Fuori i programmi! Gli “hacker civici” monitorano le promesse dei politici

Si chiama Politicamente Corretto ed è il progetto di “civic hacking” nato il 1 gennaio 2018 per tracciare e quindi monitorare le promesse dei candidati per le prossime elezioni. Sul sito www.unapromessa.it sono già pubblicate oltre 100 promesse elettorali di candidati alle politiche e alle regionali del 4 marzo, tutte in formato open data e dunque riutilizzabili.

Le promesse raccolte sul sito del progetto non sono generiche, ma corrispondono a specifici e precisi impegni elettorali. Tra le 123 promesse elettorali raccolte fino ad oggi, con un archivio in continuo aggiornamento, troviamo quelle che propongono misure per abbattere il debito pubblico e la disoccupazione, tagliare le tasse alle imprese o garantire più aiuti alle famiglie, innalzare pensioni e stipendi, aumentare il controllo sul territorio, combattere la dispersione scolastica o le disparità di trattamento in base al di genere. Ogni promessa è corredata da link alla fonte e, grazie all’integrazione con la piattaforma Wikidata, dalla foto del candidato e, se già eletto, da un rimando alle sue precedenti attività parlamentari.

Il progetto di monitoraggio civico nasce e vive in forma partecipata: chiunque può segnalare, attraverso un semplice modulo disponibile sul sito, una promessa elettorale che ha letto su un giornale, sul web oppure sentito alla radio o in televisione. Tutte le segnalazioni vengono verificate dalla redazione e pubblicate sul sito, dove sono classificate per aree tematiche: dal welfare all’ambiente, dalle questioni di genere alla fiscalità, dalla cultura alla sicurezza.

Altro obiettivo del progetto: avvicinare i programmi elettorali ai cittadini. La nuova legge elettorale prevede la pubblicazione online sul sito del Ministero degli Interni dei programmi elettorali. Tale pubblicazione è avvenuta, ma purtroppo i documenti sono tutti in formato pdf, sono cioè fotografie dei documenti cartacei depositati presso il Viminale, quindi non accessibili e riutilizzabili. “Dal momento che esiste una legge che, in nome della “trasparenza”, impone la pubblicazione dei programmi elettorali sul sito del Ministero, ci siamo chiesti quanto sarebbe costato introdurre una regola che chiede ai partiti il loro programma elettorale in formato digitale aperto, con il doppio vantaggio di fare davvero trasparenza, offrendo un servizio informativo ai cittadini, e dare un formato standard ai documenti sul sito del governo che oggi sono redatti nelle forme più varie”, afferma Matteo Tempestini, uno dei fondatori del progetto. “E la risposta è stata molto semplice: il costo sarebbe pressoché nullo, con immenso valore per chi i programmi vuole consultarli, analizzarli, divulgarli e monitorarli”. La regola non c’è, per questo il progetto ha reso disponibili sul sito www.unapromessa.it, grazie alla collaborazione con l’associazione OnData, tutti i programmi elettorali in formato testo. Al loro interno è quindi ora possibile fare una ricerca per parole, in base ai propri  interessi, e scoprire così che, ad esempio, nei 34 programmi dei partiti che si presentano allo scrutinio del voto, la parola ‘mafia’ compare solo una volta, mentre ‘innovazione’ dieci volte, così come ‘corruzione’. Tra le parole più frequenti compaiono ‘lavoro’, ‘sicurezza’, ‘riforma’, ‘tasse’, mentre nessuno ha utilizzato nel proprio programma elettorale il termine ‘azzardo’.

“Lo scopo del nostro progetto non è quello di favorire o sfavorire una parte politica in particolare, quanto piuttosto dare un quadro per quanto possibile completo di ciò che i politici italiani presentano ai loro elettori come ‘questioni da affrontare’ nel caso in cui fossero eletti alla guida del Paese”, continua Tempestini.“Quante volte vi siete detti ‘ecco un’altra promessa da campagna elettorale’ o quante volte avete pensato ‘tanto i politici sono tutti uguali, promettono e non mantengono’? Noi crediamo invece che si debba prendere più sul serio ciò che viene promesso in campagna elettorale e, dal momento che riteniamo l’impegno politico una cosa seria, ci siamo mossi con l’intento di ‘tracciare’ i programmi e le promesse elettorali perchè crediamo sia un presupposto fondamentale per poter scegliere in modo consapevole e responsabile al momento del voto.” L’idea è nata da Matteo Tempestini, Matteo Fortini (fondatori di Terremotocentroitalia.info) e Andrea Borruso (presidente associazione onData). Al progetto si sono uniti: Gianluca De Martino (giornalista), Ciro Spataro (open data expert), Cristina Galasso (attivista digitale, comunicazione), Marieva Favoino (attivista digitale, comunicazione), Donata Columbro (attivista digitale, comunicazione).

Redazione: Dario Paladini, 8.02.018

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