I nomi delle 34.361 vittime della Fortezza Europa

Pubblicati sui giornali di venerdì 22 giugno 2018: Il Guardian in Gran Bretagna, il Tagesspiegel in Germania, il manifesto in Italia. Per ciascun migrante il nome, il paese di provenienza, la fine del viaggio. E’ l’elenco più completo oggi esistente, realizzato dalla Ong Olandese United for Intercultural Action.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non è solo l’operazione giornalistica che importa di per sé, ma la necessità che sottende: quella di una diversa narrazione. Un bel pezzo a firma di Antonio Prete, su Doppiozero, invita a riflettere su alcune parole che nel nostro tempo sono offese, straziate, svuotate di senso. Parole ritenute altro dalla politica:

“Una parola di dieci lettere è il territorio dell’OSPITALITA’. Proteggi ciascuna di quelle lettere. Poiché dappertutto, intorno, c’è l’inferno, il sangue, la morte”. Così lo scrittore Jabès nel suo libro dell’addio alla scrittura, e alla vita, Le livre de l’hospitalité. Dappertutto, anche nella lontananza dalla guerra, c’è un’insidia: quella di addomesticare l’orrore, di abituarsi al tragico, di non avvertire più lo scandalo per la distruzione dell’umano. Colui che fugge dalla guerra, dalla condanna all’estinzione per fame o per violenza, pensa, o spera, che la parola ospitalità abbia altrove ancora un suo senso, sia appunto protetta nelle sue singole lettere, perché intorno c’è l’inferno.

Il diritto all’orizzonte è figura di ogni altro diritto. Ostruire l’orizzonte, costruire muri, è sottrarre il cielo allo sguardo, e ai pensieri. Il muro si oppone all’orizzonte, alla ricerca d’orizzonte che è in ogni cammino, in ogni movimento verso un approdo. “Il muro è il silenzio più duro. Negare il muro”, scrive Jabès in un altro suo libro intitolato Le parcours. Abbattere il muro è liberare l’orizzonte alla vista. Restituire il rapporto con il cielo, con la lontananza, con le nuvole. Il rapporto che appunto definisce colui che è in cammino. E l’ospitalità, altro non è che un “incrocio di cammini”. (leggi l’articolo in versione integrale)

 

 

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