Giornata mondiale del rifugiato 2017, intervista all’UHNCR

Redattore Sociale ha intervistato Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr per il Sud Europa. Nel mondo 65,6 milioni di rifugiati, circa 300 mila in più rispetto al 2015, “incremento impressionante”. Preoccupano le situazioni di Siria e Sud Sudan. “L’Europa potrebbe gestire benissimo il fenomeno, creando canali legali di ingresso e favorendo ricongiungimenti familiari”.

La legge che introduce il crimine di tortura: luci e ombre, se ne parla a Roma in un convegno

Nel Parlamento si è raggiunto un accordo politico sull’approvazione di una legge che introduce il crimine di tortura. Il testo tuttavia si discosta dalla Convenzione contro la tortura sotto scritta in sede Onu cui si è dichiarato di voler adempiere, e ignora le prescrizioni che la Corte europea per i diritti umani ha più volte rivolto all’Italia. Questa legge rischia così di diventare pressoché inutile, se non controproducente, al fine…

Formazione d’eccellenza al servizio dei bambini: gli atelier del Festival Musica sull’Acqua

In tredici anni di attività hanno partecipato più di 90 musicisti e 8 orchestre, musicisti provenienti da 22 paesi diversi,
più di 600 bambini e ragazzi hanno partecipato agli Atelier: una raccolta fondi dal basso aiuterà a portare avanti questa opera di grande valore artistico, culturale, sociale, educativo.

A Cisliano (MI) si va a scuola di legalità, nella masseria confiscata alla mafia

Nel maggio di due anni fa giovani della Caritas e di Libera “occuparono” la Masseria di Cisliano, confiscata alla ‘Ndrangheta. Abbandonata a se stessa, l’hanno salvata dal saccheggio e dal degrado. Ed è diventata un punto di riferimento nel sud ovest di Milano, con i suoi corsi e campi sulla legalità frequentati da oltre 4mila giovani.

Scrivere a mano nell’era digitale: se ne parla sui giornali (e in un libro in uscita)

Vi anticipiamo che è in cantiere, con SMED Scrivere a mano nell’era digitale, un libro interattivo, per Terre di mezzo Editore. Vi faremo sapere: l’uscita è prevista per l’autunno, ma cominciate a dirlo in giro. Confidiamo possa essere, oltre che una cosa molto bella e godibile in sé, anche uno strumento utile per tante comunità educative, per la scuola, per i bambini e i loro genitori.

Sfilerà sulla croisette a Cannes, intanto l’Italia le ha consegnato il foglio di via

MILANO – Nei prossimi giorni sfilerà sulla croisette, come protagonista del film “Beauty and the dogs” in selezione ufficiale al Festival di Cannes, nella sezione “Un certain regard”. Mariem Ferjani, attrice nata in Tunisia 28 anni fa, ha studiato alla Scuola civica di cinema del Comune di Milano. Potrebbe essere un motivo di vanto sia per la città che per l’Italia. E invece la Questura le ha dato il foglio di via: dieci giorni di tempo per lasciare l’Italia. Non le ha riconosciuto il diritto a convertire il permesso di soggiorno per motivi di studio in uno per lavoro, perché il diploma della Scuola civica non è equiparato a un diploma di laurea. “Milano è la città in cui ho studiato, in cui voglio vivere e in cui sto anche lavorando come traduttrice, visto che parlo sei lingue”, racconta da Tunisi dove è tornata quando le hanno negato il permesso di soggiorno. Da lì ha chiesto un visto per la Francia. “Ho sempre rispettato le regole -aggiunge-. E ora per una questione burocratica mi viene negato il diritto di vivere dove desidero”.

Mariem ha fatto ricorso al Tar della Lombardia. Secondo i suoi avvocati, Livio Neri e Alberto Guariso, la Questura ha dato un’interpretazione sbagliata dell’articolo 22 del Testo unico sull’immigrazione. Articolo che prevede che il permesso di soggiorno per studio possa essere convertito in uno per lavoro quando si ha conseguito “il dottorato o il master universitario ovvero la laurea triennale o la laurea specialistica”. “Tale norma non può essere interpretata in senso così restrittivo -scrivono gli avvocati nel ricorso- da escludere dalla sua applicazione gli studenti stranieri che abbiano frequentato i corsi per i quali erano stati autorizzati ad entrare sul territorio nazionale e a soggiornarvi e, al termine degli stessi, abbiano ottenuto in Italia diplomi e attestazioni che, seppur non formalmente equiparati ad una laurea triennale, ad essi siano equiparabili”. Non solo. In realtà, il Ministero dell’Istruzione e quello dei Beni culturali hanno di recente firmato un decreto in cui dispongono l’avvio delle procedure burocratiche per arrivare ad equiparare i diplomi delle scuole civiche ai diplomi di laurea triennale. “È questo che mi fa più rabbia -sottolinea Mariem-. Le leggi devono essere per gli esseri umani e non viceversa. L’immigrazione non è una questione burocratica. È una questione di vita per migliaia di persone. Mi sono stati dati dieci giorni di tempo per andarmene dall’Italia, quando per disdire un contratto di affitto devi dare preavvisi di mesi. Mi pare un’assurdità, sproporzionato. Che cosa ho fatto di male?”.

Mariem ha conosciuto Milano quando veniva a trovare il padre diplomatico impiegato al consolato tunisino. “Mi è subito piaciuta e quando mio padre è tornato in Tunisia ho deciso di rimanere e studiare cinema -aggiunge-. Ho scelto di dedicarmi a quello che amo di più. Se avessi studiato agraria o medicina non avrei ora tutti questi problemi. Non ho mai fatto nulla di male. Di fatto vengo punita solo per la mia scelta di studi. Spero tanto che alla fine vinca il buon senso”.