Mobilità sostenibile in città con Share’ngo, il car sharing elettrico

Vuoi usare l’auto per muoverti in città in modo facile, veloce e sostenibile? Puoi farlo con Share’ngo, il  car-sharing elettrico, che unisce i vantaggi dell’economia di condivisione alla garanzia di un impatto ambientale zero.
Attivo a Milano, Firenze e Roma, Share’ngo riserva agli amici e ai visitatori di Fa’ la cosa giusta! un’offerta dedicata, valida sin da ora: iscrizione ridotta da 10 a 1 euro, con la tariffa scontata del 20% (22 centesimi al minuto). Per iscriversi basta un click!
Le auto di Share’ngo le usi solo quando ti servono e vai dove ti pare. Nessuna limitazione di ingresso in Area C e parcheggi sempre gratis. Sono facili e divertenti da guidare e a ricaricarle ci pensa il gestore.
Share’ngo si caratterizza anche per l’attenzione al “sociale”: offre tariffe personalizzate ai suoi clienti, corse notturne gratuite per le donne dall’1 alle 6 (fino a 100 minuti al mese), pacchetti minuti da 100, 200 e 500 minuti per correre fino a 9 euro all’ora (la soluzione più economica di car sharing a flusso libero).
Share’ngo viene guidata da chiunque: dai più giovani, che talvolta devono contendersi l’auto con i genitori, ma anche dai più maturi, che si spostano in città per motivi di lavoro o di svago.
«La usiamo per andare in università, sfrecciando nel traffico, senza rinunciare al divertimento» ci dicono Matteo e Alberto, due giovani universitari. Fabrizio, sulla sessantina, urbanista, invece definisce Share’ngo «la pillola miracolosa per curare gli acciacchi della mobilità urbana: dove quando e come vuoi. L’auto privata non serve più».

660 TONNELLATE DI CO2 RISPARMIATE
(l’equivalente del peso di 100 elefanti)

 

Immagina una mandria di 100 elefanti e pensa a quanto possano pesare tutti insieme. Ecco, ora pensa che grazie ai minuti di utilizzo di Share’ngo consumati da clienti come te, sono ad oggi state risparmiate
ben 660 TONNELLATE di emissioni di anidride carbonica nell’aria di Milano, Roma e Firenze, l’equivalente del peso di quei 100 elefanti. Non male eh?
Vuoi sapere qual è stato il tuo personale contributo?

Scarica qui il modello per calcolare quanta CO2 hai risparmiato fino a oggi.

 



Antonio Cianciullo su La Repubblica del 15.02.2017

L’Italia schiera 100 campioni nella sfida per l’e-mobility
Uno studio di Enel e della Fondazione Symbola sulle eccellenze italiane che entrano in campo nella battaglia per la mobilità elettrica.

C’è la domanda: le città italiane, in larga parte fuori legge per smog e rumore, hanno bisogno di un trasporto a basso impatto ambientale. C’è l’offerta: in Norvegia 1 auto nuova su 4 è elettrica, in Olanda 1 su 10, in Europa nel primo trimestre 2016 le macchine con la spina sono cresciute del 33%. Eppure in Italia la rivoluzione della mobilità sostenibile è in bilico. Abbiamo il know how per far crescere l’infrastruttura d’intelligenza che c’è dietro il salto verso l’elettricità (smart grid, innovazione sulle batterie, app), ma manca l’infrastruttura pesante e, soprattutto, il quadro di riferimento istituzionale (leggi coerenti, dissuasione per gli inquinatori, premi per chi innova).
A vedere la parte mezza piena di questo bicchiere è lo studio “100 italian e-mobility stories” curato da Enel e dalla Fondazione Symbola.
Ce la faranno i cento campioni italiani dell’innovazione a superare la concorrenza dei paesi leader (Stati Uniti, Cina, Norvegia e Olanda rappresentano il 70% delle vendite mondiali)? Calcolando che in Italia l’auto elettrica è ferma allo 0,01% del mercato, con appena 6 mila macchine in circolazione? Sapendo che anche quando i soldi ci sono non vengono usati, come nel caso dei 50 milioni stanziati tre anni fa per le colonnine di ricarica e mai utilizzati?
“Noi faremo la nostra parte come azienda, investendo 300 milioni di euro per creare un’infrastruttura di ricarica basata su 12 mila colonnine e creando una nuova unità interna per questo settore”, risponde Francesco Starace, amministratore delegato di Enel. “Crediamo inoltre che possa farlo anche il Paese perché nel concetto di mobilità elettrica l’aggettivo peserà. Questo vuol dire che buona parte della battaglia sull’innovazione si baserà sulla digitalizzazione della rete, sulle app, sulle smart grid. E in tutti questi settori l’Italia ha molte carte da giocare”.
Il passaggio dai fossili all’elettricità rappresenta un salto in termini di emissioni serra (soprattutto con la progressiva crescita della quota di rinnovabili nell’alimentazione della rete), di inquinamento e di funzionalità (l’auto elettrica non ha trasmissione, non ha cambio, e raddoppia l’efficienza). Le potenzialità sono molte e alcune si intravedono appena.
“L’auto elettrica è una batteria su quattro ruote”, continua Starace. “Il che vuol dire che l’auto parcheggiata finora rappresentava una svalutazione del capitale investito, adesso potrà fruttare dei soldi se la si connette alla rete. Siamo i primi al mondo ad aver sviluppato una tecnologia, il Vehicle to Grid, che utilizza i veicoli elettrici anche quando sono fermi per garantire maggiore efficienza e stabilità alla rete di distribuzione consentendo, allo stesso tempo, di generare ricavi per i proprietari”.

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