Paolo Piacentini racconta La Lunga Marcia nelle Terre Mutate

Le persone che con coraggio vivono nelle zone terremotate del Centro Italia temono, sopra ogni cosa, di essere dimenticate. Un gruppo di camminatori ha percorso, dal 27 giugno all’8 luglio, oltre 200 chilometri toccando 12 tra i comuni più colpiti di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo: Terre Mutate dal sisma, appunto. Un camminare tra paesaggi bellissimi e tanta distruzione per riaccendere i riflettori e per tracciare il primo percorso naturalistico e solidale. “Abbiamo incontrato persone determinate e che stanno soffrendo ancora molto, soprattutto dal punto di vista psicologico”, racconta Paolo Piacentini, presidente di Federtrek, che insieme a Movimento Tellurico e Ape (Associazione proletari escursionisti) Roma, ha organizzato questa “Lunga marcia nelle terre mutate”. “Ci hanno raccontato, ed è sotto gli occhi di tutti, che la ricostruzione sta andando a rilento, anche per colpa di una burocrazia sfinente”. “Il nostro obiettivo è creare un cammino solidale permanente -sottolinea Piacentini-. Insieme ai comuni e alle persone del luogo stiamo individuando i percorsi e i luoghi di accoglienza. Ci sono aree più devastate e altre meno. Quasi in tutti i comuni ci sono comunque strutture che possono o potrebbero dare ospitalità”.

Servizio del Tg3 sull’arrivo a L’Aquila della Lunga Marcia nelle Terre Mutate, 8 luglio 2018

 

Da Fabriano a L’Aquila, passando per Matelica, Camerino, Fiastra, Ussita, Visso, Campi di Norca, Norcia, Castelluccio di Norcia, Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, Campotosto, Collebrincioni. Si attraversano due parchi nazionali: quello dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso e Monti della Laga. “L’idea è quella di un turismo lento, consapevole e rispettoso”, aggiunge. Quindi niente turismo del dolore, no selfie sulle macerie. Piuttosto il desiderio di conoscere la storia e i progetti di chi ha scelto di non abbandonare queste terre stupende. Come Assunta di Campotosto, giovane appassionata di tessitura, che prima del terremoto ha riportato in vita antichi telai e ora continua con la sua attività.

Oppure Katia ad Accumuli, che non ha lasciato il suo agriturismo Alta Montagna Bio, nonostante i danni subiti, e continua con i suoi quattro figli e il marito nell’allevamento di vitelli e maiali. E poi c’è Gino che ad Arquata ha aperto un ristorante. Lungo i 200 chilometri della Marcia nelle terre mutate è possibile incontrare tanti personaggi come Assunta, Katia o Gino. “Chi vuole può andarci, ma prima si informi beni sui percorsi e le strutture disponibili all’accoglienza”, avverte Piacentini. Il percorso tracciato diventerà una guida di Terre di mezzo. Intanto si può consultare il sito www.movimentotellurico.it oppure contattare direttamente l’associazione. 

Dario Paladini, Redattore Sociale, 11.07.018
Foto: Cristina Menghini, L’Italia nello Zaino

Vuoi approfondire? Paolo Piacentini è autore di “Appennino atto d’amore. La montagna a cui tutti apparteniamo” (Terre di mezzo Editore), prefazione di Paolo Rumiz.

TG TV2000 12 luglio edizione delle 12

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