Scrivere a mano nell’era digitale: se ne parla sui giornali (e in un libro in uscita)

Scrive Concita De Gregorio, nella sua rubrica su Repubblica.it:

Scrivere a mano fa bene. Non sono solo opinioni, esistono studi scientifici che certificano come l’abitudine di prendere appunti, di trascrivere con penna su carta i passaggi più importanti di quello che leggiamo o ascoltiamo attivi zone del nostro cervello che la scrittura su tastiera non attiva. Accende la memoria, è un’esperienza del corpo.

Insomma: non è che sia più bello, è semplicemente più utile. E’ anche una questione di tempo: la mano sul foglio rallenta, costringe a trattenere a mente il pensiero fino a che non lo si sia scritto.

L’editoriale prende spunto come sempre da una lettera, che stavolta arriva da Livia Langella, Napoli:

“Insegno inglese in una scuola secondaria in provincia di Napoli, la bella zona Flegrea di Bacoli, da più di trent’anni e conosco bene gli occhi dei ragazzini di prima media che aspettano meraviglie e segreti da te. Ancora mi commuovono. Proprio pochi giorni fa ho letto con loro un articolo del Venerdì di Repubblica sull’importanza della scrittura in corsivo per lo sviluppo delle connessioni cerebrali e l’aumento dei neuroni.

L’associazione Smed (scrittura a mano nell’era digitale) propugna l’importanza del continuare  a mantenere questa abilità manuale, utile a conservare anche la buona abitudine di prendere appunti a mano che stimola la concentrazione e l’attenzione. Le università di Bologna e di Venezia terranno corsi di calligrafia e addirittura Steve Jobs all’università frequentava un corso per la scrittura a mano! In piena rivoluzione digitale non dimentichiamo di tramandare ai nostri ragazzi la bellezza ma anche l’utilità del continuare a fare anche cose con le nostre semplici, nude, sicure mani che chiedono di essere usate in modo creativo e… risparmiano energia!”

Con SMED – Scrivere a mano nell’era digitale, abbiamo vissuto un’esperienza bellissima, in Fiera: la Costituzione scritta a mano, grazie al contributo di alcune personalità come Gherardo Colombo, delle scuole, e dei visitatori che hanno voluto liberamente partecipare.

Vi anticipiamo che è in cantiere, con Monica Dengo di SMED, un libro interattivo, per Terre di mezzo Editore. Vi faremo sapere: l’uscita è prevista per l’autunno, ma cominciate a dirlo in giro. Confidiamo possa essere, oltre che una cosa molto bella  e godibile in sé, anche uno strumento utile per tante comunità educative, per la scuola, per i bambini e i loro genitori.

Foto: Riccardo Giordano

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