“Cellulare sì, cellulare no” in classe, il decalogo MIUR sulla scuola digitale scatena il dibattito

La discussione si è accesa a partire dalla pubblicazione del Decalogo, voluto dalla Ministra Fedeli e realizzato dal gruppo di esperti del Ministero Istruzione: “Dieci punti per l’uso dei dispositivi mobili a scuola BYOD – Bring your own device”.

Tra le voci “critiche” rispetto all’approccio MIUR c’è quella dello psicoterapeuta Alberto Pellai, che si è rivolto alla Ministra pubblicamente attraverso più lettere aperte, pubblicate in questi giorni; qui l’ultima:

Alberto Contri, docente di Comunicazione Sociale all’Università Iulm, uno dei primi a sperimentare a fine anni Ottanta la realtà virtuale per usi didattici, dichiara, sulla questione del cellulare:

 Non sono d’accordo, e per molte ragioni. Mi pare ovvio che le scuole debbano disporre di un adeguato collegamento Wi-FI come supporto alla didattica. Ma questo vale per i docenti: non si capisce proprio che uso ne possano fare gli studenti se non per distrarsi ulteriormente […] Nel documento del MIUR ho trovato affermazioni generiche, intrise di una retorica modernista priva di reali significati, che oltretutto rimanda ogni responsabilità alle singole scuole e ai singoli insegnanti (e meno male). Inoltre non vi trovo nemmeno una minima eco del crescente numero di ricerche realizzate in tutto il mondo, che dimostrano come gli effetti collaterali dell’uso del cellulare in classe ne superano di gran lunga i benefici. Sembra che gli estensori non siamo mai entrati in una classe in cui i ragazzi hanno i cellulari a disposizione. Come mai in Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti e molti altri Paesi si è giunti a vietarne l’uso? Semplicemente perché l’attenzione, storicamente già così difficile da ottenere, si perde del tutto nell’uso che gli studenti ne fanno (è dimostrato) per fare tutt’altro.[…] Altro conto è dedicare lezioni precise allo studio del coding, dell’informatica, delle ricerche per imparare ad orientarsi nel mare magnum del web: ma questa è un’altra faccenda, ed è ovvio che in questi casi è fondamentale poter disporre di un’aula attrezzata con un computer per ogni studente. Ove non ci fosse, può andar bene anche il cellulare, ma solo in questi precisi casi. Per il resto, gli insegnanti e i docenti più avveduti sono del tutto contrari. Il prof Autore, un luminare della cardiologia internazionale che insegna alla Sapienza di Roma, avverte gli studenti all’inizio delle sue lezioni che non renderà disponibili le sue diapositive, per obbligarli a prendere appunti e a non distrarsi… (LEGGI TUTTO)

Aggiunge il prof Contri:

Figuriamoci che il CEO della VirginRichard Branson, ha addirittura introdotto nel suo Gruppo l’uso del Digital Detox, almeno un giorno alla settimana in cui nessuno può usare un device elettronico. Mentre il capo di un grande Gruppo Internazionale (e non solo, perché il Digital Detox sta prendendo sempre più piede ovunque) cerca di acchiappare i buoi usciti dalle stalle, qui sembra si cerchi di farli scappare il prima possibile.

Sulla “disintossicazione digitale” segnaliamo questa esperienza, specificamente dedicata alle famiglie: Detox Digitale, un programma di un mese per imparare a vivere meglio senza lo schermo (o quasi). Ci ha pensato una radio francese per bambini, Bloom (disponibile su Google Play, Apple Store, sul sito e sui social) nata dall’idea di due amiche, mamme, professioniste del settore audiovisivo. Convinte di non voler crescere i propri figli alla mercè di uno schermo televisivo, si sono sentite rapidamente frustrate dalla mancanza di varietà nell’offerta a disposizione su altri versanti esperienziali, tipo quello dell’ascolto senza immagini. Durante il mese di febbraio 2018, registrandosi all’iniziativa, sarà possibile ricevere ogni giorno materiali “alternativi” ai video per un intrattenimento diverso nel tempo libero con i propri figli.

Segnaliamo infine, dalla nostra “sitografia” di riferimento, per approfondimenti:
Bimbì.itblog di Giampiero Remondini
Meta Mini Maxi Maxi, blog di Spaziopensiero onlus

Sei interessato ai temi dell’educazione? Hai a cuore il mondo della scuola, da alunno, genitore, insegnante, operatore, semplice cittadino? Quest’anno a Fa’ la cosa giusta! c’è il progetto speciale SFIDE. La scuola di tutti. Scopri cos’è e partecipa sin d’ora.

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