto- Ed è un segnale importante in questo periodo in cui si sono spazzati via tutta una serie di valori fondanti della nostra società. La parola diritti umani è stata abusata e calpestata. Quella sede sarà anche uno spazio di pratica di diritti umani. Sarà l’occasione poter discutere di temi ridotti a quattro battute nei talk show televisivi. Noi ce la metteremo tutta”.

Per inaugurare la nuova sede, Emergency ha organizzato una tre giorni di eventi, da venerdì 15 a domenica 17 settembre. “Emergency lavora a Milano dal 2015 con un ambulatorio mobile che offre assistenza medica e servizi di orientamento sanitario qui in città e che ha garantito cure a oltre 4500 persone. Per rispondere ai bisogni delle fasce più vulnerabili della popolazione, nei prossimi mesi attiveremo uno Sportello socio-sanitario per chiunque ne abbia bisogno”, ha detto la presidente Rossella Miccio. La ristrutturazione dell’edificio (di proprietà del Comune), circa 3.570 mq di superficie, è costata circa 4,5 milioni di euro.

“Casa Emergency mostra come sia possibile il recupero di un bene Comune attraverso un percorso fatto di scelte eticamente orientate sia sul piano tecnico che su quello procedurale-metodologico”, ha spiegato Raul Pantaleo, architetto che ha curato il progetto. Questo perché “progettare il bene comune non è stato tanto nel disegno né nella sua concreta realizzazione- ha concluso Pantaleo- quanto piuttosto nell’ampliamento delle possibilità che individui e gruppi riconoscano, utilizzino e, soprattutto, vedano il progetto stesso come elemento generativo di altri beni comuni”.

Redattore Sociale 06.09.017

A Milano, rigenerazione urbana “dal basso” sui cantieri della nuova metro

E’ ufficiale la graduatoria dei 61 progetti, presentati da associazioni o singoli, per la vestizione artistica delle cesate della M4 che hanno partecipato alla call pubblica. La volontà del Comune e di M4 spa è quella di realizzare nel 2017 almeno 35 “Idee in cantiere”

E’ ufficiale la graduatoria dei 61 progetti, presentati da associazioni o singoli, per la vestizione artistica delle cesate della M4 che hanno partecipato alla call pubblica.

I progetti per tutti i cantieri M4 di Milano sono stati mostrati il mese scorso in Triennale per essere sottoposti al giudizio dei cittadini oltre che alla valutazione di una giuria tecnica. 

La volontà del Comune e di M4 spa è quella di realizzare nel 2017 il numero maggiore possibile di progetti, fino ad esaurimento del budget destinato che corrisponderebbe ad un massimo di 35 “Idee in cantiere” (è previsto infatti un contributo di 5mila euro per ogni progetto realizzato).

Tra i progetti che certamente verranno realizzati segnaliamo il secondo più votato, quello di Trillino Selvaggio in collaborazione con Le Periferie al Centro, che prevede di coinvolgere i bambini della scuola di via Narcisi del quartiere Giambellino e le famiglie per creare un orto verticale sulle soffocanti cesate di cantiere di via Segneri.

Dopo aver visto i passaggi stretti e bui creati dal cantiere della metropolitana ci siamo mossi ottenendo con l’iniziativa LUCI AL GIAMBELLINO! l’impegno di M4 e dell’Amministrazione comunale a migliorare la situazione con luci e cesate trasparenti.
Saputo poi del ‘Bando M4 per la vestizione artistica delle cesate’, abbiamo sperato che potesse essere un altro passo in avanti. L’idea era quella di un progetto che avesse come autori e protagonisti i bambini di una scuola del quartiere, quella di via Narcisi che vive le maggiori difficoltà. Usare il verde come materia dell’intervento ci sembrava un espediente educativo formidabile. 

Graduatoria completa dei progetti selezionati
Progetto “Dalle scuole alle strade” – Giambellino