Milano a piedi, alla scoperta della città che cambia

“Milano impari ad amarla scoprendola lentamente. La scopri camminando, pedalando, entrando nel flusso vitale di una città che inventa, cambia e rigenera gli spazi, guardando al futuro e, al tempo stesso, conservando una identità propria, un carattere e una riconoscibilità”. Una Milano percorsa e raccontata da Andrea Ferraretto in questo reportage.

Futuro e passato, innovazione e conservazione, un’atmosfera che si percepisce in tutta la città, con un’energia che libera idee e voglia di partecipare a un cambiamento che non è solo urbanistico ma rappresenta un passaggio, graduale ma continuo, del disegno della città intesa come spazio collettivo, dove la comunità partecipa e vive la trasformazione.

Camminare, a Milano, significa incontrare il cambiamento avendo la possibilità di osservare come il processo di rigenerazione sia frutto anche di uno sforzo collettivo, per riconoscere nuove funzioni e nuove opportunità, percependo una visione di futuro.

Porta Nuova, con i grattacieli e gli spazi recuperati, con accanto il quartiere Isola, le case di un’epoca lontana e la comunità che affronta un nuovo assetto: luoghi da visitare con calma, cogliendo gli scorci e gli inserimenti urbanistici, fermandosi all’interno del giardino condiviso Pepe Verde.

Da qui, proseguendo lungo corso Como e corso Garibaldi, con la percezione di una zona 30 che restituisce una fruibilità adeguata a questo percorso. Da qui è un gioco perdersi tra i vicoli di Brera, pedonalizzati e restaurati, trovando il piacere di camminare nella storia, respirando un’aria che parla di passato e di arte.

I passi possono condurre davanti al Castello Sforzesco, uno dei simboli di Milano, bello da vedere e visitare, entrando nella piazza d’armi e inoltrandosi nel parco Sempione, un giardino pubblico che, tra viali e alberi monumentali, rappresenta un viaggio ottocentesco nella bellezza dei parchi di una volta. Un percorso che porta alla Triennale, lo spazio dove, già dall’esterno, si è avvolti dal design, dalla creatività, dalla potenza dell’immaginare il futuro. Una visita che permette, fino al 18 dicembre, di cogliere la sfida dell’architettura che progetta lo sviluppo urbano: la mostra Empatie Creative raccoglie i cinque cantieri di nuovi edifici che sono in costruzione, progettati dallo studio Mario Cucinella.

Una città dove la bicicletta è considerata un mezzo di trasporto, da utilizzare in modo combinato con la metropolitana, utile per spostamenti e favorita da una rete di bike sharing che conta circa 5.000 bici, con oltre 300 stazioni dove ritirare e lasciare le due ruote condivise.

Bicicletta che diventa comunità e visione del modo di vivere una città, dove un ex garage diventa il punto di riferimento di chi ha la passione della bicicletta e vuole contribuire a cambiare le prospettive del modo stesso di vivere lo spazio urbano. Qui la bicicletta è un approccio complessivo, con la ruota e i raggi che disegnano lo sviluppo e la condivisione, in uno spazio che è, al tempo stesso, luogo di incontro e di confronto, dove assaggiare un piatto gustoso, leggere un libro o ascoltare un dibattito. È tutto questo e molto altro l’UpCycle un bike café dove pedalare significa collaborare con chi vuol immaginare un futuro più circolare.

Ecco, allora, che, cambiando quartiere, può capitare di trovarsi in una cascina lombarda della fine del ‘600, rimasta intatta e restaurata in modo intelligente permettendo di avere un pezzo di storia rurale al centro della città edificata, tra palazzi e grandi viali. La Cascina Cuccagna rappresenta un esempio di come sia possibile conservare le tracce del passato, innestando nuove opportunità legate alla promozione di una migliore qualità della vita: oggi la Cuccagna è un luogo di ritrovo, dove mangiare e trascorrere il tempo, approfittando degli spazi interni ed esterni, con attività legate all’orto didattico e all’alimentazione sostenibile e alle buone pratiche ambientali.

Milano da camminare, verrebbe da dire, parafrasando uno slogan che contraddistinse un’epoca: camminando sui ciottoli e sul pavé, scoprendo, con curiosità, una città che non ostenta ma che cura, con attenzione, il proprio ambiente urbano. Una città che vien voglia di percorrere seguendo l’itinerario proposto da Gianni Biondillo che, con Passaggio a Nord-Ovest esplora la città, con le figlie, partendo dal Duomo e raggiungendo gli spazi sconfinati dove, un anno fa, si svolse EXPO.

Le città vanno percorse a piedi e guardate con gli occhi: non sono solo rettangoli grigi di cemento e asfalto ma storie, da leggere e raccontare, dove il cambiamento si può toccare con mano, capendo l’importanza di investire nella rigenerazione e nella cura del tessuto urbano. Dove la storia significa impegno per mantenere identità dei luoghi e la capacità vera del progettista è quella di immaginare il futuro, lavorando per chi vivrà in queste città.


Andrea Ferraretto,
La Stampa, 26.11.2016

http://percorsiditerre.it/negozio/passaggio-nord-ovest/

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