Aut, la pizzeria gestita con ragazzi autistici

Il segreto di una buona pizza sta nella qualità degli ingredienti e nella passione dei pizzaioli. Ed ecco che allora si può immaginare che avrà successo “PizzAut”, la prima pizzeria lombarda nella quale lavoreranno persone autistiche. L’idea è di un piccolo gruppo di genitori che hanno bambini con autismo. “I nostri figli non sono ancora in età lavorativa, ma ci siamo resi conto che si fa ancora poco per l’inserimento degli autistici nei luoghi di lavoro. Vogliamo allora giocare d’anticipo, nella speranza che con il nostro progetto si crei anche una consapevolezza più generale e si moltiplichino le occasioni d’impiego”, spiega Nico Acampora, che sta facendo salti mortali per conciliare il suo mestiere di educatore (e le quotidiane incombenze di genitore) con gli impegni per portare avanti questo progetto. Già perché da domenica 2 aprile hanno lanciato una campagna di crowdfunding ed ora è sommerso di telefonate e mail. “Mi ha contattato anche il titolare di un ristorante per dirmi che sarebbe disponibile a inserire un ragazzo autistico nel suo staff”.

“È un po’ di mesi che stiamo portando avanti l’idea di PizzAut -racconta Nico Acampora-. Con l’aiuto della psicologa Simona Ravera e di un amico pizzaiolo abbiamo studiato quali sono le mansioni che un giovane autistico può svolgere in una pizzeria. Può, per esempio, preparare l’impasto, oppure condire le pizze, può riuscire ad infornare. Insomma c’è spazio per loro”. Sarà una pizzeria che punterà su ingredienti di qualità, che sfornerà anche pizze senza glutine. “E sarà un luogo slow, per rispettare la tranquillità di chi mangia e i tempi di chi ci lavora. Questo non vuol dire che si aspetterà due ore per una pizza, ma tutto si svolgerà con calma. Sarà un luogo in cui ci si prende tempo”.

Il luogo in cui PizzAut aprirà non è stato ancora scelto. Probabilmente sarà nella provincia di Monza-Brianza. Almeno all’inizio darà lavoro a quattro o cinque ragazzi autistici, oltre al personale esperto. Intanto la raccolta fondi è partita. Il budget complessivo è di circa 120mila euro e con il crowdfunding l’obiettivo è di arrivare a 60mila euro. Il resto ce lo metteranno questi genitori autotassandosi.

Redazione: Dario Paladini, 6.04.017

Partecipa anche tu alla campagna di crowdfunding: “PIZZAUT, NUTRIAMO L’INCLUSIONE”

Rispondi