Disabilità, la magia del Coro Manos Blancas di Milano

Con i loro guanti bianchi cantano “La vita è bella” oppure “Nel blu dipinto di blu”: sono i bambini e i ragazzi del Coro Manos Blancas di Milano, nato all’interno della scuola speciale dell’Istituto comprensivo Paolo e Larissa Pini (zona Gorla), l’unica del capoluogo lombardo rivolta a giovani con gravi e plurime disabilità. Ogni corista è affiancato da un coetaneo della scuola media vicina, un “compagno di viaggio” che lo aiuta a cantare con le mani. Il coro poi è completato da un gruppo di ragazzi di altre scuole che intonano con la voce i canti. “In questo modo anche ragazzini disabili, che non sono in grado di cantare con la voce, possono farlo con il loro corpo. Sono inseriti in un contesto di musica e con le mani possono seguirla e viverla”, spiegano gli operatori. Martedì 15 maggio ci sarà il saggio di fine anno. “Il nostro obiettivo è l’integrazione -aggiungono-. Perché ne traggono beneficio non solo gli alunni con disabilità, ma anche gli altri compagni che imparano a vivere a fianco della diversità”. Il coro è diretto da Sonia Spirito, Chiara Lucchini e Pilar Bravo, insegnanti specializzati. Il progetto del Coro Manos Blancas di Milano è promosso da Song onlus ed uno dei cori nati nel mondo grazie all’intuizione di Naybeth Garcia e Johnny Gomez, docenti e assistenti nella scuola di musica venezuelana del Maestro Josè Antonio Abreu: “La musica è espressione dell’anima… e l’anima non conosce disabilità”. Hanno così ideato un metodo di fare musica insieme che riesce a coinvolgere ogni ragazzo. Anche quelli con abilità speciali: indossati guanti bianchi, guidati da maestri che ricevono una specifica formazione, hanno la possibilità di vivere con il loro corpo la musica. Insieme ad altri coetanei. Per sostenere il Coro Manos Blancas di Milano è stata lanciata la campagna di crowdfunding “Song senza barriere”, sulla piattaforma di Produzioni dal basso. Il progetto è tra i cinque selezionati da Bper Banca, su oltre 150 presentati a livello nazionale, nell’ambito del concorso “Teen! Il futuro a portata di mano”. Le donazioni raccolte saranno raddoppiate da Bper Banca. C’è tempo fino al 30 giugno per donare. I fondi raccolti serviranno per garantire il proseguimento delle attività in modo gratuito per le famiglie, per estendere l’area corale arrivando a coinvolgere fino a 100 ragazzi e per portare l’esperienza delle “Manos Blancas” fuori dalla Scuola. Redazione: Dario Paladini, Redattore Sociale  

Per chi vive all’insegna della sostenibilità: Restart-party e Spazio Tuttogratis

Domenica 13 maggio, dalle 14.00 alle 16.00 i volontari Restarters di Milano e i volontari di PCOfficina saranno  in Cascina Cuccagna per aiutare la cittadinanza a riparare “cose” ( dal frullatore all’aspirapolvere, compresi, ferri da stiro, casse acustiche, telefoni etc.) ed evitare così che finiscano anzitempo nel cestino danneggiando ambiente e portafogli. Questo evento sarà ripreso per The Life-Sized City, una serie di documentiari girati da una tv canadese con il conduttore televisivo, esperto di design urbano,  Mikael Colville-Andersen. L’oggetto della serie sono esempi di risposta ai problemi urbani messi in atto in grandi città del mondo. Hanno già girato a Medellin, Toronto, Paris, Bangkok, Tokyo and Tel Aviv. Milano sarà uno dei prossimi appuntamenti in onda. I Restarters Milano sono volontari con competenze tecniche nella riparazione: aiutano e insegnano ai partecipanti come aggiustare i propri dispositivi e piccoli elettrodomestici rotti per evitare di farli diventare rifiuti. Volendo potrete riadattare eventuali vecchi computer di casa funzionanti ma inutilizzati, con un sistema operativo gratuito adatto ai più inesperti. 19 maggio, dalle 10.00 alle 19.00 Spazio TuttoGratis al Bar Joy di Lambrate ( Via Valvassori Peroni 56 – Milano ) Tutto è partito da un’iniziativa di Greenpeace, che dalle 17.00 in avanti promuove un evento per la presentazione del proprio volontariato, per l’occasione saranno presenti diverse realtà milanesi che si occupano di sostenibilità e riduzione degli sprechi, Come funziona? Come sempre sarà possibile prendere, ma anche portare quel che si vuole  a 2 condizioni: 1. Gli oggetti devono essere in buone condizioni e selezionati; 2. Gli oggetti non devono essere troppo voluminosi. Portate quello che non vi serve più ma è in buone condizioni e facilmente trasportabile e prendete quello che volete fino a cinque pezzi, si può prendere senza portare e viceversa. Non ritiriamo enciclopedie, televisori a tubo catodico, videocassette. Se avete dei dubbi scrivete a info@giacimentiurbani.eu Il  programma della giornata nel dettaglio: dalle 10:30 alle 19.00 Spazio Tutto-Gratis dalle 17:00 ci saranno i volontari del Gruppo Locale di Greenpeace Milano con i banchetti per presentare l’operato dell’associazione a Milano e nel mondo alle 20:00 C’esco e i Musicanti di Brahma inizieranno a suonare e alle 21:00 ci sarà il concerto dei Riciclato Circo Musicale e la loro musica Elettrodomestica. Saranno presenti le associazioni Giacimenti Urbani, Recup, L’Alveare che dice Si e CoreLab, Officine Vulcano. NB: suggeriamo di portarsi il bicchiere da casa per ridurre l’impatto ambientale dell’evento! Nel caso ci saranno dei bicchieri riutilizzabili con vuoto a rendere per la serata, però è sempre meglio minimizzare l’uso.

“Sfebbramamma”, volontari in aiuto dei genitori

“Ho cresciuto da sola due figlie e ricordo bene il panico del mattino quando scopri che il figlio piccolo ha la febbre. Ti chiedi subito: e ora a chi lo lascio?”. Carmen Lorenzo è la presidente dell’associazione “One x all” e da pochi mesi ha avviato un servizio particolare, lo “sfebbramamma”: i genitori presi dal panico possono chiamare l’associazione e portare lì il pargolo con la febbre. “Rispondiamo al telefono a partire dalle 5.30 del mattino e accogliamo i bambini dalle 6.30”, spiega. Ovviamente l’iniziativa ha riscosso subito successo. “Ogni giorno ci arrivano dagli otto ai 20 bambini”. La sede di “One x all” è in via Bessarione 19, al quartiere Corvetto, ma i bimbi arrivano un po’ da tutta Milano. “Ce li portano anche medici o infermieri che non possono cambiare il turno all’ultimo momento o alcuni avvocati -sottolinea-. Il bisogno di trovare con urgenza qualcuno che badi al bambino è trasversale”. I prezzi sono comunque popolari: 10 euro per mezza giornata e 20 per la giornata intera. “Ciò è possibile grazie ai nostri volontari che si danno il turno -aggiunge-. È anche chiaro che non accettiamo bambini con malattie infettive. Il nostro servizio è per quei casi in cui il bambino ha qualche linea di febbre perché ha il raffreddore o ha preso freddo o ha qualche mal di pancia passeggero”. “One x all” offre anche altri servizi per i genitori. Come il cinema del venerdì sera. “Possono lasciarci qui i loro figli -racconta-. Abbiamo creato una stanza per il cinema con delle sedie che sembrano delle macchinine. Pop corn e succo di frutta sono garantiti. Tutto nasce dalla consapevolezza che sono sempre di più le mamme o i papà single, magari senza nonni o zii vicini. E due servizi come questi diventano molto utili, sia per risolvere situazioni di emergenza sia per riuscire magari a ritagliarsi una serata libera, a prezzi modici”. Redazione: Dario Paladini 23.04.018 Foto: Ansa

Tumore al seno, 50 scatti per raccontare il dolore e la rinascita

Per raccontare il dolore, la sofferenza e la rinascita ci vogliono eleganza, sensibilità e capacità di entrare in sintonia con le altre persone. Qualità che ha Silvia Amodio, fotografa e giornalista. Lo si desume guardando, in anteprima sul sito del progetto una preview di “Io ero, sono e sarò”, la mostra che ha realizzato con 50 fotografie di grande formato, in cui ritrae donne con solo un velo sul corpo. Sono donne che si sono misurate con il dolore della scoperta di un tumore al seno, con la fatica delle cure, con la sfida di prendersi cura di sé e trovare il coraggio di realizzare un sogno. Secondo gli ultimi dati dell’Associazione italiana registri tumori (Airtum), nel 2017 si sono ammalati di tumore alla mammella 50 mila donne e 500 uomini. Con una tendenza che è in lieve aumento, quasi l’1% l’anno. Una donna su otto viene colpita da tumore al seno nel corso della vita. E se un tempo la fascia di età più a rischio era compresa tra i 40 e i 60 anni, oggi la forbice si è allargata fino a raggiungere ragazze di 18 e signore oltre gli 80. Si tratta sempre più di una questione sociale e culturale, oltre che sanitaria. “Il progetto si intitola Io ero, sono, sarò perché, parlando con queste donne, ho capito che la loro vita era divisa in tre parti: prima, durante e dopo la malattia -spiega Silvia Amodio-. Il tempo scandisce tutto dall’inizio, una dimensione con la quale ci si misura in continuazione e che condiziona ogni scelta”. Sul sito www.ioerosonosaro.it è possibile vedere il documentario realizzato in occasione della prima presentazione della mostra, a Ibiza. Silvia Amodio ci è andata insieme a questo gruppo di donne, che si sono viste per la prima volta ritratte. Una di loro dice: “mi sono sentita bella”. Non è affatto scontato, per chi durante le cure ha perso i capelli, magari è ingrassata o ha subito interventi invasivi. L’idea di Silvia di trasformare la propria casa in studio fotografico per accogliere le donne in un ambiente familiare e confortevole ha contribuito a creare un clima di fiducia reciproca e di intimità, mentre la presenza di un truccatore professionista ha rimesso al centro la bellezza. L’utilizzo del velo, con la sua leggerezza e trasparenza, ha consentito di “giocare” sul set e di (s)velare non solo le parti del corpo colpite dal male ma anche le cicatrici profonde e non sempre visibili. Il velo, vezzo tipicamente femminile, è il fil rouge di tutti gli scatti. La mostra arriverà a Milano il 19 maggio, nella prestigiosa Sala Panoramica del Castello Sforzesco, grazie a Coop Lombardia, che ha promosso tutto il progetto. La mostra sarà accompagnata da un catalogo (a cura di Terre di mezzo Editore) che conterrà tutti gli scatti realizzati corredati dalle rispettive storie e da una serie di interventi scientifici e istituzionali. Tra loro anche quello di un uomo che a 41 anni ha scoperto un nodulo al seno e iniziato la sua sfida verso la guarigione. Redazione: Dario Paladini, 6.04.018

La Fiera family friendly

Anche quest’anno Fa’ la cosa giusta! dedica un’attenzione speciale ai bambini. A seconda della fascia d’età, attività e servizi dedicati, per fare dell’esperienza in Fiera un momento piacevole e un’occasione formativa. La nursery (pad. 3) sarà uno spazio non solo per allattare, gattonare o cambiare i bebè, ma anche per vivere una “sosta emozionante” grazie a Coop. Koiné: approfondendo così quello che sperimenta ogni giorno il bimbo e facendo crescere la complicità. Senza dimenticare l’importanza che ha il contatto del corpo: per questo la Scuola del portare, con le sue fasce, mostra come accogliere i piccoli a sé offrendo il suo servizio all’ingresso e nella nursery al pad. 4. Con Trillino Selvaggio, poi, ci sono attività e proposte educative per tutti. Ecco il “Giardino di città” dove i giovani “contadini” dai 3 ai 6 anni potranno inseguire profumi, tracce e storie, piantare semi, mettere le mani nella terra e portarsi a casa il loro piccolo orticello in un mondo di piante officinali. E per chi va già alle elementari? Ecco “La strada” con la sua invasione colorata dove trasformarsi di volta in volta in acrobati, percussionisti, giocolieri, artigiani, pittori… Prima di ripartire è d’obbligo dare il proprio contributo a naturART: un’esperienza di street art per contribuire con mamma e papà a creare un grande giardino verticale. E non è finita qui. Cos’altro? Scoprite nel programma culturale la stampa a caratteri mobili con AbiCiDì e i laboratori di manualità creativa con Bia nello Spazio Novamont, le trottole dell’associazione Il Tarlo, gli appuntamenti de L’acchiappastorie a cura di Città Incantata, le attività della Grande Fabbrica delle Parole, la Falegnameria di Gino Chabod, Officina Balena che ci insegnerà mille modi per riutilizzare la carta, la Bottega di Mattia e il suo percorso nel bosco, Survival International per mettersi nei panni (e nei volti!) dei popoli indigeni, il cinema di animazione di Animàni (mai pensato di usare i post-it per creare un film?), gli scacchi di Giocando con i re e il campo sportivo del CSI dove sperimentare sport accessibili e per tutti! Vieni… e non lasciare i bimbi a casa! 23-15 marzo, Fa’ la cosa giusta! 2018, Fieramilanocity    

Green Market: prodotti e progetti di economia circolare

Al padiglione 4, area dell’Abitare sostenibile, la Piazza dei Giacimenti Urbani vi aspetta con proposte a 360° sui temi della prevenzione, del riuso, dell’upcycling e del riciclo, dai contenitori per il gelato alternativi al polistirolo trasformabili in compost, fino ai cosmetici ricaricabili e alla borraccia da borsa, ai gioielli realizzati con metalli di riciclo e scarti di pregio, alle sfilate di abiti reinventati, fino ai rifiuti d’apparecchi elettrici ed elettronici per ricavare metalli preziosi e la raccolta in loco di scarpe da ginnastica usate per trasformarle in pavimentazioni. E ancora laboratori sul compost come opportunità per ridurre la desertificazione, sulla raccolta differenziata per migliorare la vita nei cortili delle case popolari, con i protagonisti del progetto Quartieri Ricicloni – Giacimenti alle periferie, sfilate e uno speciale focus sul tessile con lavori al telaio per i più piccoli, recupero di abiti e tessuti con professioniste del mestiere. Ecco gli espositori che troverete nell’area del Green Market:  Artemuse ( abiti reinventati ), Booktilla ( borraccia da borsa ), Cic ( compost ), Collane Notturne ( gioielli ), Comunicareinco ( oggetti bike-friendly ), Eso ( riciclo scarpe da ginnastica ), Design Oshun ( gioielli ), Greenevo ( tecnologie per la prevenzione ), Idea ( upcycling abiti ), Mik-Art ( gioielli ), xchénogioielli ( gioielli ), Progetto Maglieria Artigianale ( tintura con le foglie e flati naturali ), Tribiano Tre ( riciclo dei RAEE ), Vivisalutebellezza ( cosmesi fresca, naturale e ricaricabile ). Novità di questa edizione: Giacimenti Urbani presenta un progetto d’economia circolare proprio, incentrato quest’anno sul riuso dei materiali edili. Miniere urbane ed economia circolare prevede la presentazione dell’edizione italiana dell’Harvest Map , la Recycling Map Platform creata dall’olandese SuperuseStudios e ora disponibile in Italia grazie alla partnership con Giacimenti Urbani, e la mostra La biblioteca del riuso: edilizia circolare, una selezione italiana e internazionale di edifici costruiti con componenti di riuso – dalle gomme per le auto ai cartelli stradali, porte comprese –, realizzati da alcuni dei più interessanti studi d’architettura su questo fronte, come lo Studio Albori, Arcò, Brembilla oltreché SuperUseStudios. Venerdì 23 alle 17 presentazione per la stampae poi domenica 25 alle 16 presso la Piazza dei Giacimenti Urbani. Le attività: laboratori e incontri VENERDì 23 MARZO – Piazza dei Giacimenti Urbani dalle 10.00 alle 13.00 Per le scuole – Laboratorio riciclone: bambini al centro  – durata 1 h. – utenza massima 2 classi – dalle 9.30 alle 12.30 non stop – Uso del compost e rinvaso delle piante – durata 1 h. – a cura del Consorzio Italiano dei Compostatori – max 2 classi non stop – Come prevenire la desertificazione del suolo – durata 1 h. – a cura del Consorzio Italiano dei Compostatori Dalle 17.00 alle 18.00 Sala Convegni – MINIERE URBANE ED ECONOMIA CIRCOLARE, CON il lancio dell’EDIZIONE ITALIANA DELL’HARVEST MAP e la presentazione della mostra Biblioteca del riuso: edilizia circolare. SABATO 24 MARZO – Piazza dei Giacimenti Urbani Dalle 10.00 alle 13.00; per bambini e ragazzi – Laboratorio riciclone: bambini al centro dalle 15.00 alle 16.00: CREA IL TUO BRACCIALETTO, laboratorio di tessitura con filati naturali per bambini con Progetto Maglieria Artigianale dalle 16.30 alle 18.00: RESTYLE YOUR DRESS, laboratorio artigianale sul recupero dei tessuti con Ilaria Pampagnin e Sandra Von Rubenwil DOMENICA 25 MARZO Piazza dei Giacimenti Urbani dalle 16.00 alle 18.00: Intercettare gli scarti: piattaforme e buone pratiche per ri-metterli a sistema

Amici a quattrozampe: il veterinario risponde

Legambiente per questa edizione sceglie di portare con la sua presenza a Fa’ la cosa giusta! il tema del benessere animale, sia domestico che di allevamento. Per aiutarci a sensibilizzare i visitatori della manifestazione su quali sono i comportamenti corretti da adottare con i nostri amici animali, su quali sono i cibi migliori per loro e le abitudini che dovremo adottare per farli vivere sereni, sarà presente allo stand di Legambiente tutti i pomeriggi dalle 15 alle 17 un veterinario dell’ANMVI – Associazione nazionale Medici Veterinari Italiani. Risponderà alle vostre domande e curiosità sul mondo degli animali d’affezione, ma non farà consulti medici.

A Milano, tutti a piedi in ufficio con Zoe

“I benefici sono soprattutto per la mente. Al mattino il camminare mi dà la carica, alla sera è defaticante: ascolto la musica e faccio scorrere i pensieri”: Zoe Zanini, 31 anni, da poco meno di due mesi percorre a piedi il tragitto casa lavoro e ritorno. Ci mette un’oretta. In tutto macina 11 chilometri al giorno. Non è certo l’unica ad avere questa abitudine, ma lei ha voluto condividerla su Facebook per invitare colleghi e amici a lasciare in box motorini e auto e iniziare a camminare. Il gruppo “In ufficio con Zoe” ora conta 445 persone, che postano quasi quotidianamente foto del loro recarsi a piedi in ufficio. Il loro segno distintivo è un nastro giallo al braccio. E attraverso il gruppo si danno appuntamento per percorrere tratti di strada insieme. Anche Zoe aderisce oggi a “M’illumino di meno”, l’iniziativa del programma di Radio 2 Caterpillar, che quest’anno è dedicata proprio alla bellezza del camminare. “Trovo bello camminare perché mi permette di guardare con calma la città -sottolinea Zoe-. Posso osservare le persone e cerco di immaginare la loro vita. Ho scoperto bar e angoli della città molto carini”. Camminare può far bene al fisico, alla mente e alla città. “Sono una persona abbastanza paurosa -racconta Zoe- e penso che se le strade fossero piene di gente che va a piedi saremmo tutti più sicuri. La sera quando attraverso un parco mi sento a disagio, ma se ci fossero più persone sarei più tranquilla”. Milano è una città in cui spesso la gente sembra non avere tempo, presa da mille impegni lavorativi o familiari. “Dobbiamo ribaltare il nostro modo di ragionare -spiega-. Non sono ore perse quelle dedicate al camminare, ma guadagnate. È una questione di scelte: se so che ho questi tempi per spostarmi, mi organizzo di conseguenza. Poi, ovviamente, capita anche a me che, per motivi di lavoro, debba arrivare da qualche parte più velocemente e in quei casi prendo il motorino”. Zoe ha deciso di condividere la sua scelta di camminare, dopo che ha notato che alcuni colleghi usano l’auto o il motorino per un tragitto casa lavoro molto più breve del suo. “C’è chi abita solo un paio di chilometri dal nostro ufficio e usa addirittura l’auto. Non solo. Per evitare di prendere multe, ha affittato un posto auto o un garage vicino all’ufficio. Mi sembra paradossale, visto che potrebbe fare quel tragitto a piedi in meno di mezz’ora”. “In ufficio con Zoe” mira a conquistare anche i pendolari che arrivano in treno a Milano: “Possono camminare dalla stazione al luogo di lavoro. Risparmiano sull’abbonamento ai mezzi e guadagnano in qualità della vita”.  Redazione: Dario Paladini 23.02.018 Foto dal Gruppo Facebook “In ufficio con Zoe”

Per un giorno, pensiamo con i piedi: “M’illumino di meno” edizione 2018

Dal 2005, ogni anno, una trasmissione di Radio2, Caterpillar, chiede ai suoi ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono proprio indispensabili alle 18 di un pomeriggio di febbraio. Quest’anno sarà venerdì 23 febbraio, giorno della stipula del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici. Si spengono sempre le piazze italiane, i monumenti – la Torre di Pisa, il Colosseo, l’Arena di Verona -, i palazzi simbolo dell’Italia – Quirinale, Senato e Camera – e tante case dei cittadini. In decine di Musei si organizzano visite guidate a bassa luminosità, nelle scuole si discute di efficienza energetica, in tanti ristoranti si cena a lume di candela, in piazza si fa osservazione astronomica approfittando della riduzione dell’inquinamento luminoso. Quest’anno Caterpillar e Radio2 dedicano M’illumino di Meno alla bellezza del camminare e dell’andare a piedi. Perché sotto i nostri piedi c’è la Terra e per salvarla bisogna cambiare passo. L’invito per il 23 febbraio 2018 è spegnere le luci e andare a piedi: una marcia, una processione, una ciaspolata, una staffetta, una maratona o una mezza maratona, un ballo in piazza o un pezzo di strada dietro alla banda musicale del paese. Per le scuole il Pedibus – andare tutti insieme a piedi – per chi va in auto fare un pezzo a piedi. Si può fare, a piedi. Per un giorno, il 23 febbraio 2018pensiamo con i piedi! Qualcuno a Milano già lo fa, tutti i giorni, e lancia la sua sfida:
Zoe Zanini, 31 anni, va a piedi al lavoro da zona Forlanini a Romolo, 5,5 chilometri in tutto. Lo stesso al ritorno. L’obiettivo? Convincere i milanesi a seguirne l’esempio. La paragonano a Forrest Gump, il personaggio interpretato da Tom Hanks che a un certo punto del film comincia a correre attraverso gli States, seguito da una massa di imitatori. Il gruppo Facebook ha già fatto proseliti. Invito chiunque a venire a camminare con me — spiega — anche per un breve tratto. O a organizzare tragitti in altri quartieri. Basta un nastro giallo al braccio per riconoscersi. Mi piace immaginare la città con flussi di pedoni che vanno al lavoro insieme. A giugno sogno di vedere almeno 100mila milanesi seguire il mio esempio». (leggi tutto, Corriere della sera, 18 febbraio 2018)

Portineria 14, il bistrot che distribuisce alimentari ai poveri del quartiere

Ha aperto poco più di un anno fa e il suo piatto forte è la fiducia. Perché oltre a servire caffé, aperitivi e piatti veloci, offre gratuitamente alcuni servizi tipici delle portinerie: come il ritiro dei pacchi o il deposito dei doppioni delle chiavi di casa. Ma dal primo di marzo lancia una nuova iniziativa: “Chiunque si trovi in difficoltà, ma proprio chiunque, può venire in portineria e ritirare la sua spesa ogni settimana. Non vogliamo sapere nulla, non vogliamo nessuna spiegazione né fare alcuna verifica”.   MILANO – Il piatto forte di Portineria 14 è la fiducia. Quasi due anni fa Federica, Emanuela e Francesca hanno aperto questo locale, affacciato sull’angolo tra via Troilo e via Conchetta, che è qualcosa di più di un bar bistrot. È un luogo di ritrovo, di passaggio, di appoggio per chi abita o lavora al Ticinese. Perché oltre a servire caffé, aperitivi e piatti veloci, offre gratuitamente una serie di servizi tipici di una portineria: si possono far recapito al loro indirizzo i pacchi degli acquisti on line, lasciare il doppione delle chiavi oppure un libro o altri oggetti che qualcuno d’altro deve passare a ritirare. C’è poi un elenco di artigiani (dall’idraulico al tapparellista) per chi ha bisogno di piccole manutenzioni in casa. “Il nostro obiettivo è quello di creare relazioni e coltivare il senso del buon vicinato, l’aiuto e la fiducia reciproca”, spiega Francesca. Intorno alla Portineria 14 si è così creata una “comunità” (come la chiama Francesca) di persone che partecipano alle iniziative e si sostengono. E dal primo marzo Portineria 14, forte dell’appoggio di questa comunità, lancia una nuova iniziativa. “Vogliamo creare un banco alimentare gratuito, un punto dove le persone possano venire a ritirare gratuitamente beni di prima necessità, come pasta, pelati, scatolame, latte, zucchero, detersivo per gli indumenti, dentifricio e altri generi di prima necessità”. Chi ha bisogno può prendere quello che gli serve. “Chiunque si trovi in difficoltà, ma proprio chiunque, può venire in portineria e ritirare la sua spesa ogni settimana -aggiunge-. Non vogliamo sapere nulla, non vogliamo nessuna spiegazione né fare alcuna verifica. Siamo convinte che la fiducia sia sufficiente. Se poi qualcuno farà il furbo è un problema suo, della sua coscienza”.   Il tam tam sui social tra chi vuole donare anche solo una scatola di pelati è già partito. In poche ore il post sul profilo Facebook di Portineria 14 in cui si annuncia la “nuova sfida” ha ricevuto in poche ore centinaia di mi piace e condivisioni. “L’idea ci è venuta perché ci siamo resi conto che anche in questo quartiere ci sono molte persone in gravi difficoltà economiche -sottolinea Francesca-. Si vedono numerosi anziani che frugano tra le cassette di merce scartata dai venditori ambulanti al termine del mercato. E siamo convinte che un piccolo sforzo da parte di tutto possa cambiare la vita di qualcuno. Sono una sognatrice e penso che anche questa cosa si possa fare e che molti ci daranno una mano. Se apri le porte la gente entra, se crei fiducia la gente si mette in gioco”. Portineria 14 già da tempo fa anche una raccolta di indumenti usati per i senza dimora. “Ci sono persone che magari non sono quasi mai venute qui per bere un caffé, ma ci vengono per donare i vestiti”, racconta Francesca. E se ogni giorno si dovesse creare una fila di decine di persone che chiedono un aiuto? “È quello che mi auguro. E daremo una risposta a tutti, aiutati da quelli che ci sostengono da sempre”. (dp)