Fermenti che ti cambiano la vita: inaugurato il Pub Le Spine

“Qui passano soprattutto pellegrini e motociclisti”. Il pub “Le Spine” di Michaela e Giulio è stato inaugurato poche settimane fa. Si trova a Cavazzola, nel comune di Berceto, in provincia di Parma, lungo la vecchia statale della Cisa, ormai dimenticata dal grande traffico dirottato sull’autostrada. È un punto in cui la Cisa coincide con la via Francigena. E Le Spine sta proprio sul crinale: da una parte la vista si apre sulla Val Baganza e dall’altra spazia sulla Val Grontone. “Per tre anni abbiamo battuto l’Appennino emiliano alla ricerca del posto giusto. Sognavamo una casa nel bosco, l’abbiamo trovata lungo una statale. L’abbiamo scelta perché ha una storia alle spalle”, racconta Michaela Settimo. Insieme al suo compagno Giulio Zucchetti e al figlioletto Leo ha lasciato Milano per lanciarsi in questa nuova avventura. “Volevamo fuggire dalla smog e dal caos, volevamo vivere e lavorare in spazi diversi, in un luogo di montagna”. E così è stato.

“Il nostro progetto è quello di creare un microbirrificio con bed and breakfast -aggiunge Michaela-. Per ora serviamo birre artigianali prodotte da birrifici italiani. Facciamo un passo alla volta”. “Le Spine” comprende anche un vasto terreno, di oltre un ettaro, in cui crescono rose canine e biancospini. “Dobbiamo sistemarlo, immagino che un giorno sarà un giardino in cui è possibile passeggiare, fermarsi a gustare una delle nostre birre, stare a contatto con la natura”, dice Michaela. “Abbiamo scelto questa casa perché fin dal primo dopoguerra era un’osteria. Ha quindi una lunga storia e la gente del luogo ci racconta qua e là aneddoti interessanti. Noi vogliamo continuare questa storia”.

A Milano Michaela lavorava per la casa editrice Egea, dell’Università Bocconi. Giulio è birraio. Il passaggio dalla vita in città a quella in alta collina ha richiesto comunque tenacia, coraggio e spirito d’adattamento. Molti sognano, “Vado a vivere in campagna”, ma alla prova dei fatti pochi osano. “In montagna (sono a circa 700 metri d’altitudine, ndr) tutto è lontano, si è un po’ isolati – racconta Michaela-. Questo inverno con le grandi nevicate era tutto ghiacciato. È stato fondamentale l’aiuto dei nostri vicini”. Nella frazione di Cavazzola vivono in tutto sei famiglie. Tre vengono da Milano e le altre tre sono “autoctone”. “Il mutuo aiuto qui funziona bene ed è fondamentale. Non solo. Ci siamo sentiti subito accolti, anche perché ogni nuova famiglia che arriva viene vista come un segno che la vita va avanti, che queste bellissime terre non saranno abbandonate”.

In campagna si impara a fare un po’ di tutto. La creatività è d’obbligo. “Qui non porti in giro il curriculum, il lavoro te lo devi creare. La natura è una risorsa ed è da lì che devi tirare fuori il modo di vivere. Ma ci devi mettere il cuore”. Non mancano momenti di sconforto, ovviamente. “Quando affronti la ristrutturazione tutto è difficile, devi imparare un sacco di cose se vuoi tenere sotto controllo la situazione. E qualche compromesso devi accettarlo. Avremmo voluto fare una ristrutturazione secondo le tecniche della bio edilizia. Ma è stato possibile solo in parte, anche per una questione di costi. Molti lavori li abbiamo fatti noi, mettendoci ovviamente più tempo del previsto”.

Sono due i consigli che Michaela si sente di dare a chi vuole fare il “grande salto”. Primo, non rimandate. “Non ci sarà mai il tempo giusto. Inutile aspettare. Fatelo e basta”. Secondo, non fate il passo più lungo della gamba. “Considerate che vi costerà circa il 30% di risorse in più rispetto al budget che pensate di avere a disposizione. C’è sempre un imprevisto in agguato. Quindi fate bene i conti e lasciatevi del margine nel vostro budget”. 

Redazione: Dario Paladini, 31.07.018

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.