Presentato il quinto Rapporto Sentieri: aumentano i decessi “per inquinamento”

In Italia esistono 45 siti, che comprendono i territori di 319 Comuni, particolarmente inquinati. Dal 2006 al 2013 in queste zone sono state rilevati 11.992 decessi in eccesso, rispetto alla media delle morti nelle rispettive Regioni. In particolare, sono deceduti “in eccesso” 5.267 uomini e 6.725 donne. È quanto emerge dal quinto rapporto Sentieri, il programma di sorveglianza epidemiologica promosso dal Ministero della salute e presentato oggi. Un Rapporto che, su base scientifica, documenta il rischio al quale sono esposti i 5,9 milioni di italiani che abitano in quei Comuni. Donne, uomini e bambini che rischiano di ammalarsi e di morire più di quanto non capiti a chi abita altrove. E così si scopre che i morti “in eccesso” per patologie oncologiche sono stati 1.220 tra gli uomini e 1.910 tra le donne. Dove si trovano questi siti? Ogni regione, tranne il Molise, ne ha almeno uno. Ci sono quelli molto noti, come Taranto, Porto Marghera, Piombino, Casale Monferrato, ma altri quasi sconosciuti al grande pubblico.
Alcuni sono stati in buona parte bonificati, ma gli effetti sulla salute continuano ad essere pesanti. Il Rapporto, interamente consultabile, è pubblicato sulla rivista “Epidemiologia e prevenzione“.

Quest’anno Sentieri ha anche dati specifici sulla condizione di salute dei bambini e adolescenti che abitano in alcune di quelle zone. “Nel primo anno di vita è stato rilevato un eccesso di 7mila ricoveri -si legge nel Rapporto-, 2mila dei quali per condizioni di origine perinatale. In età pediatrica (0-14 anni) è stato osservato un eccesso di 22mila ricoveri per tutte le cause: 4mila dovuti a problemi respiratori acuti e 2mila ad asma. Per l’incidenza oncologica, sono disponibili dati relativi a 22 siti coperti da Registri Tumori per la popolazione generale, e a 6 siti coperti da Registri Tumori pediatrici (0-19 anni). Nella fascia d’età compresa tra 0 e 24 anni sono stati diagnosticati 666 nuovi casi, pari a un eccesso del 9%, prevalentemente dovuti a sarcomi dei tessuti molli nei bambini, leucemie mieloidi acute nei bambini e nei giovani adulti, linfomi non Hodgkin e tumori del testicolo in giovani adulti”.

Si tratta di tumori o malattie che possono insorgere anche per altri fattori, ma il fatto di vivere in zone fortemente contaminate ha un peso determinante, sostengono i ricercatori che hanno curato il Rapporto. “Le patologie citate riconoscono un’eziologia multifattoriale, all’interno della quale giocano un ruolo fattori socioeconomici, stili di vita, disponibilità e qualità dei servizi sanitari -precisa il Rapporto-. Non è stato possibile aggiustare i dati per fattori di confondimento noti (per esempio fumo, alcol, obesità). Tuttavia, le conoscenze disponibili sul profilo tossicologico dei contaminanti presenti nei siti supportano l’ipotesi che l’esposizione ambientale abbia giocato un ruolo causale nel determinare alcuni di questi eccessi”.

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