Dagli scaffali alla tavola di chi ne ha bisogno: quando l’invenduto va a “Buon fine”

Nel 2016 Coop ha donato 900 tonnellate di ottimo cibo a 80 associazioni: numeri enormi, raggiunti in dieci anni da questa straordinaria esperienza di responsabilità sociale e ambientale. Il progetto è partito nel 2007 con 35 tonnellate di cibo recuperato da due negozi Coop e consegnato ad altrettante onlus e cresciuto negli anni fino a coinvolgere 53 tra supermercati e ipermercati. Lo racconta Zita Dazzi nel libro “A buon fine”, in uscita per Terre di mezzo Editore.

Come si trasformano le eccedenze del supermercato in un volano di solidarietà? Basta recuperare l’invenduto dagli scaffali per farlo arrivare sulle tavole di chi ne ha bisogno. Ed ecco che nasce il progetto “Buon fine”.

Nel 2016 Coop ha donato 900 tonnellate di ottimo cibo a 80 associazioni: numeri enormi, raggiunti in dieci anni da questa straordinaria esperienza di responsabilità sociale e ambientale. Il progetto è partito nel 2007 con 35 tonnellate di cibo recuperato da due negozi Coop e consegnato ad altrettante onlus e cresciuto negli anni fino a coinvolgere 53 tra supermercati e ipermercati. Lo racconta Zita Dazzi nel libro “A buon fine”, in uscita per Terre di mezzo Editore.

Il libro e i risultati di questi primi 10 anni del progetti saranno presentati al pubblico Mercoledì 15 novembre alle 11.00 in Sala Alessi.

Presentazione
A BUON FINE. Meno sprechi, più risorse per la solidarietà
Interverranno:

Zita Dazzi, autrice del libro e giornalista
Claudio Minoia, Direttore Politiche Sociali del Comune di Milano
Chiara Gadda, Deputato Parlamentare, relatrice della legge contro spreco alimentare
Luciano Gualzetti, Direttore Caritas Ambrosiana
Alfredo De Bellis, Vice presidente Coop Lombardia
Modera l’incontro Stefano Lampertico, Direttore Scarp de’ Tenis

Ingresso Libero. Seguirà rinfresco.

App di condivisione, restart party, design di riciclo: espositori di economia circolare al Mercato di Giacimenti Urbani

Giacimenti Urbani è l’evento milanese che ogni anno racconta l’economia circolare, in tutte le fasi del ciclo, dalla progettazione all’upcycling, fino alla riciclo della materia. Ecco un assaggio degli espositori che troverete in Cascina Cuccagna dal 16 al 18 novembre.

 

Quante volte capita di avere oggetti inutilizzati o sottoutilizzati in casa? Quante volte vi servirebbe un prodotto per un solo evento, per un fine settimana oppure una vacanza, ma non volete comprarlo perché la spesa appare eccessiva? La prima app italiana Paladin True mira a mettere in condivisione oggetti dal costo considerevole, necessari solamente per un periodo limitato. Paladin, che mira a cambiare le modalità di consumo e creare un’economia migliore attraverso la condivisione, è la soluzione. Un’idea semplice ed efficace, al momento presente con le prime due native App Mobile sviluppate su iOS e Android a Milano e Berlino.. Paladin è pensato per i giovani, ma si rivolge a ogni tipo di utenza. Sull’app, e presto anche da browser, si possono trovare macchine fotografiche, trapani e altri utensili, borse, tavole da snowboard o altre attrezzature per lo sport e il tempo libero, piuttosto che abiti per le occasioni speciali. Ad ogni stagione l’elenco si rinnova con i prodotti più adatti al noleggio.

Sabato 18 novembre, dalle 11.00 alle 17.00,  Pc Officina e i restarters aiuteranno il pubblico a riparare e allungare la vita di oggetti elettrici ed elettronici danneggiati e fuori uso.
Il concetto è semplice: lo guardi, lo fai, lo impari, lo condividi.
Quello che non potrà essere riparato potrà essere conferito presso il Cam, il Centro Ambientale Mobile di Amsa o ritirato da Tribiano Tre, entrambi presenti per l’evento.
La tradizione dei Restart Party, viene da lontano, ma ha radici squisitamente italiane, discendendo dal progetto The Restart Project, un’organizzazione no-profit, fondata da italiani espatriati, che ha sede nei quartieri di Camden e Brixton e che da lì ha conquistato tutto il mondo. Promotori dell’iniziativa PCOfficina associazione di promozione sociale votata al recupero e al riuso dei “vecchi” PC mediante software libero e Restarters Milano, succursale milanese del Restart Project.

Questo l’ho fatto io nasce dall’estro creativo di Alessia e di sua mamma: un laboratorio nato dal desiderio di riuso dei materiali, al fine di creare qualcosa di completamente nuovo. Prima di cominciare questa attività Alessia ha lavorato come interior designer per circa 7 anni, approfondendone gusti, passioni e valori di riferimento, capisce che è urgente spostare la sua attenzione verso l’ecologia ed il riutilizzo dei materiali. Tra i motivi ricorrenti nella produzione Questo l’ho fatto io, le piccole sculture in ferro di scarto, nate da un’iniziale collaborazione con il padre, che le trasferisce il rigore della legge del non spreco, e la pazienza di conservare l’oggetto scartato, per restituirvi un giorno, nuova vita. Questo l’ho fatto io, con le sue creazioni, ci ricorda l’importanza dei materiali: li plasma, li trasforma e dà loro nuova vita. Un modo per collegare il passato al presente e rendere il presente allegro, allusivo, magico. Tra le creazioni a noi più care, la bellissima Poltrona destrutturata.

Dal 18 al 22 novembre torna alla Cascina Cuccagna di Milano Giacimenti Urbani, evento che racconta l’economia circolare, in tutte le fasi del ciclo, dalla progettazione all’upcycling, fino alla riciclo della materia. Nei tre giorni di Giacimenti Urbani, oltre alla parte espositiva, ci saranno mostre, incontri e laboratori per scoprire che ogni scarto è un bene prezioso. Soluzioni e idee artigianali, industriali e istituzionali per sfruttare al meglio quello che abbiamo già a disposizione.

Redazione: Giacimenti Urbani

La nuova frontiera della lettura: le biblioteche condominiali

A Milano nei giro di pochi anni ne sono nate nove. L’ultima viene inaugurata giovedì 16 novembre, nell’ex portineria delle case popolari di via Giovio. “I libri sono uno strumento per creare relazioni”. Aperte e gestite da volontari o dai custodi sociali, anche in contesti difficili: “Portiamo i libri dove altrimenti non arriverebbero mai”.

MILANO – Un caffé, qualche dolcetto, due chiacchiere in compagnia e la lettura ad alta voce di poesie o brani di libri: sarà così ogni ogni lunedì mattina, nella ex portineria delle case popolari di via Giovio al 24, dove è stata allestita una nuova biblioteca condominiale. A Milano sono ormai nove le biblioteche nate per la passione dei libri di volontari nei condomini. Ognuna con la sua storia particolare e in contesti molti diversi. E quella di via Giovio, l’ultima arrivata, viene inaugurata giovedì 16 novembre, alle ore 15. Nasce in un complesso di case del Comune situato quasi nel centro di Milano, vicino a via Meravigli. E l’idea è venuta ai custodi sociali del quartiere e ad alcuni volontari del Movimento adulti scout cattolici italiani(Masci). “I libri sono uno strumento per avvicinare le persone e per creare relazioni -spiega Francesca Petrillo, una delle custodi sociali-. In queste case abitano molte persone anziane e la biblioteca sarà un’ulteriore occasione per coinvolgerli”.Altre biblioteche condominiali sono nate nelle case popolari di via Russoli 18 (sud della città) e in via Pistonchi 2 (zona San Siro). “Abbiamo quasi 2mila libri – racconta Enrica Galimberti, custode sociale di via Pistonchi -. Ci sono libri anche per bambini. Siamo in un quartiere dove la gente legge veramente poco, ma ci sembra importante che ci siano questi libri. Sono un segno, un invito, un’occasione. Portiamo qualcosa, i libri dove altrimenti non arriverebbero mai”. Nella biblioteca di via Pistonchi vengono organizzate anche appuntamenti di lettura ad voce per bambini. “I più piccoli sono quelli più interessati ai libri -aggiunge-. Vengono ovviamente con i loro genitori e la biblioteca si trasforma così anche in un luogo di socialità”.

Una delle biblioteche condominiali più note è quella di via Rembrandt 12 (in foto), allestita all’interno della ex portineria da uno degli inquilini, che è riuscito a coinvolgere poi i vicini. È stata la prima ad aprire, nel 2013, e giustamente giornali e Tv ne hanno raccontato più volte la storia. Ma successo riscuote anche la biblioteca del caseggiato dell’Umanitaria di via Solari 40, ricavata in un’ex panetteria su cui campeggia ancora la vecchia insegna. Oppure il Book crossing di via Rucellai 12. In piazzale Dateo è nata invece Bibarà, biblioteca condominiale dedicata esclusivamente ai bambini. E poi ci sono la biblioteca La Conca (via Conca del Naviglio 45), aperta a tutti e gestita da giovani e adulti con problemi di salute mentale seguiti dall’ospedale San Paolo, e il Bookstore solidale di via Boccherini, nata nel 2014 dalla collaborazione tra l’associazione Etnos e la cooperativa Compagnia Itinerante che si occupa di persone con disabilità.

In tutte queste biblioteche nei prossimi giorni si terranno letture ad alta voce o presentazioni di libri, nell’ambito delle iniziativa di Bookcity. E fanno parte del Sistema bibliotecario di Milano. Il prestito di solito è riservato a chi abita nel condominio o nelle scale vicine, ma grazie al Sistema bibliotecario ora sono in rete tra loro e possono scambiarsi esperienze, informazioni e formazione. “Hanno in comune il desiderio di sviluppare conoscenza e cultura in contesti molto vicini alle persone, ai loro gusti -sottolinea Enrica Borsari, referente del Sistema bibliotecario per le biblioteche di condominio-. Hanno una loro potenza ed energia, tanto che nel giro di pochi anni ne sono nate almeno nove, anche se sicuramente ce ne sono altre per ora non ancora intercettate da noi”.

Redazione: Dario Paladini, Redattore Sociale

Premio Pieve, fiere eco e bio, inaugurazione Casa Emergency

Suggerimenti per il weekend di metà settembre, tra premi letterari, fiere della sostenibilità in valle e nuovi spazi sociali in città.

Settembre è il mese in cui si riprendono in mano le agende di lavoro, ma ancora denso di proposte di eventi e gite belle durante il weekend… Vi segnaliamo gli appuntamenti “giusti”.

Un posto da scoprire: Pieve S. Stefano (Arezzo), che ospita l’Archivio Diaristico Nazionale.  La 33ma edizione del premio Saverio Tutino prevede 4 giorni densissimi di incontri ed eventi.

Il 16 e 17 settembre a Villa Guardia (Como) quattordicesima edizione dell’Isola che c’è: in mostra solidarietà, volontariato, diritti, sostenibilità e filiere corte della provincia di Como.

 

“C’è una valle” eco.equo.bio.sociale. Dove? In Valtellina, al polo fieristico di Morbegno, il 17-18 settembre.

E a Milano? Tre giorni di eventi per l’inaugurazione della nuova sede di Emergency.

In memoria di Francesca Del Rosso

In memoria della giornalista e blogger morta a 42 anni per un cancro, sono nate un’associazione (Wondy sono io), una mostra fotografica (In viaggio con Wondy) e un premio letterario (Premio Wondy). Tutte attività «in nome della resilienza».

Come si reagisce ad un grande dolore? Ci si avvita su se stessi, ci si chiude a riccio, si piange di rabbia oppure si va al contrattacco, ci si rialza in piedi e a testa alta si affronta la salita? La resilienza è stata la parola chiave per la vita di Francesca Del Rosso (Wondy come pseudonimo), la giornalista blogger morta a 42 anni per un tumore contro il quale aveva lottato per anni con tutte le sue forze, ma senza mai perdere il sorriso

Wondy non c’è più, ma Wondy c’è ancora grazie al marito e agli amici che hanno voluto che nulla delle idee e dei progetti di Francesca, andasse perduto per sempre. Cosi è nata un’associazione (Wondy sono io), una mostra fotografica (In viaggio con Wondy) e un premio letterario (Premio Wondy). Tutte attività «in nome della resilienza».
(Valentina Baldisserri, Corriere della Sera)

Dal 22 giugno a Milano il NU Hotel ospiterà la mostra itinerante “In Viaggio con Wondy”:  17 pannelli raccontano i viaggi di Francesca dopo la scoperta della malattia e il suo atteggiamento sempre ironico e positivo. La mostra è gratuita e visitabile tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00.

Anche i libri, a volte, raccontano storie che ci aiutano a tenere duro, a posare anche sulle difficoltà uno sguardo positivo: il Premio Wondy verrà assegnato da una giuria autorevole alle migliori opere edite di letteratura resiliente. Qui il bando.

A Cisliano (MI) si va a scuola di legalità, nella masseria confiscata alla mafia

Nel maggio di due anni fa giovani della Caritas e di Libera “occuparono” la Masseria di Cisliano, confiscata alla ‘Ndrangheta. Abbandonata a se stessa, l’hanno salvata dal saccheggio e dal degrado. Ed è diventata un punto di riferimento nel sud ovest di Milano, con i suoi corsi e campi sulla legalità frequentati da oltre 4mila giovani.

Sono ormai passati due anni da quando un gruppo di volontari della Caritas e di Libera occuparono a metà maggio la Masseria di Cisliano, bene confiscato alla ‘Ndrangheta e abbandonato al degrado. Hanno fatto i turni per salvare edifici, attrezzature e cortili di questo ex ristorante di circa 10mila metri quadri nel sud ovest della Città Metropolitana. Un’occupazione che riuscì a svegliare e sbloccare la burocrazia e l’Agenzia nazionale dei beni confiscati, che assegnò provvisoriamente la Masseria al Comune di Cisliano. Oggi è gestita dall’associazione “Una casa per te” e dalla Caritas zonale e ha ospitato scolaresche, giovani, volontari da tutta Italia. Sono passati da lì per seguire incontri o periodi di formazione sulla legalità oltre 4mila ragazzi. E nei quattro appartamenti di housing sociali sono già transitate una ventina di persone in difficoltà, ospitate per periodi più o meno brevi e aiutati a risolvere i loro problemi di lavoro o di ricerca della casa. Decine di volontari, di ogni età, hanno lavorato duramente per ristrutturare gli edifici. “Non si contano poi gli incontri che abbiamo fatto nei comuni del territorio -aggiunge don Massimo Mapelli, responsabile della Caritas zonale-. La Masseria è diventato un luogo dove si incontrano vite diverse, dove si creare solidarietà, dove si danno nuove opportunità alle persone più svantaggiate”. Per questa estate sono previsti 13 campi di educazione alla legalità. Il primo parte domenica 29 maggio con le classi di alcuni licei che trascorreranno lì una settimana nell’ambito del loro periodo di alternanza scuola-lavoro.

E da oggi, la Masseria potrà contare anche sull’appoggio della Fondazione Enti Locali Milano, di Legautonomie e della Scuola delle buone pratiche (promossa da Terre di mezzo). È stato infatti sottoscritto un protocollo che le impegna a far conoscere i Campi della legalità della Masseria a tutti i comuni lombardi. I comuni potranno inviare a prezzi ridotti i ragazzi seguiti dai Servizi sociali, così da far loro vivere un’esperienza sociale formativa, in un ambiente giovane e festoso. “Impareranno a vivere, lavorare e discutere insieme ad altri ragazzi della loro età. Impareranno a porsi domande e cercare risposte non scontate”, sottolineano le tre associazioni.

Redazione: Dario Paladini, 26.05.017

A Roma una mostra fotografica per sostenere la Casa delle Donne

Fino ad agosto, a Roma, la mostra di Antonella Di Girolamo. Ingresso gratuito ma, con una libera donazione, si potrà avere copia autografata e timbrata delle foto in mostra e il ricavato sarà devoluto a SCIALUPPA, progetto anti-violenza della Casa delle Donne.

Dal 21 gennaio 2015 al 17 marzo 2017, ogni giorno, una finestra è stata postata su Instagram e Facebook. Tutte le finestre guardano verso l’esterno, tutte cercano la via di uscita. 791 finestre per sperare, sognare, desiderare e andare avanti.

“WindowOver” esprime la speranza di sconfiggere ogni tipo di impedimento, sia fisico che mentale. “Prigionie” dovute a mancanza dei diritti umani, a malattie invalidanti, a società dimenticanti, ma che grazie ad un impegno collettivo potranno essere sconfitte.

La mostra, realizzata dalla fotografa Antonella Di Girolamo, è dedicata al progetto SCIALUPPA. Per la durata della mostra si potrà, con una libera donazione, avere copia autografata e timbrata delle foto in mostra e il ricavato sarà devoluto a  SCIALUPPA: un progetto che vuole contribuire a rompere il muro di silenzio e di solitudine che isola le donne che vivono la condizione di violenza; creare un centro di empowerment per donne vittime di violenza o in difficoltà e per i/le propri/e figli/e; praticare un sistema di welfare “abilitante”; costruire una rete territoriale per integrare servizi e modelli innovativi di policy sociale. S.C.I.A.L.U.P.P.A. è un acronimo (Servizio di Cconsulenza, Informazione e Accoglienza nell’Urgenza Per Progetti di Autodeterminazione), ma è anche un’evocazione: lo strumento agile che può portare fuori dal disagio. E’ realizzato dal Consorzio Casa Internazionale delle Donne (CIdD) in partnership con  Be Free, Il Cortile, Cora Roma onlus.

LA MOSTRA
Location: La Casa Internazionale delle Donne
Palazzo del Buon Pastore Via della Lungara, 19 • 00165 Roma
ingresso libero
Dal 26 maggio al 10 agosto 2017
Inaugurazione: Sabato 27 maggio ore 17:00

—————————-

L’AUTRICE
Antonella Di Girolamo, fotografa e fotogiornalista freelance, si diploma all’Istituto di Stato per la Cinematografia e TV “Roberto Rossellini”. Lavora da oltre 20 anni per l’editoria italiana e straniera. Dopo essersi occupata di reportage, still life, foto concettuali ed elaborazioni digitali, negli ultimi anni si concentra sul fotoracconto e su progetti fotografici a tematiche sociali ed economiche.  Il suo precedente lavoro, “Apparent Million Age” è diventato una mostra itinerante in Italia. Al suo attivo ha diverse mostre, libri e pubblicazioni. Il suo archivio è online openversus.photoshelter.com Da qualche anno si occupa anche di formazione. Vive a Roma.

 

Scrivere a mano nell’era digitale: se ne parla sui giornali (e in un libro in uscita)

Vi anticipiamo che è in cantiere, con SMED Scrivere a mano nell’era digitale, un libro interattivo, per Terre di mezzo Editore. Vi faremo sapere: l’uscita è prevista per l’autunno, ma cominciate a dirlo in giro. Confidiamo possa essere, oltre che una cosa molto bella e godibile in sé, anche uno strumento utile per tante comunità educative, per la scuola, per i bambini e i loro genitori.

Scrive Concita De Gregorio, nella sua rubrica su Repubblica.it:

Scrivere a mano fa bene. Non sono solo opinioni, esistono studi scientifici che certificano come l’abitudine di prendere appunti, di trascrivere con penna su carta i passaggi più importanti di quello che leggiamo o ascoltiamo attivi zone del nostro cervello che la scrittura su tastiera non attiva. Accende la memoria, è un’esperienza del corpo.

Insomma: non è che sia più bello, è semplicemente più utile. E’ anche una questione di tempo: la mano sul foglio rallenta, costringe a trattenere a mente il pensiero fino a che non lo si sia scritto.

L’editoriale prende spunto come sempre da una lettera, che stavolta arriva da Livia Langella, Napoli:

“Insegno inglese in una scuola secondaria in provincia di Napoli, la bella zona Flegrea di Bacoli, da più di trent’anni e conosco bene gli occhi dei ragazzini di prima media che aspettano meraviglie e segreti da te. Ancora mi commuovono. Proprio pochi giorni fa ho letto con loro un articolo del Venerdì di Repubblica sull’importanza della scrittura in corsivo per lo sviluppo delle connessioni cerebrali e l’aumento dei neuroni.

L’associazione Smed (scrittura a mano nell’era digitale) propugna l’importanza del continuare  a mantenere questa abilità manuale, utile a conservare anche la buona abitudine di prendere appunti a mano che stimola la concentrazione e l’attenzione. Le università di Bologna e di Venezia terranno corsi di calligrafia e addirittura Steve Jobs all’università frequentava un corso per la scrittura a mano! In piena rivoluzione digitale non dimentichiamo di tramandare ai nostri ragazzi la bellezza ma anche l’utilità del continuare a fare anche cose con le nostre semplici, nude, sicure mani che chiedono di essere usate in modo creativo e… risparmiano energia!”

Con SMED – Scrivere a mano nell’era digitale, abbiamo vissuto un’esperienza bellissima, in Fiera: la Costituzione scritta a mano, grazie al contributo di alcune personalità come Gherardo Colombo, delle scuole, e dei visitatori che hanno voluto liberamente partecipare.

Vi anticipiamo che è in cantiere, con Monica Dengo di SMED, un libro interattivo, per Terre di mezzo Editore. Vi faremo sapere: l’uscita è prevista per l’autunno, ma cominciate a dirlo in giro. Confidiamo possa essere, oltre che una cosa molto bella  e godibile in sé, anche uno strumento utile per tante comunità educative, per la scuola, per i bambini e i loro genitori.

Foto: Riccardo Giordano

Sfilerà sulla croisette a Cannes, intanto l’Italia le ha consegnato il foglio di via

MILANO – Nei prossimi giorni sfilerà sulla croisette, come protagonista del film “Beauty and the dogs” in selezione ufficiale al Festival di Cannes, nella sezione “Un certain regard”. Mariem Ferjani, attrice nata in Tunisia 28 anni fa, ha studiato alla Scuola civica di cinema del Comune di Milano. Potrebbe essere un motivo di vanto sia per la città che per l’Italia. E invece la Questura le ha dato il foglio di via: dieci giorni di tempo per lasciare l’Italia. Non le ha riconosciuto il diritto a convertire il permesso di soggiorno per motivi di studio in uno per lavoro, perché il diploma della Scuola civica non è equiparato a un diploma di laurea. “Milano è la città in cui ho studiato, in cui voglio vivere e in cui sto anche lavorando come traduttrice, visto che parlo sei lingue”, racconta da Tunisi dove è tornata quando le hanno negato il permesso di soggiorno. Da lì ha chiesto un visto per la Francia. “Ho sempre rispettato le regole -aggiunge-. E ora per una questione burocratica mi viene negato il diritto di vivere dove desidero”.

Mariem ha fatto ricorso al Tar della Lombardia. Secondo i suoi avvocati, Livio Neri e Alberto Guariso, la Questura ha dato un’interpretazione sbagliata dell’articolo 22 del Testo unico sull’immigrazione. Articolo che prevede che il permesso di soggiorno per studio possa essere convertito in uno per lavoro quando si ha conseguito “il dottorato o il master universitario ovvero la laurea triennale o la laurea specialistica”. “Tale norma non può essere interpretata in senso così restrittivo -scrivono gli avvocati nel ricorso- da escludere dalla sua applicazione gli studenti stranieri che abbiano frequentato i corsi per i quali erano stati autorizzati ad entrare sul territorio nazionale e a soggiornarvi e, al termine degli stessi, abbiano ottenuto in Italia diplomi e attestazioni che, seppur non formalmente equiparati ad una laurea triennale, ad essi siano equiparabili”. Non solo. In realtà, il Ministero dell’Istruzione e quello dei Beni culturali hanno di recente firmato un decreto in cui dispongono l’avvio delle procedure burocratiche per arrivare ad equiparare i diplomi delle scuole civiche ai diplomi di laurea triennale. “È questo che mi fa più rabbia -sottolinea Mariem-. Le leggi devono essere per gli esseri umani e non viceversa. L’immigrazione non è una questione burocratica. È una questione di vita per migliaia di persone. Mi sono stati dati dieci giorni di tempo per andarmene dall’Italia, quando per disdire un contratto di affitto devi dare preavvisi di mesi. Mi pare un’assurdità, sproporzionato. Che cosa ho fatto di male?”.

Mariem ha conosciuto Milano quando veniva a trovare il padre diplomatico impiegato al consolato tunisino. “Mi è subito piaciuta e quando mio padre è tornato in Tunisia ho deciso di rimanere e studiare cinema -aggiunge-. Ho scelto di dedicarmi a quello che amo di più. Se avessi studiato agraria o medicina non avrei ora tutti questi problemi. Non ho mai fatto nulla di male. Di fatto vengo punita solo per la mia scelta di studi. Spero tanto che alla fine vinca il buon senso”.

Nei prossimi giorni sfilerà sulla croisette, come protagonista del film “Beauty and the dogs” in selezione ufficiale al Festival di Cannes, nella sezione “Un certain regard”. Mariem Ferjani, attrice nata in Tunisia 28 anni fa, ha studiato alla Scuola civica di cinema del Comune di Milano. Potrebbe essere un motivo di vanto sia per la città che per l’Italia. E invece la Questura le ha dato il foglio di via: dieci giorni di tempo per lasciare l’Italia. Non le ha riconosciuto il diritto a convertire il permesso di soggiorno per motivi di studio in uno per lavoro, perché il diploma della Scuola civica non è equiparato a un diploma di laurea. “Milano è la città in cui ho studiato, in cui voglio vivere e in cui sto anche lavorando come traduttrice, visto che parlo sei lingue”, racconta da Tunisi dove è tornata quando le hanno negato il permesso di soggiorno. Da lì ha chiesto un visto per la Francia. “Ho sempre rispettato le regole -aggiunge-. E ora per una questione burocratica mi viene negato il diritto di vivere dove desidero”.

Mariem ha fatto ricorso al Tar della Lombardia. Secondo i suoi avvocati, Livio Neri e Alberto Guariso, la Questura ha dato un’interpretazione sbagliata dell’articolo 22 del Testo unico sull’immigrazione. Articolo che prevede che il permesso di soggiorno per studio possa essere convertito in uno per lavoro quando si ha conseguito “il dottorato o il master universitario ovvero la laurea triennale o la laurea specialistica”. “Tale norma non può essere interpretata in senso così restrittivo -scrivono gli avvocati nel ricorso- da escludere dalla sua applicazione gli studenti stranieri che abbiano frequentato i corsi per i quali erano stati autorizzati ad entrare sul territorio nazionale e a soggiornarvi e, al termine degli stessi, abbiano ottenuto in Italia diplomi e attestazioni che, seppur non formalmente equiparati ad una laurea triennale, ad essi siano equiparabili”. Non solo. In realtà, il Ministero dell’Istruzione e quello dei Beni culturali hanno di recente firmato un decreto in cui dispongono l’avvio delle procedure burocratiche per arrivare ad equiparare i diplomi delle scuole civiche ai diplomi di laurea triennale. “È questo che mi fa più rabbia -sottolinea Mariem-. Le leggi devono essere per gli esseri umani e non viceversa. L’immigrazione non è una questione burocratica. È una questione di vita per migliaia di persone. Mi sono stati dati dieci giorni di tempo per andarmene dall’Italia, quando per disdire un contratto di affitto devi dare preavvisi di mesi. Mi pare un’assurdità, sproporzionato. Che cosa ho fatto di male?”.

Mariem ha conosciuto Milano quando veniva a trovare il padre diplomatico impiegato al consolato tunisino. “Mi è subito piaciuta e quando mio padre è tornato in Tunisia ho deciso di rimanere e studiare cinema -aggiunge-. Ho scelto di dedicarmi a quello che amo di più. Se avessi studiato agraria o medicina non avrei ora tutti questi problemi. Non ho mai fatto nulla di male. Di fatto vengo punita solo per la mia scelta di studi. Spero tanto che alla fine vinca il buon senso”.

Redazione: Dario Paladini 17.05.017

Milano, l’invasione delle biciclette! Torna il Cyclopride, 13-14 maggio

Partecipiamo tutti, alla quinta edizione del Cyclopride, la grande kermesse che celebra la più importante invenzione dopo la ruota: le due ruote. Appuntamento il 13 e 14 maggio a Milano, in Piazza del Cannone. Noi ci saremo, con l’Apelibreria di Terre di mezzo Editore e le guide della collana Percorsi a piedi e in bicicletta; inoltre, per i bambini, le letture animate e i laboratori dell’Oasi del piccolo lettore.

Partecipiamo tutti, alla quinta edizione del Cyclopride, la grande kermesse che celebra la più importante invenzione dopo la ruota: le due ruote. Appuntamento il 13 e 14 maggio a Milano, in Piazza del Cannone.

Noi ci saremo, con l’Apelibreria di Terre di mezzo Editore e le guide della collana Percorsi a piedi e in bicicletta; inoltre, per i bambini, le letture animate e i laboratori dell’Oasi del piccolo lettore, ispirati agli ultimi albi illustrati di Terre di mezzo Editore. L’appuntamento è per sabato 13 maggio tra le 11 e le 16 e domenica 14 tra le 9 e le 13.

A Cyclopride saranno due giorni di festa per celebrare un mezzo tanto semplice quanto rivoluzionario, anche da un punto di vista economico: un recente studio della Lund University di Copenaghen ha calcolato i costi sociali connessi all’uso
della bicicletta. Ogni km percorso in auto costa alla collettività 0,15 euro, mentre ogni chilometro percorso in bici fa risparmiare 0,16 euro (per minore usura delle strade, per costi risparmiati sulla salute pubblica, per la minore congestione delle strade, per il minore inquinamento dell’aria e acustico…).

Ogni automobilista della provincia di Milano, percorre mediamente 11.360 km/anno (fonte: Unipolsai). In Olanda il Governo ha calcolato che i benefici complessivi connessi all’uso della bici valgono 31 miliardi di euro all’anno, a fronte di una spesa per le infrastrutture ciclistiche di 500 milioni di euro/anno. A New York i negozi che si affacciano su arterie ciclabili riportano un aumento delle vendite al dettaglio del 49%. (Fonte: Measuring Streets, NYC).

Anche quest’anno, il Cyclopride Day proporrà un ricco palinsesto di appuntamenti che culminerà nella consueta pedalata collettiva di domenica mattina. La partecipazione alla pedalata collettiva è gratuita. Iscrizioni e ritiro dei frontalini per le bici sabato tutto il giorno e domenica mattina dalle 8.00 alle 9.30 presso lo stand Cyclopride del Village allestito in Piazza del Cannone.

Sabato 13 maggio
ore 11: apertura del Cyclopride Village, con possibilità di iscriversi alla pedalata (l’iscrizione è gratuita) dalle ore 11 alle ore 18, la grande festa della bicicletta:
Cyclomarket: il meglio della bici sulla piazza di Milano.
Cyclo Street food in Ape o in Cargo Bike.
Pieghiamo la bicicletta: prova gratuita di folding bikes, a cura di Ciclosfuso e Stazione delle Biciclette.
Ciclofficina per messa a punto (gratuita) della bicicletta, a cura di Decathlon.
Il futuro della bici, l’e-bike: descrizione e prova gratuita di bici elettriche a cura di RMS, con le sue ebikes.
Ore 11.30: Caccia al tesoro a pedali: un percorso educativo per conoscere le specie botaniche di parco Sempione, a cura di Bici & Radici.
Ore 15.30: Esplorazione in bici di Parco Sempione & Dintorni a cura di Wonder Way: per prenotare la gita (gratuita) scrivere a mi.wonderway@gmail.com Partenza davanti allo stand di Cyclopride. La gita dura un’ora e mezza.

Domenica 14 maggio
ore 9: apertura del Cyclopride Village (per le ultime iscrizioni alla pedalata).
ore 10.00: partenza da Piazza del Cannone del corteo di bici del Cyclopride Day.
dalle 12: arrivo del corteo in Piazza del Cannone, dove è prevista una giornata di festa con la musica di RDS, giochi e laboratori per i bimbi, street food,
dalle 10.30: i laboratori gratuiti per grandi e piccini a cura di CBM Italia Onlus (per info sui laboratori scrivi a valentina.simioli@cbmitalia.org o chiama allo 02.72.09.36.70)
dalle ore 13.00 alle 17.00: “Cargo bike camp second edition”: sfilata delle cargo Bike organizzato da
Ciclosfuso, Fridabike e La Stazione delle Biciclette.
Ore 13.00: Cargo Bike raduno e picnic.
ore 14.00: sfilata delle cargo Bike. Sarà premiata la cargo più bella, la cargo più “capace”, la cargo più originale.
ore 15.00: partenza della seconda edizione della Cargo Bike Race “La Cargona 2017”.
ore 16.30: premiazioni.
E poi la festa continua fino alle 17.30, con la grande musica di RDS 100% Grandi Successi e mille altre
attrazioni.

Per info: www.cyclopride.it Ercole Giammarco: 3408843478. Presidenza@cyclopride.it