Donne anticamorra nei beni confiscati. La testimonianza di Eleonora

Ogni volta che prendo in mano una zolla di terra dico: camorra non hai vinto, ora ci sono io”. Eleonora ci ha messo più di dieci anni per riuscire a pronunciare di nuovo la parola camorra.

Oggi ha 35 anni, ma appena ventenne è stata presa di mira da un giovane boss che ha cominciato a perseguitarla, con telefonate e pedinamenti. “Sono vittima di stalking, di una violenza psicologica che mi ha annientata”. Per 17 mesi ha subito, fino a quando è crollata. “Ho perso anche il lavoro. Non mangiavo più, non mi alzavo dal letto, non andavo in bagno a farmi una doccia perché avevo paura che qualcuno mi spiasse”. E il suo stalker, dopo averla “ridotta a una larva”, ha smesso di importunarla. “Ha preso di mira un’altra ragazza,che ho cercato di aiutare. Ma ero distrutta ed ero caduta in depressione”.”Sono stati 17 mesi in cui non ho osato dire a nessuno quello che mi stava succedendo. Temevo che potesse succedere qualcosa ai mie famigliari”.

Oggi Eleonora fa parte dell’associazione Mia (acronimo di Memoria Inclusione Autonomia), insieme a una decina di donne che presto lavoreranno all’interno della masseria Antonio Esposito Ferraioli di Afragola,uno dei beni confiscati alla camorra più grandi dell’area metropolitana di Napoli. Si estende su una superficie di circa dodici ettari e dal 2017 è stata assegnata a una rete di cinque organizzazioni: il Consorzio di cooperative sociali “Terzo Settore”, la Camera del lavoro metropolitana di Napoli, la cooperativa sociale “L’uomo e il legno”, la cooperativa Giancarlo Siani e l’associazione di volontariato “Sott’e’ncoppa”.

“Penso sia importante che io possa raccontare quello che ho passato -aggiunge Eleonora-. Ora mi sento bene, ho energia. Ma ci ho messo più di dieci anni per liberarmi dalla depressione e dalla paura. Chi non vive un’esperienza del genere fa fatica a capire cosa si prova. A volte ho difficoltà anch’io a trovare le parole giuste”. Per Eleonora la vita è cambiata decisamente in meglio quando, su consiglio di un’amica, ha deciso di partecipare al bando ‘Uscire dal silenzio'(finanziato dalla Costa Crociere Foundation), lanciato dalle associazioni che gestiscono la Masseria Ferraioli. “Abbiamo seguito corsi di formazione e stiamo per avviare un’impresa sociale che si occuperà della trasformazione e vendita dei prodotti agricoli della Masseria stessa”. Eleonora cura anche uno dei cento orti creati all’interno della Masseria e assegnati a cittadini di Afragola. “Per me è come una rivincita. È stato un boss della camorra ha rovinarmi, ma io oggi sono qui e curo un bene tolto alla camorra”, dice soddisfatta.”

L’unico consiglio che mi sento di dare alle donne vittime di violenza è di parlare, di non tenersi tutto dentro come ho fatto io -aggiunge-. Trovate un’amica, un parente. Qualcuno di cui potete fidarvi. Quando ormai ero sfinita e immobile a letto, mi sono confidata con mio padre. Ed è stata la mia famiglia che mi ha aiutato a rinascere. Ho seguito un percorso terapeutico, ancora oggi sono seguita da uno psicologo. Senza l’aiuto di persone care non si riesce a liberarsi della violenza. Ed è devastante tenersi tutto dentro”:

Redazione: Dario Paladini

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