I volti dietro le merci: storie e valori del commercio equo e solidale

Tipo: Mostra

Il commercio equo e solidale o fair trade è un’alternativa al commercio convenzionale con più di 50 anni di storia: le sue organizzazioni promuovono relazioni economiche fondate sulla parità e la collaborazione con le comunità del Sud del mondo, soprattutto in Asia, Africa, America Latina; il prezzo pagato per i prodotti consente un livello di vita dignitoso alle famiglie di contadini e artigiani, l’importazione è diretta, le filiere rispettose dell’ambiente. Alex Langer lo ha definito “Un piccolo potere da prendere sul serio”.

 

“Noi intendiamo – e ci battiamo per questo – fondare su basi sostenibili un altro genere di pratiche commerciali, un’economia diversa che non si ponga come obiettivi né il profitto, né il volume prodotto, ma il rispetto di tutti coloro che partecipano alla filiera.” Frans van der Hoff, teologo ed economista, fondatore di Max Haavelar, il primo marchio di prodotti equo-solidali.

 

Una narrazione per testi e immagini che raccoglie valori e prassi tra Nord e Sud del mondo.
“I volti dietro le merci” esordirà a Milano a Fa’ la cosa giusta!, una mostra per spiegare – soprattutto a chi non lo conosce – il commercio equo e solidale, la forma per eccellenza dell’economia solidale. Una narrazione per testi e immagini, fotografie e infografiche, che riesce a fare sintesi dei valori e delle prassi di un movimento mondiale con oltre 50 anni di storia. Una mostra che nasce dal percorso del fair trade lombardo.

 

Le caratteristiche principali della mostra sono la capacità di fare sintesi di un fenomeno ampio e multiforme come il commercio equo e solidale, la perfetta modularità dei suoi pannelli che si prestano a un utilizzo molto flessibile in contesti differenti e la sua vocazione a “viaggiare”, grazie alla facilità di trasporto e allestimento. Dopo l’esordio a Fa’ la cosa giusta!, “I volti dietro le merci” resterà infatti a disposizione gratuita salvo le spese di trasporto per realtà quali Comuni, associazioni, scuole, parrocchie, istituzioni…

 

La mostra mira in particolare a mettere in luce il legame profondo tra i produttori del Sud e i consumatori del Nord del mondo. La narrazione principale si declina in 30 stendardi di tessuto – quasi a ribadire quanto fitta sia la trama del fair trade – che affrontano la storia, i numeri, i valori, le pratiche, i protagonisti del commercio equo e solidale. Completa l’esposizione una sezione “orizzontale” (da tavolo) che si presta a una lettura più lenta e riflessiva.

 

Ogni stendardo ha un focus: si parte dai meccanismi iniqui del commercio globale per arrivare ai valori fondanti del commercio equo, come il motto “Trade not aid” che ispirò l’opera dei suoi pionieri, gli impatti positivi sulle comunità locali, la filiera equa, il prezzo trasparente, i prodotti – alimentari e di artigianato -, l’attenzione all’ambiente e il domestic fair trade: fino a riprendere il bandolo delle scelte quotidiane di noi consumatori, a cui tocca la responsabilità di sostenere un commercio più giusto.

 

A fianco della principale, una narrazione parallela (la sezione orizzontale) permette di scoprire le milestones del commercio equo e solidale, le sue date storiche e i numeri del movimento, un glossario, la bibliografia e i siti web per approfondire. Una seconda serie di pannelli (indipendente dalla prima per favorirne l’uso in ambiti diversi) è riservata ai produttori, ovvero le storie e i volti dietro ai prodotti: racconti da Palestina, Guatemala e Filippine – scelti tra migliaia di realtà fair trade – che dimostrano come l’economia popolare, cooperativa e solidale possa “fare sistema” e cambiare un po’ il mondo.

 

In sintesi: “In 50 anni il filo che il commercio equo e solidale dipana tra i piccoli produttori dei Paesi del Sud del mondo e noi è diventato via via più resistente e ha raggiunto sempre più persone: lo hanno reso sempre più forte i valori che si evolvono, i diritti conquistati, le esperienze di incontro e scambio in tutto il mondo, il nostro consumo quotidiano. La mostra segue questo filo, con la speranza di aggiungere un altro nodo”.

 

“I volti dietro le merci” è un percorso immersivo dentro i volti, la storia di questi 50 anni che hanno cambiato una parte dei consumi mondiali oltre che la vita di un milione di lavoratori nel mondo: 50 Paesi coinvolti in Africa, Asia e Medio Oriente, America Latina, ma anche Europa.

 

Visita la mostra sul commercio equo al padiglione 4

 

Mostra realizzata con il contributo di: Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia.

Credits immagine: Valeria Calamaro, Archivio Altromercato.

Da martedì 14 marzo la mostra sarà a disposizione per chi volesse prenotarla (spese di trasporto a carico di chi la prenota). Per informazioni contattare la redazione di Terre di mezzo al 02-83242426.

Organizzato da: Terre di mezzo e Fa' la cosa giusta! in collaborazione per i testi con Altreconomia
Partecipazione: Gratuita
Per info e prenotazioni: promozione@terre.it


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