Attentato all’ostello Locride, il gruppo Goel: “E’ un simbolo, apriremo comunque”

Non ci sono ancora entrati e già hanno subito un attentato. Parte in salita la nuova esperienza del Gruppo cooperativo Goel che pochi giorni fa si era aggiudicato la gestione dell’ostello Locride a Locri, ricavato in un bene confiscato alla ‘ndrangheta. Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio, sconosciuti hanno divelto una porta, rotta la telecamera di videosorveglianza, sottratte tre caldaie ed il gruppo di pressurizzazione. “Hanno causato un danno di circa 20 mila euro. Ci colpisce la tempestività con cui è arrivato questo atto intimidatorio, quando formalmente l’ostello non ci era ancora stato consegnato”, spiega Vincenzo Linarello, presidente di Goel, gruppo nato nel 2003 grazie all’allora vescovo di Locri mons. Bregantini con l’obiettivo di avviare attività economiche e sociali nel segno della legalità. Il primo bando per l’assegnazione dell’ostello, nell’aprile del 2016, era andato deserto. Goel aveva quindi deciso di partecipare al secondo bando anche per rompere un clima di generale intimidazione. “Era proprio strano che un edificio così ben ristrutturato e in perfette condizione non interessasse nessuno, visto che viene dato in comodato gratuito per dieci anni”, ricorda Linarello.

Confiscato nel 2005, l’edificio, situato nel centro di Locri, è stato rimesso a nuovo e trasformato in ostello nel 2009 dal Comune con fondi del Programma operativo nazionale (Pon). Il Sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, che ha insistito per lanciare il secondo bando, appena ha saputo dell’attentato ha detto: “Siamo sconfortati, avviliti, ma non disposti a fare sconti a nessuno”.

Nel 2016 Goel ha subito altri due attentati: a Stilo, in provincia di Reggio Calabria, sono stati abbattuti in una sola notte 13 ulivi in un podere gestito da una cooperativa legata al Gruppo, mentre a Briatico (Vibo Valentia) sono stati estirpati 50 quintali di cipolle rosse di tropea. Intimidazioni e danni che però non fermano Goel. Così come l’attentato all’ostello. “Stiamo avviando le pratiche per avere tutte le autorizzazioni per gestire l’attività -aggiunge Linarello-. Contiamo di aprire prima dell’estate. L’ostello è un simbolo. La ‘ndrangheta fa alla Locride ciò che gli autori di questo atto criminale hanno fatto a questo ostello: distrugge e ostacola ogni possibilità di lavoro per la gente e di sviluppo per il territorio. Goel, invece, sta al fianco della gente, creando ogni giorno, dal nulla, speranza e lavoro”.

 

Redattore Sociale, 13.02.017

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