La Costituzione compie 70 anni: scriviamola a mano per farla nostra

La nostra Costituzione compie 70 anni (è entrata in vigore il Primo gennaio 1948). Nell’edizione 2017 della nostra Fiera avevamo ospitato una iniziativa di cui tantissimi visitatori hanno fatto esperienza: la riscrittura a mano degli articoli salienti della nostra Carta costituzionale, un’opera collettiva, ideata e curata dalla calligrafa e artista Monica Dengo. Monica aveva preparato, per l’occasione, 12 poster, con relativi Articoli della Costituzione. Oggi ve ne facciamo dono in…

La nostra Costituzione compie 70 anni (è entrata in vigore il Primo gennaio 1948).

Nell’edizione 2017 della nostra Fiera avevamo ospitato una iniziativa di cui tantissimi visitatori hanno fatto esperienza: la riscrittura a mano degli articoli salienti della nostra Carta costituzionale, un’opera collettiva, ideata e curata dalla calligrafa e artista Monica Dengo.

Monica aveva preparato, per l’occasione, 12 poster, con relativi Articoli della Costituzione. Oggi ve ne facciamo dono in una duplice versione, quella originale e quella con i caratteri in trasparenza, da ricalcare a vostro gusto e con la vostra mano: scarica e stampa il documento. Un’attività alla portata di grandi e bambini, che si fa memoria e cittadinanza attiva.

Buona Costituzione, dunque! E se vi va di mostrarci le vostre tavole, condividetele taggandoci sui social e usando l’hashtag #lasciailsegno.

Monica Dengo sarà a Fa’ la cosa giusta! 2018 con un nuovo progetto. Stay tuned.
E, per chi ci prende gusto… c’è il manuale (della stessa autrice) “Lascia il segno”

Lascia il segno

“Cellulare sì, cellulare no” in classe, il decalogo MIUR sulla scuola digitale scatena il dibattito

La discussione si è accesa a partire dalla pubblicazione del Decalogo, voluto dalla Ministra Fedeli e realizzato dal gruppo di esperti del Ministero Istruzione: “Dieci punti per l’uso dei dispositivi mobili a scuola BYOD – Bring your own device”. Qui raccogliamo i contributi che ci sembrano più significativi.

La discussione si è accesa a partire dalla pubblicazione del Decalogo, voluto dalla Ministra Fedeli e realizzato dal gruppo di esperti del Ministero Istruzione: “Dieci punti per l’uso dei dispositivi mobili a scuola BYOD – Bring your own device”.

Tra le voci “critiche” rispetto all’approccio MIUR c’è quella dello psicoterapeuta Alberto Pellai, che si è rivolto alla Ministra pubblicamente attraverso più lettere aperte, pubblicate in questi giorni; qui l’ultima:

Alberto Contri, docente di Comunicazione Sociale all’Università Iulm, uno dei primi a sperimentare a fine anni Ottanta la realtà virtuale per usi didattici, dichiara, sulla questione del cellulare:

 Non sono d’accordo, e per molte ragioni. Mi pare ovvio che le scuole debbano disporre di un adeguato collegamento Wi-FI come supporto alla didattica. Ma questo vale per i docenti: non si capisce proprio che uso ne possano fare gli studenti se non per distrarsi ulteriormente […] Nel documento del MIUR ho trovato affermazioni generiche, intrise di una retorica modernista priva di reali significati, che oltretutto rimanda ogni responsabilità alle singole scuole e ai singoli insegnanti (e meno male). Inoltre non vi trovo nemmeno una minima eco del crescente numero di ricerche realizzate in tutto il mondo, che dimostrano come gli effetti collaterali dell’uso del cellulare in classe ne superano di gran lunga i benefici. Sembra che gli estensori non siamo mai entrati in una classe in cui i ragazzi hanno i cellulari a disposizione. Come mai in Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti e molti altri Paesi si è giunti a vietarne l’uso? Semplicemente perché l’attenzione, storicamente già così difficile da ottenere, si perde del tutto nell’uso che gli studenti ne fanno (è dimostrato) per fare tutt’altro.[…] Altro conto è dedicare lezioni precise allo studio del coding, dell’informatica, delle ricerche per imparare ad orientarsi nel mare magnum del web: ma questa è un’altra faccenda, ed è ovvio che in questi casi è fondamentale poter disporre di un’aula attrezzata con un computer per ogni studente. Ove non ci fosse, può andar bene anche il cellulare, ma solo in questi precisi casi. Per il resto, gli insegnanti e i docenti più avveduti sono del tutto contrari. Il prof Autore, un luminare della cardiologia internazionale che insegna alla Sapienza di Roma, avverte gli studenti all’inizio delle sue lezioni che non renderà disponibili le sue diapositive, per obbligarli a prendere appunti e a non distrarsi… (LEGGI TUTTO)

Aggiunge il prof Contri:

Figuriamoci che il CEO della VirginRichard Branson, ha addirittura introdotto nel suo Gruppo l’uso del Digital Detox, almeno un giorno alla settimana in cui nessuno può usare un device elettronico. Mentre il capo di un grande Gruppo Internazionale (e non solo, perché il Digital Detox sta prendendo sempre più piede ovunque) cerca di acchiappare i buoi usciti dalle stalle, qui sembra si cerchi di farli scappare il prima possibile.

Sulla “disintossicazione digitale” segnaliamo questa esperienza, specificamente dedicata alle famiglie: Detox Digitale, un programma di un mese per imparare a vivere meglio senza lo schermo (o quasi). Ci ha pensato una radio francese per bambini, Bloom (disponibile su Google Play, Apple Store, sul sito e sui social) nata dall’idea di due amiche, mamme, professioniste del settore audiovisivo. Convinte di non voler crescere i propri figli alla mercè di uno schermo televisivo, si sono sentite rapidamente frustrate dalla mancanza di varietà nell’offerta a disposizione su altri versanti esperienziali, tipo quello dell’ascolto senza immagini. Durante il mese di febbraio 2018, registrandosi all’iniziativa, sarà possibile ricevere ogni giorno materiali “alternativi” ai video per un intrattenimento diverso nel tempo libero con i propri figli.

Segnaliamo infine, dalla nostra “sitografia” di riferimento, per approfondimenti:
Bimbì.itblog di Giampiero Remondini
Meta Mini Maxi Maxi, blog di Spaziopensiero onlus

Sei interessato ai temi dell’educazione? Hai a cuore il mondo della scuola, da alunno, genitore, insegnante, operatore, semplice cittadino? Quest’anno a Fa’ la cosa giusta! c’è il progetto speciale SFIDE. La scuola di tutti. Scopri cos’è e partecipa sin d’ora.

Fa’ la cosa giusta! 2018, parte il Progetto Scuole

Quest’anno la referente del Progetto Scuole è Giulia Grottola, che con il suo fido zaino è pronta a raggiungervi in classe e vi accoglierà poi in Fiera, dal 23 al 25 marzo.

Giulia Grottola, referente per il Progetto Scuole 2018, si presenta:
Anch’io, 23enne neolaureata, porto con me ogni mattina uno zaino non più pieno di testi scolastici, ma con un computer, un’agenda su cui segnare gli appuntamenti e gli indirizzi dei tanti istituti scolastici che dovrò raggiungere. Saranno dei brevi ma interessanti e inaspettati viaggi (a piedi, in metropolitana, in treno) che dovrò intraprendere per incontrarvi e farvi conoscere Fa’ la cosa giusta!.
Un vecchio proverbio cinese dice “chi torna da un viaggio, non è mai la stessa persona che è partita”. Secondo la mia iniziale esperienza di viaggiatrice, non posso che esserne d’accordo. Un viaggio ti cambia sotto tanti aspetti: può cambiare il tuo carattere, il tuo atteggiamento verso gli altri, il tuo modo di affrontare e risolvere i problemi, allargare i tuoi punti di vista, arricchire il tuo sapere. Insomma viaggiare ti cambia la vita!
Perché parlo di viaggi? Perché Fa’ la cosa giusta! dà proprio l’idea di intraprendere un viaggio, percorsi nuovi pieni di idee, stimoli, curiosità, creatività, confronto, dialogo, ascolto. Un viaggio che porta i visitatori, dai più piccoli ai più grandi, alla scoperta di persone, prodotti, aziende, associazioni che hanno deciso di prendere in mano il proprio futuro, cercare di renderlo migliore e più giusto per tutti, indistintamente.
Grazie al Progetto Scuole gli insegnanti con i loro alunni hanno l’opportunità di far viaggiare la fantasia tra laboratori di argilla e falegnameria, di mettere le mani in pasta nei laboratori di cucina, di giocare e mettersi in gioco, di guardare con occhi attenti e curiosi piccole realtà responsabili e di lasciarsi coinvolgere dall’entusiasmo degli espositori e dai loro racconti.
Chi è pronto a viaggiare con noi?
Vi aspettiamo!  Giulia Grottola, referente del Progetto Scuole di Fa’ la cosa giusta! 2018.

Calendario degli incontri nelle scuole (contattaci, se pensi sia di interesse anche per la tua classe!)
20 dicembre 2017 – Liceo scientifico Luigi Cremona, Milano
21 dicembre 2017 – IIS G.Torno indirizzo Scienze Umane, Castano Primo
11 gennaio 2018 – IIS Galilei – Luxemburg indirizzo Servizi Socio-Sanitari, Milano – Classe III A
15 gennaio  – IIS Carlo Cattaneo indirizzo Relazioni Internazionali per il Marketing, Milano – Classe V
17 gennaio – Istituto comprensivo A.Gramsci, Mulazzano Lodi
18 gennaio IIS Claudio Varalli, Milano
24 gennaio – ICS Via Pareto, Milano
25 gennaio – Scuola Primaria C.Perone, Milano
30 gennaio – ISIS Valceresio Bisuschio, Varese
31 gennaio – ITS “Pier Paolo Pasolini” indirizzo linguistico e turistico, Milano
14 febbraio – Istituto comprensivo Sorelle Agazzi, Milano

Segui le missioni di Giulia a scuola, anche su Facebook!

Da sempre, Fa’ la cosa giusta! rappresenta un’occasione di partecipazione imperdibile per il mondo della scuola, con un’offerta formativa dedicata agli alunni e studenti dalla scuola materna alle superiori.

I laboratori per l’edizione 2018 sono SOLD OUT!! Ma restano sempre prenotabili le visite libere in Fiera, per le classi dalla materna alle superiori, per tutta la giornata di venerdì 23 marzo 2018 e di sabato 24 marzo. Iscrivi le tue classi attraverso il form di contatto, qui.

Via gli smartphone, spazio all’ascolto: una radio per bambini propone il Detox Digitale

Detox Digitale – Disintossicazione digitale: un programma di un mese per imparare a vivere meglio senza lo schermo (o quasi). Ci ha pensato una radio francese per bambini; qui vi raccontiamo chi sono le autrici e il perché di questa iniziativa.

Detox Digitale – Disintossicazione digitale: un programma di un mese per imparare a vivere meglio senza lo schermo (o quasi). Ci ha pensato una radio francese per bambini; qui vi raccontiamo chi sono le autrici e il perché di questa iniziativa.

Bloom è una applicazione audio (disponibile su Google Play, Apple Store, sul sito e sui social) nata dall’idea di due amiche, mamme, professioniste del settore audiovisivo. Convinte di non voler crescere i propri figli alla mercè di uno schermo televisivo, si sono sentite rapidamente frustrate dalla mancanza di varietà nell’offerta a disposizione su altri versanti esperienziali, tipo quello dell’ascolto senza immagini:

Ai nostri figli piace ascoltare mentre suonano, disegnano, lasciarsi trasportare dalle parole e dalla musica. Non trovando risorse soddisfacenti in tal senso, a partire dalle nostre competenze, abbiamo iniziato a crearli noi: podcast per bambini, che piacciono anche a noi grandi. Niente sciocchezze, nessun rumore esasperante, nessun ritornello a loop. I nostri programmi cercheranno di incoraggiarli a muoversi, a scoprire, ad aprirsi al mondo, a partire dall’esperienza dell’ascolto.

Per il mese di febbraio, la programmazione audio di Bloom sarà orientata al “Digital detox”:

Eliminiamo gli schermi delle vite dei nostri figli! Uno svezzamento graduale e divertente affinché i nostri bambini trovino il piacere di giocare, divertirsi o annoiarsi.

La programmazione del Digital Detox inizia il 1 febbraio. Una notizia al giorno: giochi, balli, cucina e molti altri suggerimenti e informazioni.. Registrati per seguire e scaricare i materiali

Se ti interessano questi temi, vieni a Fa’ la cosa giusta! 2018:
nell’ambito del progetto speciale SFIDE – La scuola di tutti:
domenica 25 marzo ore 12 “Crescere con arte”, incontro per gli insegnanti (iscriviti, qui)

Solidarietà invece dei doni aziendali, la scelta di un’azienda bio trentina

Scrive Biosudtirol nella sua newsletter di auguri natalizi: “Abbiamo deciso anni fa di supportare un’associazione di beneficenza e di condividere questa esperienza al posto di regali con i nostri partner. In particolare siamo padrini della scuola “KM42”, nella vicinanza di Mae Sot, nell’area al confine tra Myanmar e Thailandia.

Abbiamo deciso di condividere la newsletter di auguri natalizi ricevuta da BioSüdtirol, storico partner della nostra Fiera: ci sembra una cosa bellissima e da cui prendere ispirazione, e il progetto è da conoscere. Buon Natale (solidale) a tutti.

“Prendersi tempo per i propri cari e fare del bene”. Seguiamo questo motto, specialmente in questi giorni. Per questo abbiamo deciso anni fa di supportare un’associazione di beneficenza e di condividere questa esperienza al posto di regali con i nostri partner. In particolare siamo padrini della scuola “KM42”, nella vicinanza di Mae Sot, nell’area al confine tra Myanmar e Thailandia.

In questa zona un conflitto ha cambiato la vita di tante persone. Sono diventati apolidi senza diritti. L’agricoltura è la prima fonte di sostentamento, più preciso la raccolta di diversi prodotti agricolo come mais, fagioli, zucchero e fiori di rose. I bambini spesso devono contribuire al sostentamento della famiglia, aiutando i genitori, che lavorano per i proprietari di terreno, nella fase del raccolto.

L’organizzazione aiutare senza confini combatte la povertà, la discriminazione e la violenza promuovendo l’educazione. Tra l’altro gestisce la scuola KM 42, dove 14 insegnati si prendono cura di 315 studenti. Questo progetto ci ha colpito specialmente, perché è un segno di speranza e di un futuro migliore per bambini di agricoltori. Più informazioni sul progetto, qui.

Veleno. Il paese dei bambini perduti, di Pablo Trincia

“Se Veleno vi è piaciuto, regalateci 5 minuti del vostro tempo. Condivideteci, scrivete una recensione sui vostri social, parlatene a parenti e amici. Ci darete una base su cui costruire il futuro dei podcast seriali in Italia.” VELENO, di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli, è una serie da ascoltare. Nel corso di 7 puntate, un’unica storia di cronaca realmente accaduta vent’anni fa. Vent’anni fa, in provincia di Modena, sedici bambini tra i comuni…

“Se Veleno vi è piaciuto, regalateci 5 minuti del vostro tempo. Condivideteci, scrivete una recensione sui vostri social, parlatene a parenti e amici. Ci darete una base su cui costruire il futuro dei podcast seriali in Italia.”

VELENO, di Pablo Trincia e Alessia Rafanelli, è una serie da ascoltare.
Nel corso di 7 puntate, un’unica storia di cronaca realmente accaduta vent’anni fa. Vent’anni fa, in provincia di Modena, sedici bambini tra i comuni di Massa Finalese e Mirandola furono allontanati per sempre dalle loro famiglie, accusate di far parte di una setta di satanisti pedofili. Ma questa storia, proprio come le vecchie audiocassette, ha due lati. In quale dei due si nasconde la verità?  Non ci sono attori, non c’è una sceneggiatura. Tutte le registrazioni audio del passato, i verbali e gli atti sono originali. Tutte le voci che raccontano la storia oggi sono quelle vere dei suoi protagonisti. Ogni puntata aggiunge un nuovo capitolo, quindi è importante ascoltarle in ordine, a partire dalla prima. VAI SU REPUBBLICA.IT

Condividiamo qui di seguito il post pubblicato su Facebook oggi (12 dicembre) da Pablo Trincia, l’autore, perché crediamo davvero che progetti come questo vadano conosciuti e sostenuti; e vorremmo davvero poter dare una mano a realizzare un sogno, che facciamo nostro:

Cari amici ascoltatori di #Veleno
Siete stati fantastici. Grazie a tutti voi!

Ora, ho un ultimo favore da chiedervi. Il nostro sogno è quello di realizzare altre inchieste audio come questa.

Per farlo in futuro dovremo trovare degli sponsor o pensare a un crowdfunding. Ce ne occuperemo.

Nel frattempo però abbiamo bisogno che questo prodotto diventi “mainstream” e non solo un genere di nicchia.

Perciò, se Veleno vi è piaciuto, regalateci 5 minuti del vostro tempo e aiutateci a diffonderlo più che potete, a partire da questo link. Condivideteci, scrivete una recensione sui vostri social, parlatene a parenti e amici. Ci darete una base su cui costruire il futuro dei podcast seriali in Italia.

Noi crediamo sia possibile da quando ci siamo resi conto – come credo molti di voi – quanto sia bello ascoltare e accendere l’immaginazione.

Il racconto orale è antichissimo.
È nato quando è nata la parola.
È la prima vera forma di racconto con cui veniamo in contatto quando nasciamo e ascoltiamo incantati le favoline che escono dalle bocche dei nostri nonni e dei nostri genitori.

Vogliamo portare avanti questa tradizione.

E speriamo che altri dopo di noi ci aiutino ad allargare il piccolo sentiero che con Veleno abbiamo aperto nella foresta, trasformandolo in una strada sempre più grande, dove giovani giornalisti, autori, musicisti, sound designer e creativi di ogni provenienza possano trovare un modo nuovo di esprimersi, raccontare e creare magia.

 

Nasce la prima collana di libri realizzati dai ragazzi autistici

Il primo volume è già in libreria con Il Papero editore. Scritto, illustrato e tradotto con i simboli della Comunicazione aumentativa alternativa, da quattro giovani dell’associazione “La matita parlante” di Piacenza. Lanciata la campagna di crowdfunding per la pubblicazione di altre quattro libri

Michele, Luca, Alessandro e Stefano leggono molto e sanno inventare storie fantastiche, che scrivono e illustrano con grande maestria. Il loro primo libro, “La scimmia abbracciona”, è già nelle librerie con il Papero Editore. Racconta la storia di una scimmia molto affettuosa che ha il vizio di abbracciare tutti. Il problema è che non a tutti gli animali della foresta piace essere abbracciati, anche perché a volte la scimmia manifesta tutto il suo affetto in momenti poco opportuni, come quando stringe a sé il leone proprio mentre sta per cacciare l’antilope. Non sveliamo il finale della storia, che riserva molte sorprese. Certo è che i quattro ragazzi hanno in mente molte altre storie e in programma di realizzare altri quattro libri. Ogni mattina lavorano per quattro ore nella redazione de Il Papero. “Si tratta di storie che partono dal loro vissuto – spiega Gabriele Dadati, fondatore de Il Papero editore -. Il primo libro prende spunto dalla storia personale di Michele, che ama abbracciare tutti, anche se pian piano ha capito che ci sono persone che non vogliono essere abbracciate”. Michele, Luca, Alessandro e Stefano sono ragazzi autistici e fanno parte dell’associazione “La Matita Parlante”, nata per volontà di alcuni insegnanti ed educatori del dipartimento di Salute mentale dell’Azienda Usl di Piacenza. L’obiettivo è quello di favorire la partecipazione sociale di ragazzi con disabilità, in particolare con disturbo dello spettro autistico, sia per la promozione sia per la fruizione della cultura. “La scimmia abbracciona” è il primo libro di una collana ideata, scritta e disegnata da ragazzi autistici.

Ma non è tutto. Sia “La scimmia abbracciona” sia gli altri quattro libri in cantiere sono In-Book, ossia libri illustrati, con il testo completamente tradotto in simboli, elementi fondamentali della Comunicazione aumentativa alternativa (Caa). Il sistema facilita la comprensione dei testi ai bambini con disturbi della comunicazione. Anche la “traduzione” dei testi con i simboli è stata curata dai quattro giovani autori. Per riuscire a coprire i costi della pubblicazione dei prossimi quattro libri, La Matita parlante e Papero editore hanno lanciato una campagna di crowdfunding, sulla piattaforma produzionidalbasso.com: obiettivo 5 mila euro che serviranno a coprire i costi vivi della loro realizzazione. La Matita parlante ha anche una pagina su Facebook, con tutte le informazioni sulla campagna.

Redazione: Dario Paladini, 21.11.017

A Milano il primo PUC Festival! Il Parco Urbano delle Culture invita la città

Una vera e propria festa di quartiere in zona Naviglio Martesana, a Milano; un lungo weekend con un programma di eventi, aperto alla città e per tutte le età,  nella zona tra l’Anfiteatro Martesana e il Giardino Nascosto di Cascina Martesana.

Prima edizione del PUC Festival: una vera e propria festa di quartiere in zona Naviglio Martesana, a Milano; un lungo weekend con un programma di eventi, aperto alla città e per tutte le età,  nella zona tra l’Anfiteatro Martesana e al Giardino Nascosto di Cascina Martesana.

Cascina Martesana è uno spazio privato che torna a essere pubblico, aperto ai cittadini: è iniziato a luglio 2013 il recupero del rudere di un’antica casa colonica in via Bertelli 44, immerso nel verde del parco della Martesana e affacciato sul Naviglio Piccolo, a Milano ma lontano dal rumore e dalla frenesia della città. Sopra la più antica piscina all’aperto di Milano, conosciuta come El Bagnin de Gorla, è nato un nuovo luogo di aggregazione per il quartiere e la città intera, con l’idea di riqualificare una zona periferica attraverso un punto d’incontro per i cittadini e per le realtà già attive. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di un Parco Urbano delle Culture, nuovo polo per Milano.

VAI AL PROGRAMMA COMPLETO DELLA FESTA.
Tra le proposte: 
Caccia al tesoro di quartiere (ricchi premi per la squadra vincitrice!); laboratorio di Street art a cura di PAO (venerdì e sabato alle ore 18.30); presentazione del libro di Antonio Manzini “Pulvis et umbra” (Sellerio); laboratori di orticoltura e scambio di semi.

Partecipano:
Ala Onlus
Associazione City Art
Associazione L’Ortica
Associazione Abareka Nandree
Associazione Venti Lucenti
Associazione ATIR Teatro Ringhiera
Casa dell’ArtEducazione
La città del Sole – Amici del Parco Trotter
Cooperativa Sociale B-Cam
Centro Aggregazione Giovanile Tarabella e Cattebrega
Centro Aggregazione Giovanile Tempo per il Barrio
Comunicarearte – Atelier Spazio XPO
Ecomuseo Martesana
GRT Italia – Gruppo per le Relazioni Transculturali
Legambiente Rete Ambiente
Sistema Bibliotecario Milano e Biblioteca Crescenzago
T12 Lab
Teatro degli Incontri
Associazione Ecologia Turismo Cultura
Cooperativa Comin
Cooperativa Tempo per l’Infanzia
Fondazione Cariplo
Cascina Martesana

A Milano, rigenerazione urbana “dal basso” sui cantieri della nuova metro

E’ ufficiale la graduatoria dei 61 progetti, presentati da associazioni o singoli, per la vestizione artistica delle cesate della M4 che hanno partecipato alla call pubblica. La volontà del Comune e di M4 spa è quella di realizzare nel 2017 almeno 35 “Idee in cantiere”

E’ ufficiale la graduatoria dei 61 progetti, presentati da associazioni o singoli, per la vestizione artistica delle cesate della M4 che hanno partecipato alla call pubblica.

I progetti per tutti i cantieri M4 di Milano sono stati mostrati il mese scorso in Triennale per essere sottoposti al giudizio dei cittadini oltre che alla valutazione di una giuria tecnica. 

La volontà del Comune e di M4 spa è quella di realizzare nel 2017 il numero maggiore possibile di progetti, fino ad esaurimento del budget destinato che corrisponderebbe ad un massimo di 35 “Idee in cantiere” (è previsto infatti un contributo di 5mila euro per ogni progetto realizzato).

Tra i progetti che certamente verranno realizzati segnaliamo il secondo più votato, quello di Trillino Selvaggio in collaborazione con Le Periferie al Centro, che prevede di coinvolgere i bambini della scuola di via Narcisi del quartiere Giambellino e le famiglie per creare un orto verticale sulle soffocanti cesate di cantiere di via Segneri.

Dopo aver visto i passaggi stretti e bui creati dal cantiere della metropolitana ci siamo mossi ottenendo con l’iniziativa LUCI AL GIAMBELLINO! l’impegno di M4 e dell’Amministrazione comunale a migliorare la situazione con luci e cesate trasparenti.
Saputo poi del ‘Bando M4 per la vestizione artistica delle cesate’, abbiamo sperato che potesse essere un altro passo in avanti. L’idea era quella di un progetto che avesse come autori e protagonisti i bambini di una scuola del quartiere, quella di via Narcisi che vive le maggiori difficoltà. Usare il verde come materia dell’intervento ci sembrava un espediente educativo formidabile. 

Graduatoria completa dei progetti selezionati
Progetto “Dalle scuole alle strade” – Giambellino

Formazione d’eccellenza al servizio dei bambini: gli atelier del Festival Musica sull’Acqua

In tredici anni di attività hanno partecipato più di 90 musicisti e 8 orchestre, musicisti provenienti da 22 paesi diversi,
più di 600 bambini e ragazzi hanno partecipato agli Atelier: una raccolta fondi dal basso aiuterà a portare avanti questa opera di grande valore artistico, culturale, sociale, educativo.

Non semplici concerti, ma occasioni di incontro, per proporre un modo semplice e intimo di vivere la musica, riscoprendo, attraverso l’ascolto, luoghi meravigliosi, sul lago di Como, tra natura, arte e storia: è il Festival Musica sull’acqua, che giunge quest’anno alla 13 edizione.

Un tratto distintivo e qualificante dell’attività del Festival sono gli Atelier, laboratori musicali-artistici per bambini e ragazzi che nascono dall’esigenza di condividere la cultura dell’ascolto. Ogni anno, gli Atelier coinvolgono quasi 100 partecipanti dai 6 ai 18 anni che hanno così la possibilità di sperimentare e approfondire, attraverso vari linguaggi, il fenomeno dell’ascolto in tutte le sue forme percettive. I laboratori degli Atelier spaziano dall’orchestra giovanile al mimo, dalle percussioni all’esperienza tattile con l’argilla, tentando insieme una via per conoscere, ascoltare, capire ed esprimere “il movimento interiore che attraversa la nostra anima”.

Chi aderirà contribuirà in prima persona, in maniera determinante, a sostenere gli Atelier per i ragazzi. “Quella degli Atelier è un’attività ormai consolidata – spiega Francesco Senese direttore artistico del Festival – e negli ultimi anni è cresciuta molto diventando sempre più importante: la gestione è sempre più complessa e i costi più corposi, ecco perché da quest’anno è possibile sostenere il progetto grazie a una specifica campagna”. In questo modo sarà possibile retribuire gli artisti che terranno i laboratori, acquistare i materiali necessari a svolgere le attività e coprire i costi per l’allestimento degli spettacoli che verranno realizzati durante il periodo del festival.

In base al sostegno, con un minimo di 15 euro fino a un massimo di 1.000, si diventerà sostenitori a diversi livellinumerose le forme di “ricompensa”.

L’edizione 2017 del Festival: Costellazioni
Proporrà un programma di opere appartenenti a un unico sistema sonoro, che si influenzano e si riflettono le une nelle altre come le stelle e i pianeti del nostro sistema solare. Un arco che, partendo dall’opera The Planets di Gustav Holst, colleghi la produzione musicale del primo novecento a quella romantica, per arrivare fino alla contemporanea.

I luoghi del Festival
La cornice del Festival è il Lago di Como: una delle anime di #musicasullacqua17 è la riscoperta di luoghi meravigliosi, portando la musica in contesti insoliti. Alcune dei luoghi che hanno ospitato i concerti del Festival, negli anni, sono: il Forte Montecchio nord e l’abbazia di Piona, a Colico, la chiesa di Santa Maria del Tiglio, a Gravedona, il Castel Grumello, a Sondrio.

Informazioni e programma completo: www.festivalmusicasullacqua.org
Credits foto: courtesy of Festival Musica sull’acqua