Disabilità, la magia del Coro Manos Blancas di Milano

È formato da bambini e ragazzi con gravi disabilità, affiancati da coetanei che li aiutano a cantare con le mani indossando guanti bianchi. “Non sarebbero in grado di cantare con la voce, ma possono farlo con il corpo”. È nato grazie all’intuizione di due musicisti venezuelani: “La musica è espressione dell’anima… e l’anima non conosce disabilità”

Con i loro guanti bianchi cantano “La vita è bella” oppure “Nel blu dipinto di blu”: sono i bambini e i ragazzi del Coro Manos Blancas di Milano, nato all’interno della scuola speciale dell’Istituto comprensivo Paolo e Larissa Pini (zona Gorla), l’unica del capoluogo lombardo rivolta a giovani con gravi e plurime disabilità. Ogni corista è affiancato da un coetaneo della scuola media vicina, un “compagno di viaggio” che lo aiuta a cantare con le mani. Il coro poi è completato da un gruppo di ragazzi di altre scuole che intonano con la voce i canti. “In questo modo anche ragazzini disabili, che non sono in grado di cantare con la voce, possono farlo con il loro corpo. Sono inseriti in un contesto di musica e con le mani possono seguirla e viverla”, spiegano gli operatori. Martedì 15 maggio ci sarà il saggio di fine anno. “Il nostro obiettivo è l’integrazione -aggiungono-. Perché ne traggono beneficio non solo gli alunni con disabilità, ma anche gli altri compagni che imparano a vivere a fianco della diversità”. Il coro è diretto da Sonia Spirito, Chiara Lucchini e Pilar Bravo, insegnanti specializzati.
Il progetto del Coro Manos Blancas di Milano è promosso da Song onlus ed uno dei cori nati nel mondo grazie all’intuizione di Naybeth Garcia e Johnny Gomez, docenti e assistenti nella scuola di musica venezuelana del Maestro Josè Antonio Abreu: “La musica è espressione dell’anima… e l’anima non conosce disabilità”. Hanno così ideato un metodo di fare musica insieme che riesce a coinvolgere ogni ragazzo. Anche quelli con abilità speciali: indossati guanti bianchi, guidati da maestri che ricevono una specifica formazione, hanno la possibilità di vivere con il loro corpo la musica. Insieme ad altri coetanei.
Per sostenere il Coro Manos Blancas di Milano è stata lanciata la campagna di crowdfunding “Song senza barriere”, sulla piattaforma di Produzioni dal basso. Il progetto è tra i cinque selezionati da Bper Banca, su oltre 150 presentati a livello nazionale, nell’ambito del concorso “Teen! Il futuro a portata di mano”. Le donazioni raccolte saranno raddoppiate da Bper Banca. C’è tempo fino al 30 giugno per donare. I fondi raccolti serviranno per garantire il proseguimento delle attività in modo gratuito per le famiglie, per estendere l’area corale arrivando a coinvolgere fino a 100 ragazzi e per portare l’esperienza delle “Manos Blancas” fuori dalla Scuola.

Redazione: Dario Paladini, Redattore Sociale

 

“Sfebbramamma”, volontari in aiuto dei genitori

L’iniziativa, nel quartiere Corvetto di Milano, è dell’associazione “One x all”. I volontari rispondono al telefono dalle 5.30 del mattino e i bambini vengono accolti dalle 6.30. A prezzi popolari: 10 euro per mezza giornata. “I genitori single sono sempre di più e servizi come questi sono molto utili per risolvere situazioni di emergenza”

“Ho cresciuto da sola due figlie e ricordo bene il panico del mattino quando scopri che il figlio piccolo ha la febbre. Ti chiedi subito: e ora a chi lo lascio?”. Carmen Lorenzo è la presidente dell’associazione “One x all” e da pochi mesi ha avviato un servizio particolare, lo “sfebbramamma”: i genitori presi dal panico possono chiamare l’associazione e portare lì il pargolo con la febbre. “Rispondiamo al telefono a partire dalle 5.30 del mattino e accogliamo i bambini dalle 6.30”, spiega. Ovviamente l’iniziativa ha riscosso subito successo.

“Ogni giorno ci arrivano dagli otto ai 20 bambini”. La sede di “One x all” è in via Bessarione 19, al quartiere Corvetto, ma i bimbi arrivano un po’ da tutta Milano. “Ce li portano anche medici o infermieri che non possono cambiare il turno all’ultimo momento o alcuni avvocati -sottolinea-. Il bisogno di trovare con urgenza qualcuno che badi al bambino è trasversale”. I prezzi sono comunque popolari: 10 euro per mezza giornata e 20 per la giornata intera. “Ciò è possibile grazie ai nostri volontari che si danno il turno -aggiunge-. È anche chiaro che non accettiamo bambini con malattie infettive. Il nostro servizio è per quei casi in cui il bambino ha qualche linea di febbre perché ha il raffreddore o ha preso freddo o ha qualche mal di pancia passeggero”.

“One x all” offre anche altri servizi per i genitori. Come il cinema del venerdì sera. “Possono lasciarci qui i loro figli -racconta-. Abbiamo creato una stanza per il cinema con delle sedie che sembrano delle macchinine. Pop corn e succo di frutta sono garantiti. Tutto nasce dalla consapevolezza che sono sempre di più le mamme o i papà single, magari senza nonni o zii vicini. E due servizi come questi diventano molto utili, sia per risolvere situazioni di emergenza sia per riuscire magari a ritagliarsi una serata libera, a prezzi modici”.

Redazione: Dario Paladini 23.04.018
Foto: Ansa

La Fiera family friendly

Falegnameria, trottole, circo, orto, letture animate…. Tanti laboratori e attività gratuite e servizi dedicati. Perché l’esperienza in Fiera sia un momento piacevole e un’occasione formativa per tutta la famiglia.

Anche quest’anno Fa’ la cosa giusta! dedica un’attenzione speciale ai bambini. A seconda della fascia d’età, attività e servizi dedicati, per fare dell’esperienza in Fiera un momento piacevole e un’occasione formativa.

La nursery (pad. 3) sarà uno spazio non solo per allattare, gattonare o cambiare i bebè, ma anche per vivere una “sosta emozionante” grazie a Coop. Koiné: approfondendo così quello che sperimenta ogni giorno il bimbo e facendo crescere la complicità. Senza dimenticare l’importanza che ha il contatto del corpo: per questo la Scuola del portare, con le sue fasce, mostra come accogliere i piccoli a sé offrendo il suo servizio all’ingresso e nella nursery al pad. 4.

Con Trillino Selvaggio, poi, ci sono attività e proposte educative per tutti. Ecco il “Giardino di città” dove i giovani “contadini” dai 3 ai 6 anni potranno inseguire profumi, tracce e storie, piantare semi, mettere le mani nella terra e portarsi a casa il loro piccolo orticello in un mondo di piante officinali. E per chi va già alle elementari? Ecco “La strada” con la sua invasione colorata dove trasformarsi di volta in volta in acrobati, percussionisti, giocolieri, artigiani, pittori… Prima di ripartire è d’obbligo dare il proprio contributo a naturART: un’esperienza di street art per contribuire con mamma e papà a creare un grande giardino verticale.

E non è finita qui. Cos’altro? Scoprite nel programma culturale la stampa a caratteri mobili con AbiCiDì e i laboratori di manualità creativa con Bia nello Spazio Novamont, le trottole dell’associazione Il Tarlo, gli appuntamenti de L’acchiappastorie a cura di Città Incantata, le attività della Grande Fabbrica delle Parole, la Falegnameria di Gino Chabod, Officina Balena che ci insegnerà mille modi per riutilizzare la carta, la Bottega di Mattia e il suo percorso nel bosco, Survival International per mettersi nei panni (e nei volti!) dei popoli indigeni, il cinema di animazione di Animàni (mai pensato di usare i post-it per creare un film?), gli scacchi di Giocando con i re e il campo sportivo del CSI dove sperimentare sport accessibili e per tutti!

Vieni… e non lasciare i bimbi a casa!
23-15 marzo, Fa’ la cosa giusta! 2018, Fieramilanocity

 

 

La Costituzione compie 70 anni: scriviamola a mano per farla nostra

La nostra Costituzione compie 70 anni (è entrata in vigore il Primo gennaio 1948). Nell’edizione 2017 della nostra Fiera avevamo ospitato una iniziativa di cui tantissimi visitatori hanno fatto esperienza: la riscrittura a mano degli articoli salienti della nostra Carta costituzionale, un’opera collettiva, ideata e curata dalla calligrafa e artista Monica Dengo. Monica aveva preparato, per l’occasione, 12 poster, con relativi Articoli della Costituzione. Oggi ve ne facciamo dono in…

La nostra Costituzione compie 70 anni (è entrata in vigore il Primo gennaio 1948).

Nell’edizione 2017 della nostra Fiera avevamo ospitato una iniziativa di cui tantissimi visitatori hanno fatto esperienza: la riscrittura a mano degli articoli salienti della nostra Carta costituzionale, un’opera collettiva, ideata e curata dalla calligrafa e artista Monica Dengo.

Monica aveva preparato, per l’occasione, 12 poster, con relativi Articoli della Costituzione. Oggi ve ne facciamo dono in una duplice versione, quella originale e quella con i caratteri in trasparenza, da ricalcare a vostro gusto e con la vostra mano: scarica e stampa il documento. Un’attività alla portata di grandi e bambini, che si fa memoria e cittadinanza attiva.

Buona Costituzione, dunque! E se vi va di mostrarci le vostre tavole, condividetele taggandoci sui social e usando l’hashtag #lasciailsegno.


E, per chi ci prende gusto… c’è il manuale (della stessa autrice) “Lascia il segno”

Lascia il segno

“Cellulare sì, cellulare no” in classe, il decalogo MIUR sulla scuola digitale scatena il dibattito

La discussione si è accesa a partire dalla pubblicazione del Decalogo, voluto dalla Ministra Fedeli e realizzato dal gruppo di esperti del Ministero Istruzione: “Dieci punti per l’uso dei dispositivi mobili a scuola BYOD – Bring your own device”. Qui raccogliamo i contributi che ci sembrano più significativi.

La discussione si è accesa a partire dalla pubblicazione del Decalogo, voluto dalla Ministra Fedeli e realizzato dal gruppo di esperti del Ministero Istruzione: “Dieci punti per l’uso dei dispositivi mobili a scuola BYOD – Bring your own device”.

Tra le voci “critiche” rispetto all’approccio MIUR c’è quella dello psicoterapeuta Alberto Pellai, che si è rivolto alla Ministra pubblicamente attraverso più lettere aperte, pubblicate in questi giorni; qui l’ultima:

Alberto Contri, docente di Comunicazione Sociale all’Università Iulm, uno dei primi a sperimentare a fine anni Ottanta la realtà virtuale per usi didattici, dichiara, sulla questione del cellulare:

 Non sono d’accordo, e per molte ragioni. Mi pare ovvio che le scuole debbano disporre di un adeguato collegamento Wi-FI come supporto alla didattica. Ma questo vale per i docenti: non si capisce proprio che uso ne possano fare gli studenti se non per distrarsi ulteriormente […] Nel documento del MIUR ho trovato affermazioni generiche, intrise di una retorica modernista priva di reali significati, che oltretutto rimanda ogni responsabilità alle singole scuole e ai singoli insegnanti (e meno male). Inoltre non vi trovo nemmeno una minima eco del crescente numero di ricerche realizzate in tutto il mondo, che dimostrano come gli effetti collaterali dell’uso del cellulare in classe ne superano di gran lunga i benefici. Sembra che gli estensori non siamo mai entrati in una classe in cui i ragazzi hanno i cellulari a disposizione. Come mai in Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti e molti altri Paesi si è giunti a vietarne l’uso? Semplicemente perché l’attenzione, storicamente già così difficile da ottenere, si perde del tutto nell’uso che gli studenti ne fanno (è dimostrato) per fare tutt’altro.[…] Altro conto è dedicare lezioni precise allo studio del coding, dell’informatica, delle ricerche per imparare ad orientarsi nel mare magnum del web: ma questa è un’altra faccenda, ed è ovvio che in questi casi è fondamentale poter disporre di un’aula attrezzata con un computer per ogni studente. Ove non ci fosse, può andar bene anche il cellulare, ma solo in questi precisi casi. Per il resto, gli insegnanti e i docenti più avveduti sono del tutto contrari. Il prof Autore, un luminare della cardiologia internazionale che insegna alla Sapienza di Roma, avverte gli studenti all’inizio delle sue lezioni che non renderà disponibili le sue diapositive, per obbligarli a prendere appunti e a non distrarsi… (LEGGI TUTTO)

Aggiunge il prof Contri:

Figuriamoci che il CEO della VirginRichard Branson, ha addirittura introdotto nel suo Gruppo l’uso del Digital Detox, almeno un giorno alla settimana in cui nessuno può usare un device elettronico. Mentre il capo di un grande Gruppo Internazionale (e non solo, perché il Digital Detox sta prendendo sempre più piede ovunque) cerca di acchiappare i buoi usciti dalle stalle, qui sembra si cerchi di farli scappare il prima possibile.

Sulla “disintossicazione digitale” segnaliamo questa esperienza, specificamente dedicata alle famiglie: Detox Digitale, un programma di un mese per imparare a vivere meglio senza lo schermo (o quasi). Ci ha pensato una radio francese per bambini, Bloom (disponibile su Google Play, Apple Store, sul sito e sui social) nata dall’idea di due amiche, mamme, professioniste del settore audiovisivo. Convinte di non voler crescere i propri figli alla mercè di uno schermo televisivo, si sono sentite rapidamente frustrate dalla mancanza di varietà nell’offerta a disposizione su altri versanti esperienziali, tipo quello dell’ascolto senza immagini. Durante il mese di febbraio 2018, registrandosi all’iniziativa, sarà possibile ricevere ogni giorno materiali “alternativi” ai video per un intrattenimento diverso nel tempo libero con i propri figli.

Segnaliamo infine, dalla nostra “sitografia” di riferimento, per approfondimenti:
Bimbì.itblog di Giampiero Remondini
Meta Mini Maxi Maxi, blog di Spaziopensiero onlus

Sei interessato ai temi dell’educazione? Hai a cuore il mondo della scuola, da alunno, genitore, insegnante, operatore, semplice cittadino? Quest’anno a Fa’ la cosa giusta! c’è il progetto speciale SFIDE. La scuola di tutti. Scopri cos’è e partecipa sin d’ora.

Fa’ la cosa giusta! 2018, parte il Progetto Scuole

Quest’anno la referente del Progetto Scuole è Giulia Grottola, che con il suo fido zaino è pronta a raggiungervi in classe e vi accoglierà poi in Fiera, dal 23 al 25 marzo.

Giulia Grottola, referente per il Progetto Scuole 2018, si presenta:
Anch’io, 23enne neolaureata, porto con me ogni mattina uno zaino non più pieno di testi scolastici, ma con un computer, un’agenda su cui segnare gli appuntamenti e gli indirizzi dei tanti istituti scolastici che dovrò raggiungere. Saranno dei brevi ma interessanti e inaspettati viaggi (a piedi, in metropolitana, in treno) che dovrò intraprendere per incontrarvi e farvi conoscere Fa’ la cosa giusta!.
Un vecchio proverbio cinese dice “chi torna da un viaggio, non è mai la stessa persona che è partita”. Secondo la mia iniziale esperienza di viaggiatrice, non posso che esserne d’accordo. Un viaggio ti cambia sotto tanti aspetti: può cambiare il tuo carattere, il tuo atteggiamento verso gli altri, il tuo modo di affrontare e risolvere i problemi, allargare i tuoi punti di vista, arricchire il tuo sapere. Insomma viaggiare ti cambia la vita!
Perché parlo di viaggi? Perché Fa’ la cosa giusta! dà proprio l’idea di intraprendere un viaggio, percorsi nuovi pieni di idee, stimoli, curiosità, creatività, confronto, dialogo, ascolto. Un viaggio che porta i visitatori, dai più piccoli ai più grandi, alla scoperta di persone, prodotti, aziende, associazioni che hanno deciso di prendere in mano il proprio futuro, cercare di renderlo migliore e più giusto per tutti, indistintamente.
Grazie al Progetto Scuole gli insegnanti con i loro alunni hanno l’opportunità di far viaggiare la fantasia tra laboratori di argilla e falegnameria, di mettere le mani in pasta nei laboratori di cucina, di giocare e mettersi in gioco, di guardare con occhi attenti e curiosi piccole realtà responsabili e di lasciarsi coinvolgere dall’entusiasmo degli espositori e dai loro racconti.
Chi è pronto a viaggiare con noi?
Vi aspettiamo!  Giulia Grottola, referente del Progetto Scuole di Fa’ la cosa giusta! 2018.

Calendario degli incontri nelle scuole (contattaci, se pensi sia di interesse anche per la tua classe!)
20 dicembre 2017 – Liceo scientifico Luigi Cremona, Milano
21 dicembre 2017 – IIS G.Torno indirizzo Scienze Umane, Castano Primo
11 gennaio 2018 – IIS Galilei – Luxemburg indirizzo Servizi Socio-Sanitari, Milano – Classe III A
15 gennaio  – IIS Carlo Cattaneo indirizzo Relazioni Internazionali per il Marketing, Milano – Classe V
17 gennaio – Istituto comprensivo A.Gramsci, Mulazzano Lodi
18 gennaio IIS Claudio Varalli, Milano
24 gennaio – ICS Via Pareto, Milano
25 gennaio – Scuola Primaria C.Perone, Milano
30 gennaio – ISIS Valceresio Bisuschio, Varese
31 gennaio – ITS “Pier Paolo Pasolini” indirizzo linguistico e turistico, Milano
14 febbraio – Istituto comprensivo Sorelle Agazzi, Milano

Segui le missioni di Giulia a scuola, anche su Facebook!

Da sempre, Fa’ la cosa giusta! rappresenta un’occasione di partecipazione imperdibile per il mondo della scuola, con un’offerta formativa dedicata agli alunni e studenti dalla scuola materna alle superiori.

I laboratori per l’edizione 2018 sono SOLD OUT!! Ma restano sempre prenotabili le visite libere in Fiera, per le classi dalla materna alle superiori, per tutta la giornata di venerdì 23 marzo 2018 e di sabato 24 marzo. Iscrivi le tue classi attraverso il form di contatto, qui.

Via gli smartphone, spazio all’ascolto: una radio per bambini propone il Detox Digitale

Detox Digitale – Disintossicazione digitale: un programma di un mese per imparare a vivere meglio senza lo schermo (o quasi). Ci ha pensato una radio francese per bambini; qui vi raccontiamo chi sono le autrici e il perché di questa iniziativa.

Detox Digitale – Disintossicazione digitale: un programma di un mese per imparare a vivere meglio senza lo schermo (o quasi). Ci ha pensato una radio francese per bambini; qui vi raccontiamo chi sono le autrici e il perché di questa iniziativa.

Bloom è una applicazione audio (disponibile su Google Play, Apple Store, sul sito e sui social) nata dall’idea di due amiche, mamme, professioniste del settore audiovisivo. Convinte di non voler crescere i propri figli alla mercè di uno schermo televisivo, si sono sentite rapidamente frustrate dalla mancanza di varietà nell’offerta a disposizione su altri versanti esperienziali, tipo quello dell’ascolto senza immagini:

Ai nostri figli piace ascoltare mentre suonano, disegnano, lasciarsi trasportare dalle parole e dalla musica. Non trovando risorse soddisfacenti in tal senso, a partire dalle nostre competenze, abbiamo iniziato a crearli noi: podcast per bambini, che piacciono anche a noi grandi. Niente sciocchezze, nessun rumore esasperante, nessun ritornello a loop. I nostri programmi cercheranno di incoraggiarli a muoversi, a scoprire, ad aprirsi al mondo, a partire dall’esperienza dell’ascolto.

Per il mese di febbraio, la programmazione audio di Bloom sarà orientata al “Digital detox”:

Eliminiamo gli schermi delle vite dei nostri figli! Uno svezzamento graduale e divertente affinché i nostri bambini trovino il piacere di giocare, divertirsi o annoiarsi.

La programmazione del Digital Detox inizia il 1 febbraio. Una notizia al giorno: giochi, balli, cucina e molti altri suggerimenti e informazioni.. Registrati per seguire e scaricare i materiali

Se ti interessano questi temi, vieni a Fa’ la cosa giusta! 2018:
nell’ambito del progetto speciale SFIDE – La scuola di tutti:
domenica 25 marzo ore 12 “Crescere con arte”, incontro per gli insegnanti (iscriviti, qui)

Solidarietà invece dei doni aziendali, la scelta di un’azienda bio trentina

Scrive Biosudtirol nella sua newsletter di auguri natalizi: “Abbiamo deciso anni fa di supportare un’associazione di beneficenza e di condividere questa esperienza al posto di regali con i nostri partner. In particolare siamo padrini della scuola “KM42”, nella vicinanza di Mae Sot, nell’area al confine tra Myanmar e Thailandia.

Abbiamo deciso di condividere la newsletter di auguri natalizi ricevuta da BioSüdtirol, storico partner della nostra Fiera: ci sembra una cosa bellissima e da cui prendere ispirazione, e il progetto è da conoscere. Buon Natale (solidale) a tutti.

“Prendersi tempo per i propri cari e fare del bene”. Seguiamo questo motto, specialmente in questi giorni. Per questo abbiamo deciso anni fa di supportare un’associazione di beneficenza e di condividere questa esperienza al posto di regali con i nostri partner. In particolare siamo padrini della scuola “KM42”, nella vicinanza di Mae Sot, nell’area al confine tra Myanmar e Thailandia.

In questa zona un conflitto ha cambiato la vita di tante persone. Sono diventati apolidi senza diritti. L’agricoltura è la prima fonte di sostentamento, più preciso la raccolta di diversi prodotti agricolo come mais, fagioli, zucchero e fiori di rose. I bambini spesso devono contribuire al sostentamento della famiglia, aiutando i genitori, che lavorano per i proprietari di terreno, nella fase del raccolto.

L’organizzazione aiutare senza confini combatte la povertà, la discriminazione e la violenza promuovendo l’educazione. Tra l’altro gestisce la scuola KM 42, dove 14 insegnati si prendono cura di 315 studenti. Questo progetto ci ha colpito specialmente, perché è un segno di speranza e di un futuro migliore per bambini di agricoltori. Più informazioni sul progetto, qui.

Veleno. Il paese dei bambini perduti, di Pablo Trincia

“Se Veleno vi è piaciuto, regalateci 5 minuti del vostro tempo. Condivideteci, scrivete una recensione sui vostri social, parlatene a parenti e amici. Ci darete una base su cui costruire il futuro dei podcast seriali in Italia.” VELENO, di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli, è una serie da ascoltare. Nel corso di 7 puntate, un’unica storia di cronaca realmente accaduta vent’anni fa. Vent’anni fa, in provincia di Modena, sedici bambini tra i comuni…

“Se Veleno vi è piaciuto, regalateci 5 minuti del vostro tempo. Condivideteci, scrivete una recensione sui vostri social, parlatene a parenti e amici. Ci darete una base su cui costruire il futuro dei podcast seriali in Italia.”

VELENO, di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli, è una serie da ascoltare.
Nel corso di 7 puntate, un’unica storia di cronaca realmente accaduta vent’anni fa. Vent’anni fa, in provincia di Modena, sedici bambini tra i comuni di Massa Finalese e Mirandola furono allontanati per sempre dalle loro famiglie, accusate di far parte di una setta di satanisti pedofili. Ma questa storia, proprio come le vecchie audiocassette, ha due lati. In quale dei due si nasconde la verità?  Non ci sono attori, non c’è una sceneggiatura. Tutte le registrazioni audio del passato, i verbali e gli atti sono originali. Tutte le voci che raccontano la storia oggi sono quelle vere dei suoi protagonisti. Ogni puntata aggiunge un nuovo capitolo, quindi è importante ascoltarle in ordine, a partire dalla prima. VAI SU REPUBBLICA.IT

Condividiamo qui di seguito il post pubblicato su Facebook oggi (12 dicembre) da Pablo Trincia, l’autore, perché crediamo davvero che progetti come questo vadano conosciuti e sostenuti; e vorremmo davvero poter dare una mano a realizzare un sogno, che facciamo nostro:

Cari amici ascoltatori di #Veleno
Siete stati fantastici. Grazie a tutti voi!

Ora, ho un ultimo favore da chiedervi. Il nostro sogno è quello di realizzare altre inchieste audio come questa.

Per farlo in futuro dovremo trovare degli sponsor o pensare a un crowdfunding. Ce ne occuperemo.

Nel frattempo però abbiamo bisogno che questo prodotto diventi “mainstream” e non solo un genere di nicchia.

Perciò, se Veleno vi è piaciuto, regalateci 5 minuti del vostro tempo e aiutateci a diffonderlo più che potete, a partire da questo link. Condivideteci, scrivete una recensione sui vostri social, parlatene a parenti e amici. Ci darete una base su cui costruire il futuro dei podcast seriali in Italia.

Noi crediamo sia possibile da quando ci siamo resi conto – come credo molti di voi – quanto sia bello ascoltare e accendere l’immaginazione.

Il racconto orale è antichissimo.
È nato quando è nata la parola.
È la prima vera forma di racconto con cui veniamo in contatto quando nasciamo e ascoltiamo incantati le favoline che escono dalle bocche dei nostri nonni e dei nostri genitori.

Vogliamo portare avanti questa tradizione.

E speriamo che altri dopo di noi ci aiutino ad allargare il piccolo sentiero che con Veleno abbiamo aperto nella foresta, trasformandolo in una strada sempre più grande, dove giovani giornalisti, autori, musicisti, sound designer e creativi di ogni provenienza possano trovare un modo nuovo di esprimersi, raccontare e creare magia.

 

Nasce la prima collana di libri realizzati dai ragazzi autistici

Il primo volume è già in libreria con Il Papero editore. Scritto, illustrato e tradotto con i simboli della Comunicazione aumentativa alternativa, da quattro giovani dell’associazione “La matita parlante” di Piacenza. Lanciata la campagna di crowdfunding per la pubblicazione di altre quattro libri

Michele, Luca, Alessandro e Stefano leggono molto e sanno inventare storie fantastiche, che scrivono e illustrano con grande maestria. Il loro primo libro, “La scimmia abbracciona”, è già nelle librerie con il Papero Editore. Racconta la storia di una scimmia molto affettuosa che ha il vizio di abbracciare tutti. Il problema è che non a tutti gli animali della foresta piace essere abbracciati, anche perché a volte la scimmia manifesta tutto il suo affetto in momenti poco opportuni, come quando stringe a sé il leone proprio mentre sta per cacciare l’antilope. Non sveliamo il finale della storia, che riserva molte sorprese. Certo è che i quattro ragazzi hanno in mente molte altre storie e in programma di realizzare altri quattro libri. Ogni mattina lavorano per quattro ore nella redazione de Il Papero. “Si tratta di storie che partono dal loro vissuto – spiega Gabriele Dadati, fondatore de Il Papero editore -. Il primo libro prende spunto dalla storia personale di Michele, che ama abbracciare tutti, anche se pian piano ha capito che ci sono persone che non vogliono essere abbracciate”. Michele, Luca, Alessandro e Stefano sono ragazzi autistici e fanno parte dell’associazione “La Matita Parlante”, nata per volontà di alcuni insegnanti ed educatori del dipartimento di Salute mentale dell’Azienda Usl di Piacenza. L’obiettivo è quello di favorire la partecipazione sociale di ragazzi con disabilità, in particolare con disturbo dello spettro autistico, sia per la promozione sia per la fruizione della cultura. “La scimmia abbracciona” è il primo libro di una collana ideata, scritta e disegnata da ragazzi autistici.

Ma non è tutto. Sia “La scimmia abbracciona” sia gli altri quattro libri in cantiere sono In-Book, ossia libri illustrati, con il testo completamente tradotto in simboli, elementi fondamentali della Comunicazione aumentativa alternativa (Caa). Il sistema facilita la comprensione dei testi ai bambini con disturbi della comunicazione. Anche la “traduzione” dei testi con i simboli è stata curata dai quattro giovani autori. Per riuscire a coprire i costi della pubblicazione dei prossimi quattro libri, La Matita parlante e Papero editore hanno lanciato una campagna di crowdfunding, sulla piattaforma produzionidalbasso.com: obiettivo 5 mila euro che serviranno a coprire i costi vivi della loro realizzazione. La Matita parlante ha anche una pagina su Facebook, con tutte le informazioni sulla campagna.

Redazione: Dario Paladini, 21.11.017