La sfida di Patrizia: “Apro un minimarket senza plastica”

La storia che vi stiamo per raccontare nasce in Val di Sole, in Trentino. Ma il bello è pensare che potrebbero nascere altre storie simili, altrove. L’esperienza di Patrizia Pedergnana è replicabile e ci si augura possa diventare una buona pratica. Patrizia è una giovane donna, imprenditrice agricola biologica, che ha deciso di aprire, insieme ad altri due agricoltori della valle, l’agrimarket “La dispensa”, in cui la plastica è bandita. Ha colto al volo l’occasione offerta da un bando del Comune di Ossana, che prevedeva la concessione dei locali di un vecchio negozio di alimentari, nella frazione di Fucine, a patto che il nuovo gestore riducesse al minimo il packaging e in particolare la plastica e che il 75% della merce in vendita fosse prodotta o trasformata nel raggio di 110 chilometri. Spiega Patrizia:


“Se guardiamo alla spazzatura che produciamo ogni giorno ci rendiamo conto che è composta in buona parte da confezioni di vario genere -spiega Patrizia-. Con questo market vogliamo dimostrare che è possibile cambiare. I nostri nonni compravano tutta roba sfusa, anche le caramelle. Dobbiamo insomma tornare indietro per guardare avanti”.

Compagni d’avventura di Patrizia sono Giacomo Bertolini, che produce piccoli frutti, e Marina Panizza, che produce aceto di mele selvatiche e raccoglie erbe spontanee. “Venderemo frutta, ortaggi, carni, salumi, formaggi degli agricoltori della zona”, sottolinea Patrizia. La data dell’inaugurazione non è stata ancora fissata, ma è questione di giorni. E non potevano scegliere mese migliore per avviare il minimarket, visto che nel mondo è in corso la campagna “Julyplasticfree”, con diverse iniziative promosse anche in Italia (in particolare dalla Rete italiana Zero Waste). Nei cento metri quadri de “La dispensa” ci saranno solo sacchetti di carta o di tela, barattoli e bottiglie di vetro. E, ovviamente, i clienti potranno utilizzare borse o contenitori che si portano da casa. Il bando del Comune di Ossana, del resto, era molto preciso. Il 70% degli alimentari secchi devono essere venduti sfusi e la soglia sale al 90% per quelli liquidi (olio, vino, latte ecc), per i freschi da banco frigo e per gli ortofrutticoli freschi o trasformati:

“Non è sempre facile, ma per ogni prodotto, anche quelli per la pulizia della casa, siamo riusciti a trovare il
modo di eliminare la confezione o di utilizzarne una compostabile –
aggiunge Patrizia-. Per salumi e formaggi abbiamo trovato una carta
che si può buttare nell’umido”.

E Patrizia non sembra teme la concorrenza dei supermercati della grande distribuzione presenti in Val di Sole:

“Penso che riusciremo ad offrire un rapporto qualità prezzo conveniente, anche perché i nostri prodotti arrivano direttamente dalle aziende agricole della zona, senza altri intermediari. Faremo consegne a domicilio e organizzeremo serate informative su tematiche ambientali o laboratori su come fare il sapone o altri prodotti”.

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