C’è un gran traffico a Venezia

Da oggi fino a Natale faranno il loro “inchino” alla basilica di San Marco circa 320 navi da crociera. Quasi due al giorno. Imboccheranno poi il canale della Giudecca per attraccare infine al porto di Venezia. “Il via vai non si è fermato neanche il 2 giugno, quando la Msc Opera ha urtato una banchina e un traghetto”, sottolinea Marco Baravalle, uno dei portavoce del Comitato No Grandi Navi di Venezia. Il nuovo scampato pericolo del 7 luglio, quando la Deliziosa di Costa Crociere ha sfiorato la riva dei Sette Martiri – Riva della Biennale e alcune imbarcazioni, ha riacceso i riflettori su un vecchio problema che assilla però ogni giorno la città lagunare, perché appunto non si tratta del passaggio sporadico di qualche nave. Venezia, secondo un rapporto pubblicato di recente dalla Federazione europea “Transport & Environment” sull’inquinamento prodotto dalle navi passeggeri, è la terza città di mare più inquinata d’Europa per la qualità dell’aria (dopo Barcellona e Palma di Maiorca).
Nel 2017 le navi da crociera hanno lasciato nell’aria della città lagunare 27,5 tonnellate di ossido di zolfo. Ci sono navi che si fermano solo poche ore, altre che stazionano per giorni. Ma tutte hanno sempre i motori accesi, perché la vita a bordo non si ferma mai e ai passeggeri ovviamente
vengono garantiti tutti i servizi. Basta andare sul sito di Venezia Terminal Passeggeri spa e consultare gli approdi programmati (www.vtp.it/calendario-approdi/) per rendersi conto del traffico intenso di grandi navi nel cuore della città. Noi abbiamo contato gli approdi previsti: 44 da metà a fine luglio, 78 in agosto, 82 in settembre, 73 in ottobre, 28 in novembre e 15 in dicembre. Totale: 320.
Gli incidenti del 2 giugno e del 7 luglio non sono una strana coincidenza. Nel corso degli anni ne sono stati registrati diversi in cui sono protagoniste grandi navi, sia mercantili che passeggeri. Il Comitato No Grandi Navi li ha documentati in un rapporto del 2015. Il primo risale al 16 ottobre 1969 quando la petroliera Charitas, carica di 14mila tonnellate di olio combustibile, a causa di un guasto al timone devia dalla rotta abituale per Porto Marghera lungo il Canale della Giudecca dirigendosi verso Piazza San Marco, fermandosi a poche decine di metri dal molo marciano grazie al pronto intervento dei rimorchiatori, e ostruendo per qualche tempo l’ingresso al Canal Grande. L’elenco delle mancate catastrofi è lungo: nel 1973 la Bulk Mariner sbanda contro la Riva dei Sette Martiri; il 31 maggio 1980 la motonave Afros sfonda la Riva della Partigiana; il 12 maggio 2004 la nave passeggeri tedesca Mona Lisa si incaglia di fronte a Palazzo Ducale; il 6 luglio 2006 scoppia un incendio nella sala macchine su una nave gasiera carica di propilene a San Leonardo; il 13 agosto 2007 l’Atlantic Joy si incaglia nel Canale di Malamocco per la rottura del timone; il 23 giugno 2011 la nave turca Haci Emine Ana cozza contro i cantieri del Mose. Gli incidenti più recenti coinvolgono soprattutto navi da crociera. Domenica 6 maggio 2012 la Celebrity Solstice rompe gli ormeggi in Marittima per il forte
vento di Bora, rischiando di andare alla deriva, e la domenica successiva,13 maggio, la Nieuw Amsterdam deve azionare lungamente le eliche laterali per evitare il medesimo problema, provocando con le violente correnti trasversali pesanti problemi ai mezzi pubblici diretti al Tronchetto. Il 26 agosto del 2012 analoga rottura degli ormeggi in Marittima è accaduta alla Carnival Breeze, ch ha riportato diversi danni, e solo il fatto che il Bacino fosse vuoto ha impedito guai peggiori. Nel 2013, il 25 Giugno, un incendio a bordo della Zenith, al largo di Chioggia, costringe ad evacuare i 1700 passeggeri diretti a Venezia. Il 5 aprile 2014 la Msc Preziosa, nave da 140 mila tonnellate di stazza con a bordo due piloti distrugge un finger a causa di un errore di accosto alla banchina Isonzo alla Stazione Marittima.
“Noi chiediamo da anni il blocco del passaggio delle grandi navi -ricorda Marco Baravalle-. E il decreto legge Clini- Passera del 2014 vieta in effetti l’accesso a Venezia alle navi superiori alle 40mila tonnellate di stazza, ma non è applicato perché c’è stato un ricorso al Tar e perché prevede che sia individuata una soluzione alternativa”. E qui sta l’inghippo, che ha permesso finora di continuare a far passare le navi da crociera nel cuore di Venezia. Dato che una soluzione non si trova, tutto rimane come prima. C’è chi propone, in particolare Comune, Ministero dei trasporti e compagnie di navigazione, di far attraccare le grandi navi a Porto Marghera. Ma per il Comitato No Grandi Navi è comunque una situazione rischiosa. “Se una di queste navi va a sbattere contro uno degli impianti del petrolchimico
causa una sciagura immane e devasta tutta la laguna”, sottolinea Marco Baravalle. Le altre ipotesi prevedono di creare un porto fuori dalla laguna o di deviare le navi da crociera in una delle città portuali più vicine (come Trieste).

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