Premiati i giovani imprenditori della montagna

Francesco vuole creare sulla Sierra Biellese un parco giochi che riavvicini le persone alla natura. A Udine, Chiara ha trovato il modo di riciclare gli scarti della lana di pecora: produrrà e commercializzerà fogli di lana pressata da utilizzare in agricoltura per la pacciamatura. Luisa, in val Sabbia (Brescia), si occuperà della raccolta di fiori-bacche-foglie per trasformarli in prodotti alimentari e di cosmesi. Francesco, Chiara e Luisa sono stati premiati oggi a Fa’ la cosa giusta! da Fondazione Cariplo e dalla Fondazione Edoardo Garrone, che hanno messo a disposizione premi per un valore complessivo di 60 mila euro ai tre migliori progetti d’impresa presentati dai 14 partecipanti di ReStartAlp, l’incubatore per giovani aspiranti imprenditori della montagna.

L’obiettivo di ReStartAlp, promosso dalle due Fondazioni, è quello di favorire lo sviluppo delle aree alpine e l’occupazione giovanile nelle filiere produttive tipiche della montagna. In dieci settimane di Campus, i partecipanti hanno acquisito e perfezionato conoscenze e competenze per l’avvio di imprese attive in ambito montano, mettendo a punto un susiness plan per la propria idea imprenditoriale. I business plan sono stati esaminati da una Commissione sulla base della sostenibilità economica e ambientale, dell’innovazione e del potenziale contributo allo sviluppo e alla valorizzazione dei territori.

Il primo classificato (premio da 30mila euro) è Francesco Trovò, 33 anni, torinese con il progetto “Future is Nature – Playground”. Darà vita a un parco ludico per giovani e adulti, con case sugli alberi, yurte, tende, possibilità di andare a cavallo, in mountain bike e di seguire ritiri spirituali, incontri di meditazione, giornate di formazione. Chiara Spigarelli, 28enne di Udine, ha vinto il secondo premio (28mila) con il progetto “Vello d’oro”: dai prodotti di scarto della lana, considerata un rifiuto speciale, l’impresa produrrà e commercializzerà fogli di lana pressata da utilizzare in agricoltura per la pacciamatura, aiutando le aziende del territorio alpino a smaltire le lane di tosa e, al contempo, introducendo un prodotto  innovativo particolarmente adatto ad alcune colture di quota. Terza classificata, Luisa Londrini, 32 anni, con il progetto “Sambloom”. In Val Sabba vuole offrire itinerari di “ecoturismo esperienziale”, mettendo in rete punti ristoro già esistenti sul territorio e laboratori artistici tenuti da professioniste. Inoltre avvierà un’attività di raccolta di fiori-bacche-foglie per la lavorazione in campo alimentare e della cosmesi.

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