In Toscana, boom di progetti per rilanciare i territori resistenti

La Regione Toscana ha pubblicato nell’aprile 2018 un bando destinato alle cooperative di comunità che si adoperano per il rilancio dei territori e propongono iniziative per arrestare lo spopolamento di borghi isolati. 

A dicembre si è conclusa la valutazione delle domande presentate, con la pubblicazione dell’elenco dei progetti ammessi.

L’avviso era rivolto a cooperative di comunità che hanno sede in Toscana e operano in territori montani o comunque marginali.

Le domande presentate sono state ben 32, il triplo di quelle ipotizzate (in tutta Italia lo scorso anno si contavano circa 70 cooperative di comunità) e di queste 25 sono state giudicate ammissibili di finanziamento. 

A fronte del successo inaspettato dell’avviso, l’intenzione è appunto quella di aggiungere alla dotazione iniziale di 400 mila euro un ulteriore milione sul bilancio 2019, in modo da poter finanziare tutti i progetti ritenuti ammissibili.

L’obiettivo dei progetti presentati è di sviluppare nei piccoli centri di montagna o di zone marginali o a rischio di spopolamento, iniziative che possono ridare slancio alla comunità, avviare attività economiche con il coinvolgimento della popolazione o di esercizi e imprese locali che insieme possono invertire processi di spopolamento e di marginalizzazione.

I progetti prevedono di riattivare attività turistiche, culturali e commerciali, di valorizzare l’ambiente o i beni culturali locali, si riavviano strutture di ricezione turistica (anche diffusa), percorsi culturali o ambientali, attività cooperative in ambito agricolo o ittico.

I progetti sono stati valutati anche per la capacità di reggersi, nel tempo, sulle proprie gambe, visto che le cooperative di comunità sono vere e proprie imprese, che ricevono un cofinanziamento regionale per avviare quanto previsto, anche costituendo la cooperativa, ma che dovranno poi andare avanti con proprie capacità imprenditoriali.

Le zone interessate dai progetti sono principalmente quelle della montagna toscana, dalla Lunigiana alla Garfagnana, dall’Appennino pistoiese al Casentino, al Monte Amiata, ma anche zone marginali della Val d’Orcia, del pisano, del grossetano e delle isole toscane.

PROGETTI FINANZIATI IN  PROVINCIA DI SIENA
Castiglione d’Orcia – Da un lato il recupero dell’edificato con un’idea di albergo diffuso a vantaggio dello sviluppo turistico, dall’altro la riapertura di uno spazio culturale per creare un luogo di incontro nel centro storico, la manutenzione delle aree a verde e servizi a casa per le persone anziane.  Il progetto interessa la frazione di Campiglia d’Orcia e sarà portata avanti da una cooperativa da costituire coordinata da un gruppo di giovani impegnati nel volontariato. Nello stesso comune un altro progetto riguarda il recupero, tutela e gestione del parco delle Sorgenti di Vivo d’Orcia, il ‘paese dell’acqua’. Si pensa di usare il vecchio immobile delle scuole del borgo,  attualmente inutilizzato, per realizzare in futuro un ostello. La cooperativa, da costituire, ha come soci fondatori e promotori un gruppo di cinque famiglie residenti.
Pienza – Il turismo in bicicletta ha grandi potenzialità e l’ultima moda sono le bici elettriche, capace di venire in soccorso sui sali e scendi a chi non ha le gambe troppo allenate. L’idea non è però solo quella di noleggiare le bici elettriche ma anche di realizzare una ciclofficina dove offrire lavoro a persone con invalidità civile: a Monticchiello, in un edificio pubblico da recuperare che occupava un tempo un ex ambulatorio  medico. Nell’officina, dotata di tecnologie avanzate, potranno essere sperimentati anche modelli di bicicletta destinati alla disabilità. La cooperativa pronta a seguire il progetto già esiste ed è quella del Teatro Povero di Monticchiello. San Casciano dei Bagni – Si punta alla costituzione di una cooperativa, prevalentemente femminile, capace di proporre una modello di economia circolare basato sulla filiera della lana: dalla produzione alla vendita. Il Comune potrebbe mettere a disposizione l’edificio, appena ristrutturato, che ospitava la ex scuola.
Trequanda – Nel borgo di Petroio, trecento residenti ed un solo nato quest’anno, l’obiettivo è creare e gestire un albergo diffuso e un piccolo negozio di artigianato locale, residenti e imprese insieme, evitare la chiusura del bar e spaccio alimentare della frazione, riaprire l’albergo ristorante Palazzo Brandano. Ma c’è anche di più: per favorire la nascita di nuove professioni sarà realizzato uno spazio coworking con wifi all’interno del bar, sarà realizzato e gestito un infopoint turistico (con tanto di sito web che racconti il territorio), saranno organizzati – cercando finanziamenti nazionali ed europei – spazi e servizi per le prima necessità, la salute, l’aiuto agli anziani o il mercato di prodotti agricoli. Si punta sulla sostenibilità ambientale e anche a gestire il locale Museo della terracotta. All’idea di dar vita ad una cooperativa hanno già aderito 149 persone ed otto imprese e associazioni locali, di fatto metà paese.

Fonte: Portale Regione ToscanaGo News

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